29 GIUGNO 2017

Data d’uscita: 26 maggio 2017
Label: Sleaszy Rider Records

Genere: Power Metal


Tracklist:
1. Psycho Cancer
2. Scrambled
3. Queen of Honor
4. Bloody Apple
5. Tush
6. Look Beyond the Night
7. When You're Dead
8. Crimson Twilight
9. Let the Snow
10. A New World Begins


I Perpetual Fire, sono una band italiana di heavy metal, voluta, nata e creata da Steve Volta. Il gruppo, nato prima con il moniker Abyss nel 1999,che cambia in Fireside nel 2001 e dopo cambi di lineup, demo e album con i moniker precedenti, nel 2006, con il nome Perpetual Fire, è stato pubblicato l’album “Endless World”, nel 2010 è la volta di “Invisible” ed ora, a sette anni di distanza, la band torna con un nuovo dico intitolato “Bleeding Hands” e pubblicato con Sleazy Records. Dieci brani di cui la traccia numero cinque “ Tush” è una cover, omaggio agli ZZ Top.
Ad aprire l’album, “Psycho Cancer”, il brano estratto come primo singolo e relativo video promozionale, è un turbine di rock tempestoso, un aria epica aleggia per la durata di questa traccia.
Più genuinamente hard rock il secondo brano “Scrambled”, in cui il vocalizzo arriva ad essere quasi growl in alcuni momenti, mentre, in alternanza, ritorna melodioso intrecciando così un aspetto notevole.
Terzo brano, “Queen of Honor”,  si apre con sonorità metal per dare il via ad una musicalità armoniosa con la voce che mantiene questa linea. “Bloody Apple”, quarto brano, più elettronico rispetto ai brani precedenti ed in cui i vocalizzi rimangono incessantemente sotto i riflettori.
Come anticipato, la quinta traccia “Tush”, è la cover degli ZZ Top, in una buonissima esecuzione energica a tratti con psichedelici suoni, sono sicura che la band americana stessa apprezzerebbe.
Si passa a “Look Beyond The Night”, uno dei brani che preferisco di questo disco, in cui rock ed oscurità avvolgono con un alone arcano, di questo pezzo apprezzo le sonorità dark. 
La settima traccia, “When you’re dead”, è un vero e proprio brano metal, ritorna la voce growl. 
Ottavo brano, “Crimson Twilight”, traccia che prosegue con lo stesso carattere musicale del disco.
“Let the Snow”, il nono brano, è l’immancabile ballad, non amo i lentoni di questo genere ma nulla toglie alla bellezza creata in questa canzone, con un buon refrain e la voce calda, insomma, nonostante la mia ritrosia, è veramente un bel brano.
Dopo la calma, torna la tempesta con “A new world begins”, un pezzo veramente interessante, molto viscerale, metal e passionale, questo è il secondo brano che più apprezzo di  “Bleeding Hands”.
 Che aggiungere se non che questo album fa sentire orgogliosi di avere artisti di questo calibro, come dico sempre, in Italia ci sono artisti che nulla hanno da invidiare a quelli d’ oltreoceano o d’oltremanica, gruppi come i Perpetual Fire meritano tutto il successo e la stima che conseguono per il loro lavoro artistico, tanto di cappello ragazzi!

 

Valeria Campagnale

85/100