27 GIUGNO 2017

I Necandi Homines nascono a Jesi nel 2007. Inizialmente, la loro impronta d'appartenenza è il raw black metal. Ben presto, col mutare della lineup, muta anche lo stile musicale. Dopo il sordido demo, "Necandi Homines" (2012), esce l'album di debutto, "Da'at" (2017) per conto della ucraina Vacula Productions (Torturer, Vereor Nox, ...).
Ovviamente, ai cari lettori una piccola premessa sul termine "Da'at" va fatta, in quanto argomento principale della release. Da'at, nel mondo ebraico della Kabbala (uno dei tanti esoterismi di quel mondo), è il centro di tutte le conoscenze, alle quali tendono tutti i "sephirot" (lett. emanazioni) dell'albero della vita.
Nell'album, queste emanazioni si ritrovano nell'esplorazione di cosmici nuovi orizzonti, che nell'introduzione di prima traccia, "Memento", si manifestano attraverso la catarsi dell'esoterismo invocativo, con voce ospite di Federica Priscilla Nicodemo, chitarra e basso distorti (in raw) di Michael "Apsychos" (Infernal Angels) e "ruggiti" di Discissus. Il tutto trasformato in un ipnotico gothic ambient di "The Faceless Sculpture", iniziato dal basso di Nicola "Oxide", destinato poi a votarsi come un monolitico doom black metal. Breve ma intenso, il brano lascia scorrere l'intermezzo calmo e strumentale di "The Fifth Dimension", sempre influenzati i Necandi Homines dall'ambient, ora gotico, ora oscuro, per poi rallentare in magnifiche e accattivanti sonorit‡ in "Desolation of the Ocean after the Storm", continuate dalla traccia finale, "Through the Waters", dove - dopo aver tenuto sospeso l'ascoltatore in un mistero di arpeggi di chitarra evocativi, growl sporadici e "nebbiosi" e ritmica varia dietro le pelli da parte di Samuele "Hagen" - è possibile assistere ad una varietà di generi. Dal dark ambient al doom black metal, per poi trasformarsi in un post-black metal alla So Much for Nothing, divenendo poi avant-garde influenzato dal viking e terminare, poi, in un funeral doom influenzato dal gothic metal, anche a seguito del rientro di Federica Priscilla Nicodemo, chiudendosi l'album in urla strazianti e nefande al medesimo.
Nel complesso, l'album è una buonissima fusione di elementi variopinti, che ben riesce nell'ascolto e senza annoiare, ma anzi inducendo alla curiosità e all'esplorazione di questo Da'at musicale, timbrato Necandi Homines.

 

Alexander Daniel
81/100