12 LUGLIO 2017

Nome: Framheim
Genere: Atmospheric Black Metal
Nazione: Italia (Ladispoli)
Formato: Demo
Titolo: Polar Black Metal I

 

Tracce:
    1. Lu Fredd (04:56)
    2. San Giuseppe Due (06:20)

 

Membri:
    1. •    Heliogabalus (voce)
    2. •    F. (polistrumentista)

Framheim é un progetto Atmospheric Black Metal italiano nato nel 2016 a Ladispoli, un duo molto particolare con un’idea originale da portare avanti. Il nome del progetto é ripreso dall’esploratore norvegese Roald Engelbregt Gravning Amundsen, “Framheim”, nome a sua volta ripreso dall’imbarcazione di egli stesso: “Fram”. La loro storia non é lunga, il neonato gruppo musicale ha creato da poco la prima demo, in data 24 Aprile del 2017, piccola raccolta composta da sole due tracce, ed é la prima di altre dieci demo riguardanti lo stesso argomento. Questo breve lavoro, che garantisce 11:16 minuti di ascolto é intitolato “Polar Black Metal I”, infatti, come facilmente si potrebbe dedurre dal nome esso narra le imprese di esploratori pionieri del freddo ghiaccio dei poli. La demo risulta dunque essere il primo step di un lungo viaggio esplorativo che il duo italiano vuole esporre, portando gli ascoltatori a conoscenza di una vita impervia ed esanime condotta nei grandi deserti ghiacciati, ricca di solitudine, desolazione e malinconia. Ovviamente quale genere migliore scegliere se non un genere duro, rigido e glaciale come Atmospheric Black Metal? A malincuore bisogna affermare però che della forma musicale scelta vi é ben poco, si sentono i ritmi tipici e rudi di un Black Metal anni ‘90, periodo in cui venivano gettate le basi di questa categoria, con tipiche registrazioni verosimilmente poco riuscite, con bassa risoluzione. Si sente tremolo picking e una rapida batteria (seppur macchinosa) tipica dello stile, ma non si riescono a percepire tastiere o in generale qualcosa che, anche ascoltando ad occhi chiusi senza sapere nulla riguardo il progetto, possa riportare al nobile genere dell’Atmospheric Black Metal, manca riverbero, il basso é quasi invisibile per non parlare del sintetizzatore. C’è poca armonia e le soluzioni risultano essere ordinare e convenzionali rendendo le due tracce un po’ monotone, cosa molto svantaggiosa dal momento che le tracce non sono molto brevi. Ad incorniciare questo quadro vi é il mix e mastering che non sembra rasentare l’eccellenza, ci si aspetta in oltre una voce più potente, qui viene invece presentato un growling un po’ debole per un sottogenere del Black Metal. Cosa che forse potrebbe incuriosire e piacere é il fatto che una delle due tracce, “Lu Fredd”, é cantata in dialetto abruzzese. Ovviamente é giusto aspettare che Framheim creino nuovi lavori, perché difficilmente si può fornire una valutazione ben ponderata basandosi su solo due tracce. Per ora questo é solo un punto di partenza di una strada lunga e tortuosa, pericolosa ed impervia proprio come le immense distese glaciate di cui il progetto ci narra. Ci si auspica un miglioramento da parte della band italiana e che facciano onore al genere scelto, data la giovane età del progetto questa demo servirà sicuramente a “farsi le ossa” per così dire, con un po’ di olio di gomito e tanta determinazione si può sempre arrivare nei ranghi più elevati.

 

Giulia De Antonis
64/100