Il 2013 vede la comparsa di una nuova realtà volta al sarcasmo e all’ironia, ma sempre ancorate ad un certo modo di fare musica legato alla serietà (almeno fino ad un certo punto). Auto definitasi come band “Agri Metal” il quartetto nostrano da Viterbo, chiamatosi per l’occasione Tractors, composto da membri provenienti da diverse realtà locali, arriva all’EP di esordio. Questo quattro tracce (uscito a dicembre 2014), dal titolo Io Campo, è una sorta di omaggio al Power/Thrash metal degli anni 80’ e come già detto è gonfio di tagliente satira fino ad esplodere.

Già dalla dissacrante opener “Ruba Galline”, ancorata al metal old school, si capisce perfettamente l’intento della band di prendere in giro la forse troppa serietà che vive il mondo metallico, spesso tendente a prendersi eccessivamente sul serio. Tutto è molto easy e votato al divertimento ma forse in certi casi, addirittura troppo perché già dalla seguente “Fuckin’ Rebel Tractor” il sound comincia a perdere colpi ed il riffing si indebolisce come anche le linee melodiche, tendenti a perdersi nel giro di poco e non rimanendo in testa (“King of Nafta” ad esempio avrebbe potuto essere migliore). La tecnica è più che buona e si sente in particolare modo nella finale “Fucili a Sale”, una bordata più thrash old school dall anima punkeggiante e ribelle dove compare un ritornello ben riuscito ed un assolo ottimo, intrecciati a qualche parte di metallo più in stile classico. 

Geniali ed irriverenti a loro modo i difensori del metallo agricolo piaceranno sicuramente ai cultori di sonorità legate alla vecchia scuola, ma onestamente, è ancora troppo poco per uscire dall’ombra specie in un periodo di stanca della musica, come quello attuale. 

 

 

Falc.

60/100