PSI.

No, non è un partito politico nè tantomeno un'associazione segreta in stile "simil massoneria", bensì l'acronimo di Progetto Sperimentale Infonebbia.

Un progetto musicale abbastanza particolare che nasce dalla volontà di alcuni musicisti di Milano, i quali decidono di rimescolare le carte in tavola e proporre un qualcosa fuori dagli schemi. Siamo dalle parti dell'avanguardia più pura e visionaria che qua si mischia a generi tradizionali come il Rock e l'elettronica minimalista, attraverso l'uso di strumenti da loro costruiti (percussioni), registrazioni di voci e suoni in luoghi "singolari" (un'azienda agricola dismessa, un ospedale psichiatrico) e altri come il Synth e chitarra elettrica. Altre registrazioni sono state fatte ai A.D.S.R. Studios.

La loro visione musicale viene proposta nel disco "Il Disagio psichico e le sue cure", release prodotta dalla VAP (Vomit Arcanus Production, etichetta indipendente) e uscita lo scorso novembre. 

Partiamo dunque con "Il Pozzo di Babilonia" (il titolo fa riferimento ai giardini pensili dell'antica capitale della Mesopotamia), track che si apre con rumori di tintinnii e battiti che vanno ad introdurre progressivamente l'ascoltatore al contesto in cui il pezzo si struttura; esso è caratterizzato da l'uso del synth, successivamente i battiti cominciano a trasformarsi in una vera struttura ritmica accompagnata da chitarra elettrica. Segue una voce che narra il testo del brano, verso la fine ci suggerisce cosa il nostro protagonista stia facendo, sentiamo il rumore di pietre che vengono smossi da una persona (sta scavando una buca), la quale pronuncia la frase "Sono io che scavo il pozzo di Babilonia, mentre sopra sono tutti in festa".

Con "Hikikomori" (termine giapponese che indica chi ha deciso di vivere una vita in solitudine) si snoda su sonorità volutamente psichedeliche.

"Rinaldo" è la prima delle track del disco in cui i nostri inseriscono una registrazione di voce presa sul campo. Quella di Rinaldo appunto, un paziente di un ospedale psichiatrico che nel primo minuto del pezzo, ci racconta la sua storia. Il pezzo procede poi su binari sonori di matrice futuristica con basi in synth e minimalismo sfrenato.

Con la "title - track" non ci discostiamo dalla sperimentazione già sentita nei pezzi precedenti.  "La Midriasi" è un fenomeno fisiologico di dilatazione della pupilla dell'occhio in caso di assenza di luce, questo può fare riferimento ai pazienti dei manicomi (ex) che venivano internati al buio. Il brano è sicuramente uno dei più belli dell'intero lotto per via della sua coinvolgente potenza che tuttavia non aggiunge nulla di quanto già presentato finora.

L'io e il nostro subconscio nell' "Inter-nos" (fra di noi, tradotto dal latino), condizione psicologica che il paziente vive a causa del proprio disagio interiore. Troviamo qua la seconda registrazione presentazione nel disco che qua dura appena 23 secondi e in cui la voce narrante chiede "informazioni calcistiche" al paziente Rinaldo.

Ne "Il Porco di Dio" la magia del synth prende il sopravvento e ci trasporta in un vortice sonoro di straordinaria bellezza in cui sembra di essere finiti in una navicella spaziale (forse la mente del paziente) e in cui udiamo una voce che pronuncia le parole "Dio aveva.." per poi  dipanarsi in frasi sconnesse.

"Pasci il Maligno" è il riferimento forse al medico dell'ospedale. "Pasci" in realtà è derivato dal verbo PACERE, tradotto in mangiare o portare le pecore al pascolo. Il che allude agli inservienti che portano fuori i pazienti dalle loro celle. Qua vengono visti dai malati come degli essere maligni. E' senza dubbio il brano più "heavy" di tutto il platter perchè le chitarre assumono un ruolo di primaria importanza, sempre comunque improntate verso territori d'avanguardia. Curioso è il coro alla fine in cui si sentono delle voci sovrapposte.

In "Volstead Act" (testo varato da Andrew Volstead nell'America degli anni Venti e che proibiva l'uso degli alcolici nei locali pubblici) c'è un'altra registrazione fatta ad un paziente.

E ancora "Santi Innocenti" che parte con dei suoni registrati, voci di pazienti, pianto di un bambino e successivamente di una persona adulta. In "Uno sfogo" l'Avanguardia incontra il minimalismo il Rock sperimentale e l'Industrial.

"Lagiostra" mixa perfettamente refrain di matrice psichedelica con giochi di synth, creando un'atmosfera futuristica. E la pioggia battente apre le danze a "Primordio nel Caos", brano che procede in un crescendo di suoni e sensazioni.

In scaletta viene inserita anche una ghost track intitolata "Slayer".

Una nuova concezione di fare musica sperimentale trova qua nuova linfa. Lasciate per un attimo da parte l'avanguardia del miglior Mike Patton, l'elettronica minimalista degli Arcturus di inizio terzo millennio e tutta la stirpe di esecutori devoti alla sperimentazione tradizionale. Il PSI pur usando strumenti in parte conosciuti in tutto il panorama musicale, decidono di ampliare il loro raggio d'azione attraverso nuovi modi di approcciarsi al suono e in questo disco, ce lo vogliono dimostrare.

Un lavoro che va capito, in cui noi ascoltatori dobbiamo immedesimarci attraverso l'occhio e la mente di chi vive il diasagio psichico. "IDPELSC" è un disco che vanta un ottimo lavoro in sede di produzione (VAP, Carlo Meroni dietro al mix) e convince per idee perchè comunque si distacca dalla standardizzazione della musica moderna.

Se siete delle persone coraggiose e volete ascoltare qualcosa di innovativo, fate vostro questo lavoro. Altrimenti statene alla larga.

 

 

Tracklist:

 

01.Il pozzo di Babilonia

02.Hikikomori

03.Rinaldo

04.Il Disagio Psichico e le sue cure

05.Midriasi

06.Inter Nos

07.Il Porco di Dio

08.Pasci il Maligno

09.Volstead Act

10.Santi Innocenti

11.Uno sfogo

12.Lagiostra

13.Primordio nel caos

14.Slayer (ghost track)

 

 

Sonia Giomarelli

85/100