NEMO OPTAVIT VIVERE è il debutto degli Insonus , band di cui so poco.

Di solito ricevo Bio dettagliate con la storia della band, le idee su cui si fondano e il genere proposto...qui nulla; solo una bio da 4 righe  in cui viene detto poco e nulla.

Normalmente non avrei recensito un prodotto cosi perché mi sarei fermato ad un “non mi dicono nulla di loro, perché dovrei darei il mio parere e perderci tempo”; Ma va tutto relazionato al contesto.

Il Black Metal è cosi: O lo si ama o lo si odia, o lo si comprende o lo si ignora, e io sono una persona che devo i miei ascolti a chi ha inventato il Black Metal (anche se per molti hanno sempre fatto Thrash) quindi mi sono lanciato a capofitto nell'ascolto di questo debut, e, come da loro volontà, lascerò parlare la musica e cercherò di farvi immergere nelle atmosfere delle canzoni proposte, senza snaturarle troppo con le mie considerazioni.

 

The Solution

Si comincia con una voce registrata che da il via ad un mid tempo dalle chiare radici anni 90, glaciale nelle chitarre ma con molto groove nella batteria, fino all'ingresso della voce , classicamente black che ci ricorda la scena norvegese e ci inserisce nel mondo black metal dei nostri, un'apertura melodica è solo un breve intermezzo prima di rispingergi nel più fredde e cattive sonorità del genere, il bello di questo pezzo  è la variabilità, riff che si susseguono e si riprendono senza annoiare, tutto a fare da contorno ad una voce che fa da gelare il sangue per la sua malvagità e la sua intenzione. Da sottolineare il finale dove le chitarre zanzarose lasciano spazio ad una melodia armonizzata che sembra aprire a un finale epico in cui la voce ricama urla strazianti.

 

Burry Me

Le campane, le catene e il temporale aprono al traccia dove le chitarre in crescendo fanno capire che anche la malinconia e nelle corde degli Insonus.

La Voce in lontananza è straziante,ma unita alla melodia versa il “nero” direttamente nell'anima dell'ascoltatore. Per la mia visione del Black Metal forse questa è la traccia che mi piace di più...

A metà pezzo la batteria e la ritmica variano inspessendosi e accelerando, le chitarre ormai hanno tracciato una linea malinconica che neanche l'intercedere dalla batteria può scrollarla via dalle ossa...Una sola parola per descrivere il pezzo...Pregevole anche nei suoi 10 minuti.

 

Nihilist Manifesto

Chitarre acustiche e batteria fanno da incipit a questo brano che lascia l'intercedere un batteria cadenzate accompagnata da una chitarra non troppo spinta...ma  è solo un modo per distrarre l'ascoltatore , la vittima prima di colpirla con una sfuriata black Vecchia scuola ,senza compromessi e senza prigionieri...il cui le chitarre e la voce ,come lame di ghiaccio ,ti entrano nelle carni portando dolore e freddo , lasciandoti li  cullato da una melodia di morte  , breve intermezzo prima di ricominciare a correre e picchiare , qui si sentono tutte le atmosfere e i richiami di “battaglie nel nord” e bufere di neve...meravigliosamente epica e oscura, forse la traccia più “True “ del disco, una nera perla “Immortale”.

 

Life hurts a lot more than Death...

Un crescendo in cui effetti e batteria la fanno avvicinare l'ascoltatore ad un posto “ignoto” confinato nel buio della pensieri di Raven e Acheron ( nome dei nostri 2 “Black heroes”) , un intro/outro lungo , che richiama il Depressive Black Metal che in italia trova radici solide e di gran classe, tutto ciò che cercano di trasmettere all'ascoltatore con questo pezzo totalmente strumentale è il dolore che la vita può recare , che per i nostri è peggio della morte stessa.

 

In conclusione queste 4 traccie, sono uno specchio nero di quello che in Italia si può avere con il Black metal, un genere Mai spento dagli anni '90 ad adesso che ha sempre dei notevolissimi tizzoni ardenti sotto una superficie fredda e che può sembrare morta, ma basta smuovere un po' per riaccendere un incendio.

Nello scopo del gruppo probabilmente c'è un voler richiamare i suoni anni 90, scarni e incisivi, e riescono nel loro scopo senza però avere una registrazione da cantina, un ottimo mix in cui la voce rimane volutamente dietro per non inflicitare le atmosfere create dalle chitarre.

L'unica “critica” è la presentazione del prodotto, la “confezione”, che posso capire sia Black Metal che non voglia “brillare”, ma il recensore (il sottoscritto) ha fatto una ricerca complessa per avere info sul Gruppo, Storia e Radici... fortunatamente mi sono lasciato raccontare dalla musica, ed è quello che vale di più.

 

Robert Lucifer

70/100