Uscita bizzarra questo EP, nuovo (per modo di dire) lavoro del trio Eli Van Pike, progetto che vede la collaborazione di Thorsten Eligehausen (mastermind degli electro-gothic Cradle of Haze), il chitarrista Marc Vanderberg e Ken Pike (cantante/songwriter della symphonic-gothic metal Absolon). Da questa triade nacque un esperimento, che ha dato vita nel 2016 al debutto Welcome to My Dark Side. Il dischetto in questione invece, presenta cinque tracce che però sono solo versioni alternative di un pezzo presente nell’LP, ossia Herzschlag, che dà anche il titolo al lavoro.

Andando nello specifico ogni variante ha una sfumatura diversa (seppur minimale a volte). In questo caso è bene partire dalla fine. “Herzschlag” è la versione originale, un pezzo industrial metal, con qualche influenza gothic, duro e pesante con un buon riffing di chitarra, intriso nel groove, compresso e freddo. Una traccia dai forti connotati melodici, specie a livello di chitarra, uniti ad un cantato glaciale (molto simile ai Rammstein) ed a parti elettroniche ben dosate. Il ritornello vede anche una voce femminile nelle backing vocals. “Herzschlag (extended)” che è la prima traccia, è una sorta di versione allungata della versione originale, che offre qualcosa in più, ma nulla di realmente sostanziale. Segue “Herzschlag (Narcotic Elements Remix)”, remix molto danceable ad opera del progetto Narcotic Elements (che normalmente si occupa di musica dark, electro, trance ed industrial), dove le chitarre vengono ridotte quasi fino a sparire per lasciar spazio ad un electro/dance ben fatto. 

“Herzschlag (Oren Amram SynthesizeMe Remix)” è un ulteriore remix ad opera del DJ e produttore Oren Amram. La traccia qui diventa molto più dura ma sempre ancorata all’elettronica, però da ambiente più club underground. Un electro-dance più violenta con pure la presenza di riffs ed assolo di chitarra. La sostanza comunque cambia di poco.

“Herzschlag (VUDUVOX Remix)” è l’ultimo remix ad opera dei VUDUVOX, duo electro/industrial che rende la canzone più lenta e dalle vocals più effettate, intingendo il tutto in un atmosfera più ariosa, al contrario del loro sound originario che è molto più martellante.

Un’opera che è adatta più che altro ai completisti e fanatici della band, per gli altri si consiglia di reperire il primo album già descritto nell’introduzione. Da aggiungere che può essere utile informarsi sugli autori dei remix, che potrebbero incuriosire i cultori di certe sonorità.

 

 

Enzo Prenotto

60/100


La band tedesca Eli van Pike è nata nel 2016 ed è composta da tre musicisti: Thorsten Eligehausen, Marc Vanderberg e Ken Pike le cui prime tre sillabe di ciascun nome formano appunto il nome del gruppo. Il nuovo album di questo trio s’intitola “Welcome To My Dark Side”, uscito il 10 marzo scorso per Darksight Records. Il disco si presenta in un fondersi tra goth e industrial con brani alternati tra testo in inglese e tedesco.

Composto da dieci brani bilanciati tra loro, vari e caratterizzati da differenti stili, sempre facendo del goth il perno in cui ruota l’album. Anticipato dai singoli "Even Heroes Fall" e "Tears of War" entrambi del 2016 e l'attuale "Heartbeat".

“Made In Germany” apre l’album, forse la traccia più ariosa di tutto il disco, ritornello un po’ mainstream ma comunque piacevole all'ascolto e con sferzate di chitarra pesante che tutto sommato rende la canzone abbastanza cattiva.  

Seconda traccia “Herzschlag”, brano più aggressivo nell’ intro e malinconico per il resto della sua durata, cantato in lingua madre, segue “1-2-Frei”, intro elettronico, anche questo cantato in lingua tedesca, chitarre pesanti e ambiente più metal per questo brano.

Bellissima la quarta traccia “World On Fire”, una melodia intensa per un brano molto coinvolgente.

Prorompente la ritmica di “Tears Of War”, inevitabile, considerato il tema trattato, un cantato asettico a volte, che si sposa con la musicalità del brano.

Un altro brano molto bello è “One Last Rose”, magnetico ed ipnotico, una sorta di parentesi calma che ci prepara alla vorticosa “Peter, 41”. 

Che dire della turbinosa title track “Welcome To My Dark Side”, in uno stile “heavy melodic goth”, un brano che trasporta l’ascoltatore tra alti voli per poi farlo ricadere nelle tenebre oscure.  

“Amen”, veemente brano di chitarre distorte e voce cupa, uno dei brani più heavy dell’intero album che accompagna alla track di chiusura “Valentine’s Day”, brano che mi rimanda alle cupezze di Nick Cave, chitarra acustica e sound melodioso.

Questo album mi ricorda un mix tra Joy Division e Einstürzende Neubauten, padri quest’ultimi del genere industrial, con aggiunta di melodie pesanti, forse nulla di innovativo ma mi piace, gli Eli van Pike sono comunque un gruppo da tenere d’occhio e mi aspetto un secondo album sempre interessante con l’aggiunta di idee avanguardiste.

Consigliato a chi ama le atmosfere cupe e profonde.

L'album è disponibile in forma fisica e digitale su tutte le principali piattaforme musicali.

 

 

Valeria Campagnale

90/100