In the shadows of sidewalks è l’ultimo lavoro della band “Sercati”, composta da tre musicisti che probabilmente della ricerca musicale hanno fatto il loro inno.

L’intro è davvero molto particolare, non si comprende bene cosa stia per accadere ma una voce narrante accompagnata da poche note di piano distanziate tra loro alza il livello di interesse. Qualcosa da raccontare attraverso la musica, un messaggio ben definito nella mente dei musicisti da inviare: questo è ciò che si coglie sin dalle prime note.

Non si rinviene immediatamente la potenza e l’aggressività del metal, anzi, in prima linea la melodia dolce accompagna all'ascolto del disco. Questo atteggiamento procede a grandi passi verso qualcosa che diventerà nota dopo nota ben diversa. Questo piace e incuriosisce. Non si avvertono particolari richiami ad altri musicisti, se non di pura ispirazione.

Il secondo brano incuriosisce sin dall'inizio grazie alla sua anima spettrale, che si manifesta in tutta la sua pienezza appena si giunge all'ascolto dell’impianto vocale dell’album. Si tratta di uno screaming sussurrato, certamente elemento di originalità che si fa subito apprezzare.

Questa narrazione è accompagnata da un riff di sottofondo, che pian piano si alza in piedi e aumenta l’intensità, creando un calzante connubio tra parole e musica.

Ciò che non manca, e che non deve mancare per un buon disco, è la voglia di continuare ad ascoltare. Qui, a primo impatto, ci siamo in pieno. 

The Anesthetist parte con un riff potente che tuttavia non brilla per originalità. Man mano che prosegue, però, il brano si rivela interessante nei suoi passaggi ritmici, che riaccolgono il ritmo iniziale, ma con maggiore incisività e convinzione.

Il brano conclusivo, Natural City, è un vago ricordo ai Death, con bassa voce streaming che accompagna una musica decisa, incisiva, strizzante al punto giusto, con un passo speed in molte direzioni. Si notano gli accenni e le ispirazioni tipiche del death, ma non manca il gusto personale e la ricerca, soprattutto nella narrazione iniziale.

Nel complesso un lavoro che cela una ricerca testuale e musicale interessante.

 

 

Pasqualina Mandia

60/100