24 GIUGNO 2017

I Karls sono un duo italo-danese composto da: Carlos Reyes Vergara (ex Legion massacre)  deus ex machina di tutto il progetto, songwriting e strumentazioni e Rune Andersen alla voce.

La proposta musicale è molto forte parliamo di un tiratissimo death/black metal la cosa che mi ha colpito di più dell'intero E.P. è stata la batteria ma ne parleremo via discorrendo nella trattazione dell'opera che si divide in cinque tracce per un totale di  ventiquattro minuti circa.

Dead Symbols: chitarra pesante in partenza, la batteria pesta come non mai sembra una mitragliatrice, rotonda, corposa direi entusiasmante, la voce di Rune è ferina, le chitarre sono taglienti come lame e si assestano perfettamente sulla trama sonora,  le parti del brano solo strumentali risultano sulfuree e "malate"...

Server ov Sin: ritmo di chitarra incalzante assecondato da voce e batteria, sempre  ben calibrata al contesto, la voce cavernosa non mostra cenni di cedimento nonostante in questo brano il muro sonoro sia davvero impressionante, man mano che il brano avanza la ritmica permea a nella testa dell'ascoltatore  fino ad esplodere a circa 3:30 in assolo di chitarra talmente fine che sembra quasi un violino.

Questo è il brano più lungo dell'intero E.P. 6 minuti circa. 

From Darkness Come: come tutti i buoni prodotti ci troviamo di fronte all'anello debole dell'opera, un brano che mi pare un po'stentato è che non mi ha convinto troppo, suonato e interpretato sottotono, un' elemento secondo me di corollario, una bonus track alla fine dell'E.P.

Souls Blind: cinque minuti di violenza pura potente e decisa fin dal primo ascolto, il cantato è carico d'astio...un brano che risulta anche piuttosto" melodico" dove parti violentissime si intersecano con parti interamente strumentali meno ostiche, buon pezzo.

Gods ov the New Age: dopo il grugnito iniziale al di la delle staffilate di batteria il brano è molto cadenzato e lineare si differenzia dagli altri per la presenza di parti quasi narrate e per l'uso delle tastiere che nel contesto generale del brano si comportano davvero bene, dando un risvolto quasi gothic al brano.

Che dire, questo E.P. mi è piaciuto davvero molto, ben suonato, ben gestito in tutte le parti strumentali e vocali, ben prodotto, che dire poi delle parti di batteria, per me sono davvero entusiasmanti.

Insomma un piccolo gioiello che può rallegrare le giornate di noi malsani e cattivissimi metallari,  auguro a questi ragazzi di riuscire a produrre ed a farci ascoltare un bell'album completo.

Le fondamenta ci sono che il dio del metallo nero sia con voi!

 

 Igor Gazza

79/100