Salve e benvenuti in questo angolo ove si tenta di dare forma alla musica che, capita, mi entra nelle orecchie e raggiunge alcune mie terminazioni nervose.

Ultimamente mi è capitato (capitato... sia mai che il fatto di mettere un cd nell'apposito lettore e premere play sia atto voluto) di ascoltare 'Beware the Selvadic', terzo capitolo musicale dell'ensamble  comasco Trewa.

Selvadic progressive folk rock... così si riassumono, ma io di selvatico non ho trovato proprio nulla... ho trovato molta, molta, molta cura sia nelle parti strumentali che in quelle vocali.

C'è tanto, troppo per poter descrivere in poche righe  la complessità del lavoro, la compostezza nella stesura, la qualità dell'esecuzione (e l'ottima scelta di guest musician capacissimi) e 13 canzoni...  

Quindi, non me ne vogliano gli artisti, ma mi limiterò a consigliare (vorrei anche obbligare) a tutti l'ascolto ed a sottolineare alcune cosette qua e là.

 

L'album inizia con 'Skaldic Kin' e con un bell'intro musicale, ottimi tempi di ingresso degli strumenti ed un buon contrappunto creano un sensazionale crescendo musicale... tuttavia finisce un po' presto, a mio avviso, prima ancora di arrivare al suo apice... Un breve stop e si riparte con la vera e propria canzone, mid tempo gradevole e strumentalmente articolato con apprezzabilissimi inseguimenti tra le voci di Claudio Galletti e Lucia Amelia Emmanueli.

E poi... gli amanti degli Skyclad ringraziano per 'Where the hawks wait ready', seconda song, dove la chitarra distorta si sente molto più a proprio agio e dà un buon imprinting aggressivo, ripartenze energetiche ed un 'rilassante e meditativo special' ne fanno una song godibilissima che sfocia amabilmente in 'The Soldier's Scars', una ottima ballad (più nel concetto che nella costruzione), a mio avviso, tagliata apposta per la voce di Claudio Galletti, che fornisce da subito un ottimo imprinting emotivo sull'ascoltatore; un grandissimo lavoro  del basso di Joseph Galvan, poi, la rende ancor più godibile.

Un bel trittico, davvero.

'The woodwose' è una goduria all'ascolto grazie ad intelligentissimi arrangiamenti ed azzeccatissimi sostegni vocali... tutto fusion/prog... fino all'inserimento del violino dell'ottimo Filippo Pedretti che ci riporta il sentore di note più folk. 

C'è poi 'white sails', con note speziate di sapori orientali, che presenta una vocalmente affascinante Lucia; 'Sublime Selvadic' ci riporta alla natura ed a ritmi meno incalzanti e più sereni, 'The Quiet Lady' ci presenta Luca Briccola nella versione pianista (pure questo lo fa con buon gusto) mentre accompagna la splendida voce di Lucia in una song che fa del crescendo la sua forza. 

E quasi alla fine ti arriva 'Clayton'... incalzante, proggheggiante, cesellata ed incastonata da fill preziosi e ricami vocali, da disco dance, da doppia cassa e poi ancora ritmi balcanici e... non finisce mai, ma è geniale. Qui son tutti 'notabili' e non si riesce a citare una prova di un musicista superiore a quella di un altro, ma una nota la spendo per la fatica profusa di Mirko Soncini e per la sua solidità batteristica.

Ci potrebbero salutare tranquillamente con 'horizons' che all'inizio mi pare una bella ballad country... ma, quando mi ero ormai abituato, mi ritrovo, verso fine spuzzato inavvertitamente di scuro porpora...

  

Bello, appassionato, ben pensato, ben eseguito... qualche piccola pecca a livello prettamente produttivo (un mixing non peculiarmente efficace in alcuni contesti), ma con così tanta carne al fuoco sarebbero necessitati calibri come Andre Perry o John Whynot al mixer per essere top.

Sono bravi, sono ironici, sono appassionati, sono mistici ed ammiccanti... e lo trasmettono.

Comprateveli... e portateli sempre con voi!

 

Tracklist:

01 – Skaldic Kin

02 – Where The Hawks Wait Ready

03 – The Soldier’s Scars

04 – Awakening (Nemus Cibeles)

05 – The Woodwose

06 – White Sails

07 – Sublime Selvadic

08 – The Silent Woman

09 – Olaf The Stoner

10 – A Shimmering Sword

11 – A Toast to Prague

12 – Clayton

13 – Horizons

 

Trewa are:

Luca Briccola - (Guitars, keyboards, flutes, accordion, banjo, percussion & backing vocals)

Lucia Amelia Emmanueli - (Vocals, flutes & clarinet)

Claudio Galetti - (Vocals)

Joseph Galvan - (Bass)

Filippo Pedretti - (Violin, glockenspiel & backing vocals)

Mirko Soncini - (Drum & percussion)

 

 

BJ

85/100