09-Giugno 2017

Band: Jester society
Album: Kingsmen (Ep)
Anno: 2017
Etichetta: Unsigned/indipendent
Genere: Pop punk/crossover

"Haters gonna hate", si dice di una band quando suona un genere particolarmente divisivo, e potrebbe essere la frase per meglio sintetizzare questo Ep (a dire il vero quasi un full lenght) dei Jester Society. In effetti, la frase sopra è quello che si ottiene miscelando forse due dei sound più polarizzanti della storia della musica rock, il pop-punk e il crossover, con le influenze rap-nu come le si preferisca chiamare, e che poi è proprio la strada intrapresa dal quartetto bresciano. Messe da parte le disquisizioni sui generi, e avvertiti i detrattori delle suddette scuole, di astenersi dall'ascolto di questo materiale, a cui potrebbe causare una violenta reazione allergica credo (e non stiamo a raccontarci le solite storie sull'apertura mentale), qui J.S. hanno inciso una manciata di pezzi che suonano freschi, spensierati e catchy sotto il punto di vista musicale, ma che mettono in luce una certa immaturità di fondo riscontabile per lo più nella ripetitività dei pezzi e negli inserti in cui viene tentato di inserire un vago stile rap al cantato. Ammesso che stiamo parlando di musica leggera, e intendo veramente leggera a livelli di colonna sonora da film per teenagers, qui abbiamo sette pezzi di durata molto breve, divertenti all'ascolto ma di una banalità e una genericità sconfortanti, che diventano tediosi dopo pochi ascolti. Queste caratteristiche arrivano all'apice appunto, quando viene tentato l'approccio al sound nu-rap come nella titletrack "Kingsmen". Questo forse è il pezzo forse meglio riuscito dell'Ep, scritta con una bella melodia ed un ritornello con coro che fa venire voglia di essere cantato, viene rovinata nei dieci secondi in cui il cantante rappa con un flow insipidissimo, inserito a random che farebbe sdegnare qualsiasi appassionato del genere. A questo punto si potrebbe pensare che siamo dinnanzi a qualcosa di inascoltabile anche per i supporters di queste sonorità, tuttavia il mio è un giudizio "tecnico" e "serio" (o almeno spero) e va ricordato che tradizionalmente la specialità di queste bands, è di essere scanzonate fregandosene delle critiche, sovente eccessivamente severe nei loro confronti, suonare per divertire e soprattutto per divertirsi ed e quello che dovrebbero proprio continuare a fare i Jester Society.

 

Michele Bertalot
50/100