Band- Lebenssucht

Album/ EP- Fucking My Knife

Genere- Dark/ Depressive Black Metal

 

La giovane band LEBENSSUCHT, composta da musicisti provenienti da angoli diversi del continente europeo (Bulgaria-Germania-Belgio), esordisce pubblicando il suo primo EP nell’estate del 2016, “Fucking my knife” album composto da tre brani per una durata complessiva di 20 minuti.

La prima traccia - Beloved depression- apre ad uno stile dal chiaro stampo dark ambient, gli arpeggi di chitarra imprimono un tono oscuro al brano, come la quiete prima della tempesta.

Perché questo è il termine adeguato per esprimere il susseguirsi dei brani, caratterizzati da un caotico crescendo, sostenuto da colonnari riff di batteria e agonizzanti screaming di disperazione. 

Chiaro è a questo punto il carattere dei pezzi, morte e disperazione, tema principale di questo EP depressive black metal.

Il secondo brano -Until we die- se rapportato al precedente, differisce per la maggior prepotenza iniziale, sostanzialmente più spazio alla batteria mentre la chitarra, più in secondo piano, non tradisce il suo stile chiaramente melodico, seppur smorzato.

Quello dei LEBENSSUCHT rappresenta un vero e proprio sfogo, sono molti i giri di chitarra che rendono denso il ritmo dei brani,  guidandone le emotività, portano l’ascoltatore ad un crescendo di angoscia interiore per poi lenirla con l’adrenalinica esplosione.

L’ultima traccia chiude perfettamente l’EP, riassumendo e rimescolando le sonorità scelte tipiche di questo stile. “Fucking my knife” è straziante, opprimente, logora l’ascoltatore con forti riverberi di chitarra, l’ascoltatore è inghiottito da questo vortice devastante, sia fisicamente che mentalmente.

Roba da star male.

 

La cosa che funziona di più nei LEBENSSUCHT è questa visceralità. Buoni i tempi e i riff della batteria, forse si sarebbe potuto lavoratore meglio alle melodie della chitarra che nonostante s’inseriscono perfettamente, risultano un po’ masticate  dopo l’intero EP. Complessivamente il gruppo è valido,vediamo come lavoreranno per il prossimo album.

 

 

Deb

70/100