Nel 1999 nasce in Italia, precisamente a Roma, la band Lectern, inizialmente senza troppe pretese, diretta verso il panorama Death Metal, proponendo tematiche sataniste. Come ogni band, o amatore del genere in questione, i Lectern si lasciano ispirare dalle sonorità old style provenienti dalla terra madre del Death Metal, ovvero dagli Stati Uniti, Florida. La band, sin da subito si lancia nella composizione dei loro brani, cosa che portò i Lectern ad entrare in studio per incidere la loro musica. Inizialmente trovarono difficoltà nella ricerca di una label disposta a collaborare, ma poi le cose cambiarono e riuscirono a dare il via ad una carrellata di album ed esperienze memorabili.

Passiamo ora al lato tecnico della band. L’album in questione è “Precept of Delator”, ultimo lavoro dei Lectern, rilasciato il 23 Settembre 2016, dall’ etichetta indipendente “Via Nocturna”. L’album si presenta molto bene, l’artwork con la presenza di colori molto caldi, atmosfere ed immagini demoniache, lascia poca immaginazione agli ascoltatori dicendo loro sin da subito a cosa vanno incontro. L’album si divide in 9 tracce, con una durata complessiva di 35 minuti circa di puro Death Metal. Il sound generico dell’album riesce a trasportare gli ascoltatori di qualche anno indietro grazie alla proposta di intro ed atmosfere molto old style, ma senza tralasciare la qualità del suono, ovvero riesce a mantenere abbastanza chiarezza, quella che basta per lasciar trasparire i dettagli a chi piace capire cosa sta ascoltando, amalgamando quindi ogni singolo strumento per una ricetta dove il muro di suono diventa un buon piatto da gustare anche freddo. La voce è per tutto l’album in chiave growl, molto scura ma allo stesso tempo molto presente, legata da un leggero riverbero che regala un ambiente old style, sono anche presenti doppie voci e cori che ricordano bene il tema dell’album. Il basso, anche se poco distinguibile rispetto al resto degli strumenti presenti, gioca un ruolo fondamentale, quello di alzare il muro di suono per spingere di molto e picchiare sulle parti slam. Le chitarre sono molto presenti e cattive, buona l’esecuzione e la scelta del sound che le rende scure e acide al punto giusto senza alterarne la qualità di percezione dell’ascoltatore, variano da classici riff Death Metal a parti molto cadenzate di puro slam, con aggiunta di assoli brevi e strategici per rendere il tutto più dinamico. La batteria ha un ruolo protagonista, i suoni di fusti, piatti e soprattutto doppia cassa e rullante sono ben gestiti, con una buona esecuzione tra accenti, fills e raddoppi di cassa riesce a donare molto groove chiudendo in bellezza tutto il lavoro. 

Un album che si lascia ascoltare piacevolmente più volte, cosa che consiglio di fare per cogliere ogni dettaglio e messaggio che i Lectern vogliono lanciare. Una band da seguire, e soprattutto da supportare.

 

Membri:

Fabio Bava: vocals/bass 

Pietro Sabato: guitar

Gabriele Cruz: guitar

Marco Valentine: drums

 

Discografia:

Bisbetical (1999)

Salvific Of Perhaps Lambent (2010)

Lectern (2014)

Fratricidal Concelebration (2015)

Precept Of Delator (2016)

 

Francesco Corcio

90/100