7 LUGLIO 2017

Tracklist:

1…e continua ad essere…

2.Giusto equilibrio

3.Oric

4.Fuga dal Lago

5.L’occhio del gabbiano

 

Line-up:

Riccardo Mazzarini – Chitarra

Mauro Serpe – Voce e Flauto

Alessandro La Corte – Tastiere

Giorgio Boleto – Basso

Folco Fedele – Batteria

 

Panther, gruppo genovese con ascendenti new-prog, sono tornati dopo il loro album di debutto “L’epoca di un latro”, con “Il Giusto Equilibrio” un lavoro pressoché sinfonico miscelato a rock, davvero un ottimo mix quello scelto, forse non a caso, dai Panther.

Un album di una pacatezza ed una serenità, che regalano a questo loro lavoro una buonissima atmosfera in cinque tracce, forse poche poiché i brani catturano talmente tanto che si vorrebbe non terminasse così in breve tempo.

Il filo conduttore dei cinque brani, è la ricerca umana dell'oggettivo equilibrio interiore e quello tra noi e la natura.

“Giusto Equilibrio” parla infatti della natura che ci circonda, questo spettacolo meraviglioso che ci ospita e che noi troppo spesso ignoriamo, la caccia, non quella impari tra uomo ed animale ma bensì quella tra pari, la lotta per la sopravvivenza di ogni animale, che rientra a far parte della natura. Un fantastico pianoforte accompagna questa canzone, una miscela di note e di suoni che arricchisce le parole cantante dalla voce avvolgente di Mauro Serpe.

Il tema principale in “Oric” è invece  la speranza,  l’aspettativa connessa nella transizione tra la vita e l’aldilà, quel volo che ognuno di noi un giorno dovrà affrontare. Un volo immaginario, in questo testo, che regala sensazioni personali, ognuno immagina il proprio passaggio in modo individuale, in questo, troviamo tutta l’armonia del creato, lo splendore che accompagna nel cielo, un’ascesa in cui contemplare l’infinito ed oltre. Davvero toccante questo brano, mi ha commossa e  ascoltato più di una volta, il risultato è stato stupore mistico. Ascoltatelo ad occhi chiusi, vi si aprirà un nuovo orizzonte dinnanzi a voi. 

“Fuga dal Lago” è un altro bellissimo brano, totalmente strumentale, quasi una sorta di relax voluto dal gruppo, musica che conduce dalla spensieratezza ad un tema tristemente conosciuto, l’11 settembre del 2001, l’attacco alle Twin Towers di New York.

Un gabbiano che volteggia sopra quel grande disastro che ha sconvolto non solo l’America ma il mondo intero.

Le barbarie inutili che riesce a compiere l’umanità, la ferocia che nel cuore degli animali non trova posto, il gabbiano rimane perplesso e si domanda se questa è davvero la vita.

Il giusto equilibrio, dove siano la pace e l’equità lui non se lo spiega e nemmeno noi.

Questo è un altro brano davvero molto toccante, un tema terribile raccontato con dolcezza e tristezza, un pezzo che emoziona e lascia riflettere, specialmente per gli attentati che ancora stiamo subendo.

Biasimo per lo squilibrio dell’uomo, la fuga da tutto ciò che logora e l’aspettativa di una vita oltre la morte, queste le tematiche trattate in tale disco, impreziosito dalle sonorità che assumo, oltre ai testi, un aspetto molto importante e portante che fanno da sottofondo a queste parole di non poco conto.

Complimenti ai Panther, un’ottima composizione, un lavoro davvero particolare e forse non di facile ascolto, almeno non per tutti. Chapeau ragazzi, mi avete fatto emozionare.

 

Valeria Campagnale

80/100