Rossometile: un nome, una garanzia! La band salernitana ormai cavalca le onde del successo da ben 20 anni, scalando le vette della popolarità con ottimi lavori ben realizzati alle spalle come il loro album debutto “Ultimaria” (2004), il loro successivo “Terrenica” (2008), e il loro terzo “Plusvalenze” (2013). Negli anni la band ha subito numerose varazioni a livello sonoro, proponendo inizialmente un prog Rock con testi in inglese, per poi influenzare il loro stile con l’elettronica e passando di grado con il prog Metal proponendo testi in italiano, e successivamente mutare ancora in pop Rock. Con l’album che ascoltiamo oggi, ovvero il profondo “Alchemia”, nato nel 2015, i Rossometile hanno deciso di penetrare nel gothic Metal più profondo, estraendone l’essenza e dando vita ad un capolavoro della scena musicale italiana. Per chi non avesse ancora avuto l’opportunità di scoprire la band, deve sapere che è formata da quattro eccellenti membri: Marialisa Pergolesi (voce), Pasquale Murino (basso), Gennaro Balletta (batteria) e Rosario Runes Reira (chitarra), che con la loro unione sonora e spirituale riescono a dar vita ad un sound elegante, ricco di sfaccettature, in grado di trasportare il loro pubblico in un viaggio senza tempo; “Alchemia” ne è la prova.

La notte è buia, i cancelli si aprono lentamente con “Solve”: un intro di pochi secondi che si aggancia perfettamente alla successiva “Amore Nero”; Siamo nel giardino dell’album diretti verso il castello illuminato di questa track con evidenti sonorità goth, che ci accompagnano soavemente con cupi riff, ardenti giri di basso, perforanti percussioni e la voce celestiale di Marialisa che illumina gli animi più oscuri. Ci avviciniamo all’ingresso della fortezza con la gotica “La Fenice”: un sound marcato spalanca le porte ad un idilliaca atmosfera, provocata dalle profonde sonorità della band. Un pezzo colmo di energia e allo stesso tempo immorbidito dalla dote vocale della fantastica frontgirl, che con le prime note di “Il Lato Oscuro” ci prende per mano e ci accompagna nel salone principale, ove pregevoli sonorità campionate ci accolgono, inchinandosi poi all’ingresso del maestoso sound sprigionato dagli strumenti di questa band. Il vento leggero di “Le Ali Del Falco” fa danzare soavemente la fiamma delle candele poste sui candelabri nella stanza. Una leggera ballad che crea l’atmosfera perfetta e che grazie alla miscelata intonazione strumentale, riesce a placare gli animi più irrequieti, donando loro una pace soave, L’atmosfera viene contornata dagli archetti iniziali di “Pandora”, che richiamano la curiosità del pubblico, invitandolo a danzare al loro suono. Riff marcati e una base sonora che creano il solco perfetto nel quale adattare perfettamente la voce della singer, mentre la fantasiosa orchestra continua a donare quel profondo tocco goth al pezzo. Dal secondo piano non illuminato arriva il suono di un pianoforte, l’intro della profonda “Presenze”, che spinge l’ascoltatore a scoprire quest’album sempre più; Così prende una candela e si avvia verso un gothic Rock privo di eguali, che con il suo sound acceso e morbido illumina l’intero piano, creando uno scenario meraviglioso. Siamo nel bel mezzo di una romantica storia dark, e a darcene prova è la profonda energia di “Candore”. Ci si guarda attorno con la luce della luna che fa strada e un ottima strumentalizzazione che accompagna la voce perfetta ad una ritmica ben delineata da una solida struttura sonora. Soffia il vento, le nuvole si muovono veloci per non ostacolare il riflesso della luna che illumina la coppia “Nel Solstizio d’Inverno part 1” e “Nel Solstizio d’Inverno part 2”; Un leggiadro velo si alza mostrando l’eterna eleganza di questa band, che con il suo sound mordente da vita ad una scenografia delicatamente lugubre che apre il cuore dell’album. Ogni creatura della notte s’inchina dinnanzi alla maestosa voce di Marialisa, le tenebre non erano mai state così affascinanti. Arriva la fioca luce di “Guerriero Senza Re” che ci accompagna per tutta la fortezza del suono; Un ritmo lento ma profondamente impostato acquieta l’animo del pubblico mentre passeggia nell’oscurità. Un ben realizzato metal gotico riecheggia tra le mura di quest album. L’esplosione di energia provocata da “Viaggio Astrale” fa sobbalzare l’ascoltatore, per poi tornare in sè grazie alla delicata voce della dolce singer, che riesce a far fiorire gli alberi più spogli. Un pezzo ricco di colpi di scena, sound frenetici e un solo di chitarra da far accapponare la pelle. Giungiamo alla maestosa e tanto attesa title track “Alchemica”; Dei studiati suoni campionati e idilliaci synth mostrano la via ad un basso e a delle percussioni colme di energia, mentre infuocate schitarrate chiudono un cerchio perfetto. Anche qui i colpi di scena non mancano, senza parlare dell’imponente bravura della band nel miscelare le loro doti. L’animo si acquieta di nuovo con l’intro di “Ripetizione”; L’intera fortezza è ormai colma di emozioni, le pareti trasudano sentimenti e le note di questi quattro ragazzi riecheggiano tra esse: un pezzo fluidamente perfetto. Ormai è quasi l’alba, le ombre si rifugiano nella loro trasparenza e la leggiadra armonia di “Terrenica” si fa spazio in questo gotico mondo. La ritmica fa da sipario all’ormai conosciuta ed elegante dote vocale di Marialisa, che con la sua tonalità incastonata perfettamente nel pezzo da il via ad una profonda atmosfera piena di quiete. Il viaggio in queste dolci tenebre termina con la suggestiva “Coagula”, che con un maestoso coro ed una surreale orchestra ci accompagna fuori le mura dell’album.

Ancora una volta i Rossometile danno certezza assoluta della loro bravura e delle loro tecniche; Una band capace di spaziare in diversi stili, dando modo all’ascoltatore di addentrarsi in svariati mondi, in differenti percorsi con molteplici sfaccettature. Il loro quadro è ben delineato dalla complessità del loro sound, incorniciato da una voce che riesce a firmare elegantemente l’opera d’arte. “Alchemica” ha permesso ai fan di questa incredibile band di avere una visione chiara del mondo in cui questi ragazzi volevano trasportarli, e con raffinatezza e distinta maestria hanno dato agli animi dei fan degli occhi per guardare e orecchie per ascoltare le emozioni che volevano dare.

 

 

Marco Durst

85/100