Band: Nitritono
Album: Panta Rei
Etichetta: Co-produzione tra DreaminGorilla Records, Vollmer Industries, Edison Box, Insonnia Lunare Records, TADCA Records e Brigante Records.                      
Rilascio: 3 marzo 2017

Avete mai sentito parlare di Noise o Post Metal? Si? Ottimo!
Abbiamo scovato una band che fa parte di questo genere, che porta il nome di “Nitritono”, nati nel 2012 a Cuneo, da un’idea di un semplicissimo duo chitarra/batteria, che aveva già in mente l’obbiettivo prefissato: creare un muro sonoro in cui l’ascoltatore potesse imbattersi! Infatti, nel 2013 la band rilascia un demo omonima di 6 brani, mentre nel 2016 sono stati inseriti nella “TADCA Musical Circus” realizzata dalla Tanto Di Cappello Records. Il 3 marzo 2017 i due musicisti danno vita a “Panta Rei”, il loro primo full lenght grazie ad un lavoro di co-produzione tra varie etichette discografiche (DreaminGorilla Records, Vollmer Industries, Edison Box, Insonnia Lunare Records, TADCA Records e Brigante Records).
I Nitritono si presentano, già dalle prime due tracce, con un impatto sonoro abbastanza consistente, dalle grosse schitarrate distorte alternate ad arpeggi melodici, rendendo il tutto, inizialmente, di piacevole ascolto. Ciò che potrebbe subito far storcere il naso all'ascoltatore è il fatto dover aspettare il terzo brano “La morte dell’Io” per sentire e percepire le linee vocali di Siro Giri. Linee vocali che, a nostro avviso, ci sono arrivate all'orecchio in maniera, dapprima, molto smorzate e noiose, caratterizzate da una tecnica in “vocal fry” e che, successivamente, e fortunatamente, sfociano in uno screaming piuttosto potente; il tutto va comunque a sminuire moltissimo il pezzo, il quale, è costruito su una solida base ritmica di impatto distruttivo! Ottima rimane, ad ogni modo, la qualità della produzione in fatto di mixaggio degli strumenti, in cui possiamo goderne la più completa presenza e cattiveria.
Il resto dei pezzi, senza approfondirne uno ad uno, viaggiano a grandi linee su un’onda di stampo Noise/Slugde, influenzati da composizioni prettamente ambient e sperimentali. Anzi, fin troppo sperimentali: dopo alcuni minuti i pezzi danno l’impressione di essere pallosi ed insistenti, senza trasmettere nessuna sensazione e privi di alcuna attitudine, specie per la settima traccia “Zen-it”, in cui ci si deve immergere in quasi 12 minuti di ascolto!
Insomma, per quanto possa essere apprezzato dagli amanti incalliti del Noise o dai sostenitori delle sonorità Ambient, “Panta Rei” non sarà sicuramente la punta di diamante dei Nitritono, dato l’attuale stile incerto dei due musicisti, la peculiarità di un genere cosi ancora innovativo e di, comunque, non facile ascolto da parte di tutti. Sappiamo che band di grandi capacità compositive e tecniche come i Nitritono possono ottenere risultati decisamente maggiori, come ad esempio utilizzare in modo corretto le strutture di carattere sperimentale oppure concentrarsi sui diabolici riff di chitarra e altri tantissimi punti a favore di un rinnovamento stilistico! Ma sino ad allora, per noi, non è sufficiente.

 

 

Simone Zamproni

52/100