25 GIUGNO 2017

NOME: Electrocution.

GENERE: Technical Death Metal.

NAZIONE: Italia (Bologna). 

FORMATO: full-length.

TITOLO: Metaphysicarnation.

 

• Tracce:

1. Wireworm (03:30)

2. Phylogenesis (03:30)

3. Abiura (04:16)

4. Bloodless (04:01)

5. As A Son To His Father (03:28)

6. Panopticon (03:38)

7. Nature Obliteration (03:38)

8. Logos (03:59)

9. Aliento Del Diablo (01:08)

10. Spiras In Tension (03:19)

11. Anthropocentric (03:24)

 

MEMBRI: 

• Mick Montaguti (voce e chitarra);

• Alex Guadagnoli (chitarra);

• Max Canali (basso);

• Vellacifer (batteria).

 

Il progetto Electrocution nasce a Bologna, in Emilia-Romagna, nel 1990, come band Death Metal. I musicisti emiliani si contraddistinguono inizialmente praticando dal Death Metal, che poi tramuterà in Technical Death Metal. Nei primi tre anni di carriera il progetto realizza tre demo intitolati: “No Rest In Peace” (1990), “The Real Doom” (1991) e “Remains” (1992). Nel 1993 gli Electrocution creano il primo full-length dal titolo “Inside The Unreal”, contenente ben dieci tracce per una durata complessiva di 36:57, subito seguito l’anno successivo da una nuova demo, “Promotape ‘94”, da un single “Water Mirror” e da uno split in collaborazione con la ormai 'defunta' band svedese Hypocrite. Nel 1997 il progetto italiano mette alla luce un EP, intitolato “Acid But Suckable”, raccolta di 7 tracce che garantisce 20:38 di ascolto, esso aprirà la strada ad un lungo periodo di assenza della band dalla scena musicale, calando su di essa i sipari fino al 2012. Dopo anni di mancanza, gli Electrocution, tornano più forti di prima, con uno stile rinnovato ed una line-up differente, nel 2014 creano un nuovo full-length dal curioso titolo “Metaphysicarnation” contenente la bellezza di undici tracce per una durata complessiva di 37:41. L’album, mediante le sue tracce, cerca di attraversare differenti aspetti della conoscenza dell’umanità, secondo la dicotomia natura e tecnologia, analizzando aspetti buoni e cattivi di quest’ultima. Alcune tracce possiedono titolo in greco, cosa che riconduce ad Aristotele, visto dalla band come “padre” della scienza e della tecnologia. In “Metaphysicarnation” la band propone una nuova gamma di suoni ed un nuovo stile, che già tendeva a rivelarsi negli ultimi lavori precedenti questo album, differente da quello antecedente che era chiaramente un Death Metal anni ’90 (dopotutto il progetto è nato in quel periodo). Le tematiche si discostano da quelle tipiche del Death Metal “puro”, ed aprono le porte a testi riguardanti l’ambito psicologico, filosofico ed emotivo. Vi sono riff molto particolari, che riportano al gelo nordico mediante la loro secchezza, fusi ad altri apparentemente più violenti ma allo stesso tempo più “caldi”, le tracce hanno una durata medio-breve e ci sono cambi di tempo, ciò si potrebbe asserire che sia un bene ed un punto in più a favore dell’album, poiché la linearità delle tracce  finirebbe per renderlo noioso. Tutta la malvagità e la violenza presenti nell'album si alternano a momenti atmosferici e più lenti, il tutto guarnito da una fantastica voce, inoltre le soluzioni sono ben strutturate, riescono ad essere efficaci, ben studiate e non banali all'ascolto. A conti fatti “Metaphysicarnation” si presta bene all'orecchio, per gli amanti dei generi più pesanti e del Death Metal in particolare, risulta essere una valida scelta. Con questa perla gli Electrocution riaprono la strada alla loro carriera musicale in grande stile, dimostrando che anni di assenza non hanno creato scompenso al loro talento, il sentiero intrapreso dal progetto per ora sembra essere quello giusto, la strada è molta e tutta in salita, ma i più audaci non si arrendono e non si lasciano mai spaventare da ciò. Nell'attesa di nuovi lavori ci si auspica che il progetto emiliano prosegua per il verso giusto, nel frattempo si può godere dell’ascolto di “Metaphysicarnation”.    

 

Giulia De Antonis

80/100