GENERE:  Progressive Rock/Metal

ANNO:  2016

PAESE:  Italy

ETICHETTA:  Minotauro Records

 

PREMESSA/COPERTINA:

Guerriero Errante è un album datato 11 Aprile 2016 della band progressive beneventana La Bottega Del Tempo A Vapore.

Da una prima analisi, la variopinta copertina sulla quale campeggia il titolo del disco fa fin dai primi sguardi presagire l’atmosfera epica del disco dando quindi motivo di pensare che, come molte delle band progressive sulla scena, fra le sue note e testi abbia un concept più o meno implicito.

CONCEPT:

Tuttavia non è questo l’implicito caso, infatti il target vero e proprio della band è esaltare nei propri lavori il valore della poesia nella musica, concetto che ben si sposa con l’idea di progressive, idea tuttavia già ben sperimentata ed assodata in band del calibro de Il Banco Del Mutuo Soccorso.

Il concept di questo album viaggia fra le righe a cura di Alfredo Martinelli, narrando le gesta di un guerriero con una diretta missione da parte del suo Re; salvare la figlia del suddetto.

Come un racconto poetico ben si presagisce l’ondata di amor cortese secondo la quale la piega narrativa dell’evento verterà su di un amore segreto, un rifiuto, e successive gesta eroiche per riconquistare l’attenzione dell’amata e continuare a consumare il proprio amore, con tuttavia un finale aperto, come a presagire un sequel.

E’ stilisticamente perfetto, si nota una certa perizia nella narrativa, cosa che da un valore aggiunto per quell’ascoltatore che in una produzione musicale volge il proprio orecchio a dei testi che in questo caso sorprendono per bellezza stilistica ma non per originalità.

TECNICA:

Il progressive è per antonomasia un genere che predilige una base tecnico/teorica almeno superiore alla media.

Sono presenti qui e lì sbavature tecniche non del tutto degne di nota, soprattutto nelle linee vocali.

La composizione è lungi dall’essere scontata tecnicamente, anche se di eccessiva ispirazione alla storica band Progressive Metal Dream Theater senza tuttavia conservarne almeno la scienza compositiva in quanto ad originalità, in alcuni passaggi è possibile ascoltare come dei veri e propri lick estrapolati qui e lì dai più famosi solo di John Petrucci.

Non è del tutto un elemento invalidante, risulta comunque un lavoro abbastanza scorrevole che non pressa troppo sul lato tecnico, sfociando in sonorità che richiamano anche Pink Floyd in Sorrow con una diretta traversata per Operation: Mindcrime dei Queensryche.

Riff di chitarra molto carichi e tastiere che richiamano un effetto ambient psichedelico non indifferente, come già detto l’unica leggera sbavatura tecnica di maggior rilievo è semplicemente la voce, a tratti totalmente fuori scala ma che potrebbe facilmente sfuggire ad un ascoltatore medio.

Vera menzione d’onore alla tecnica è alla batteria a cura di Gabriele Beatrice che non perde un colpo e guida i suoi prodi in questo viaggio progressive a caccia dell’amore.

Armonie sommariamente poco originali con interscambi modali ed armonizzazioni leggermente abusate, tuttavia il complesso risulta efficace e risulta godibile e di facile ascolto.

PRODUZIONE:

Tutto questo avvalorato da una buona post produzione che mantiene i volumi ben modulati e su frequenze davvero piacevoli, un lavoro eccellente che in caso contrario avrebbe pregiudicato la buona riuscita di questo disco il quale anche dopo svariati ascolti risulta estremamente longevo su sfaccettature non del tutto possibili da carpire ad un primo ascolto.

COMMENTO FINALE:

Parlando di cifre il disco Guerriero Errante si presenta bene ad un pubblico leggermente più aperto dei veri e propri appassionati del genere, garantendosi una buona platea d’ascolto nella maggior parte dei settori.

Davvero pregevoli le parti in sax che ben si sposano nel contesto ma non fanno di certo gridare al capolavoro.

Nonostante tutte le sbavature tecniche che si percepiscono nell’intero lavoro, il tutto risulta scorrevole, ben bilanciato e gradevole all’ascolto, tuttavia per i prossimi lavori sarebbe certamente gradita una stesura compositiva anche leggermente meno complessa dal punto di vista tecnico ma più originale, distaccandosi dai miti e dalle leggende che purtroppo la band sembra dipendere.

 

 

NeroArtico

78/100