L’autoproduzione italiana è capace di far schiudere dai frutti di semine di underground musicali gruppi emergenti, meritevoli di competizione e, soprattutto, spazio d’azione! Con questa premessa, si andrà a presentare Dimonra, un progetto musicale alternative metal milanese, in piedi dal 2016, da un’idea di “XV” (basso e programming). Questi riuscì a formare la band con “Chance” (batteria), “Hale” (chitarra) e “Memori” (voce). All’attivo l’EP “Evil”, nel novembre dello stesso anno, e questo “Violent Paranoia” (2017), attraverso i quali i Dimonra manifestano la loro più grande passione per i sound dark alternative tipici della cultura nipponica. Votata, inoltre, al caratteristico trend del visual kei – che in breve denota un abbigliamento a forte impatto visivo, che non si discosti più di tanto da una fusione quasi perfetta fra steampunk e glam – la band fa assumere all’EP “Violent Paranoia” un sound ed un mixing tipicamente J-Metal [si tenga presente che con J-metal, ovvero Japan metal non si intende un genere musicale a sé stante, ma un semplice tratto distintivo tipico. L’approccio ai registri vocali e alla cultura musicale, da parte degli artisti giapponesi, risponde a standard convenzionali completamente diversi da quelli europei e/o americani, ndr]. Release che si compone di tre tracce, dove il basso sembra dotarsi di una necessità di tagliare il suono, accompagnato da una chitarra tipicamente alternative, una batteria imponente ed una voce non troppo tecnica. Infatti, si può avvertire dalla vocalist, Memori, come vi sia stato posto agli antipodi uno studio di una cultura (quella giapponese) nei minimi dettagli: dal registro della voce alla tonalità della voce, dalla pronuncia di un inglese con inflessione giapponese alla vocalizzazione tipica della cultura J-pop, J-rock e J-metal. La title-track è la prima che si può ascoltare dall’EP. Risponde alle caratteristiche di cui sopra, cercando di donare all’ascoltatore un’ambientazione il più visual kei possibile. Munita di un testo predato dalla frenesia della corsa contro il tempo (Minutes flowing with a sound/Am I eating seconds/to avoid passing of time?) e metafore sulle conseguenze cui questo possa portare, tende a ricordare la tipica sigla di un anime. In effetti, quasi tutte le canzoni d’apertura dei cartoni animati giapponesi tendono a rock e metal alternativi come “Violent Paranoia”. La traccia ricorda molto la canzone “Rose” dei Black Stones, conosciuta come la sigla di apertura dell’anime oramai internazionale, NANA. Passando a “Sick?”, non si denotano grandi differenze dalla prima traccia, se non nella voce. Questa volta, Memori non forza troppo la tecnica di approccio allo standard nipponico, ma riflette questa volta sul tema del ricordo d’infanzia, legato al caos della grande metropoli e tale da indurre alla confusione più letale (Since I was born as a child I see in a squared meter/buried dreams and nightmare/lost ideas, used steps, meaningless traces/paths leading nowhere). L’EP termina, dunque, con “Flash Mob”, dove ritorna il basso pungente e tagliente a capeggiare su tutto. A differenza di “Violent Paranoia”, la canzone è provvista di una intro ed una outro, che fungono da simmetria fra strofe e ritornello, oltre a donare un senso di prospettiva centrale al brano. Anche qui, Memori non si limita a “emulare” il Giappone, facendo sentire chiara la sua calda anima canora, incitando l’ascoltatore a riflettere sul tema della ribellione, ma soprattutto su un senso di “social catena” che debba legare più anime ad altre. Quei I don’t want anyone to be left back, we are going to take power back, the energy vortex felt in our bodies e tanti altri estratti da strofe e ritornello regalano alla terza traccia l’entropia difensiva da una quotidianità sempre più indifferente ai “vortici di energia” capaci di ricreare. L’obbiettivo di questo brano è rendere chiara l’importanza della solidarietà, attraverso una rivoluzionaria influenza alternative punk. La chiusura perfetta di un EP che garantisce ai Dimonra ottime carte con cui fare all-in! Nessuna nota di demerito si potrebbe rilevare, e lo scarso numero di brani aumenta la voglia di ascoltare qualcosa di più da questa giovane formazione. Già memore di un’occasione di live (come i loro colleghi in visual kei Yami Jamp), potrebbero vantare di aver portato a termine una non difficoltosa sfida, a giudicare dalla precisione che sussiste in ogni brano. Precisione che verte su un impeccabile sound ed un inappuntabile mixing, nonché su un corretto e ben connotato utilizzo della voce, inzuppato al centro perfetto di quell’onnipresente cerchio rosso della bandiera giapponese. Si può dire che l’alternative metal dei Dimonra, in “Violent Paranoia”, assuma precipuamente le note più dark del genere, ricordando formazioni già note internazionalmente come l’ex formazione post-alternative metal britannica, Finch, l’ex formazione post-alternative metal norvegese, Animal Alpha o la ancora attiva formazione statunitense alternative metal, The Outline.

A questo punto, si rimane solo in attesa di nuove occasioni di live per i milanesi, Dimonra, e chissà che non manchi solo qualche mese all’uscita del debut album.

 

 

Alexander Daniel

77/100