Posidonia, band torinese nata nel 2014, ha pubblicato l’album autoprodotto “Kurtosis” nel 2016, un album parecchio variopinto di suoni, composto da undici brani che si mescolano con alternanze che spaziano tra rock anni 70, prog rock, rock post ed alternativo con l’aggiunta di tanto indie. 

Apre il disco con venature pop il rock di “Into The Gala” mentre la seguente “Bliss Expiring” raggiunge note più progressive. Aria più tipicamente anni settanta invece per la track “History Is A Bitch”, una canzone che s’ispira si a quegli anni ma che vede anche una presenza moderna, brano di cui hanno realizzato un video, così come per “Scratch”, una canzone che vede delle linee elettroniche.

“Chocolate” risulta anche blueseggiante nel suo intro e “Laura Palmer”, a chiusura dell’album, è un brano molto bello in perfetto stile indie a cavallo tra i primi Muse ed i Pulp.

Prendo ad esempio queste canzoni, poiché così si alterna l’intero disco “Kurtosis”. Un disco molto alternativo, forse troppo, perché non si capisce la direzione che la band voglia prendere, non vuole essere una critica negativa ma un dato di fatto. Qual è il genere effettivamente proposto non lo si comprende. Buoni musicisti, ottime radici musicali per questo gruppo che dovrebbe decidere quale percorso seguire. Sperimentare ed essere anticonformisti va bene ma sarebbe bene proporre uno stile preciso in cui l’ascoltatore possa identificarsi.

 

 

Valeria Campagnale

60/100