13 LUGLIO 2017

I Vis sono una band italiana di Brescia, nata nel 2013, praticante una musica Folk/Pagan Metal con sfumature decisamente Black in stile Fintroll, Varg , Arkona e altri dei sacri di questo stile dinamico e reo. Dopo una lunga pausa di riflessione ed alcuni lievi cambiamenti di line-up nel 2017 finalmente realizzano il loro primo demo “The Everburning Fire” che include 4 brani, un EP molto promettente nonostante sia un primo approccio della band con un mondo Metal in perpetua mutazione e in continuo cambiamento.

I brani sono tutti abbastanza lunghi, e ciò permette di alternare fra di loro diversi sentimenti e sensazioni, dai riff aggressivi e rei decisamente Black ad una melodicità epica tipica del Folk o del Melodic Death Metal. Infatti la prima canzone “ForestWaltz” dondola da un intro tipicamente Folk in stile Arkona all’aggressivita Pagan e Black più tipica di Varg e Fintroll. Da un bel miscuglio fra strumenti pittoreschi come il flauto traverso e la chitarra acustica che sembrano descrivere una foresta, si passa a dei riff molto aggressivi, accompagnati da un basso potente e da un growl che immaginariamente descrive le battaglie degli eroi contro la loro sorte crudele, che li rende però prodi per l’eternità ed il loro nome viene quindi scritto nel libro di una storia che non andrà mai dimenticata. L’interlude acustico é molto particolare, analogamente alle parti del parlato in italiano, che fanno capire quanto ci tengono alla loro appartenenza.

Il secondo brano intitolato “ Il Risveglio”, parte in maniera più decisa con riff tipicamente Black Metal e con uno scream tagliente, a cui piano piano si aggiunge una melodicità piacevole che esalta ancora una volta tematiche epiche tipicamente Viking sugli eroi entrati per sempre nella storia grazie alla devozione verso la loro terra e al legame stretto con la natura che si rivelava sempre un valido alleato. Tuttavia in questa canzone (e non solo) si possono riscontrare delle sonorità Post-Black che insieme ad una chitarra acustica molto Folk ed al parlato in lingua italiana rendono il mix  un' amalgama epica che funziona perfettamente.

Il terzo brano, “With the Thunder”, si presenta subito come una ballata in stile Melodic Death, similmente ad alcune band scandinave (come Ensiferum e Wintersun) dal testo si percepisce un richiamo alla battaglia per la propria terra e per il proprio onore, in stile “Victory Song” degli Ensiferum o “Beyond the Sun” dei Wintersun. Un brano decisamente che piace ma ci fa pensare al fatto che seguono troppo alcuni cliché che li allontana da un’impronta propria, che li può rendere unici, magari rendendoli più apprezzati per l'originalità e per il coraggio di affrontare nuove sfide musicali.

In fine, L’EP viene chiuso dal brano “Slaves to the Pagan Fire” che inizia subito come una furia assassina decisamente Black/Pagan che travolge tutto ciò che incontra sul suo cammino e si ferma solo davanti ad una fata: essa suona magicamente un bel interlude con il flauto, accompagnata dagli elfi con la chitarra acustica. Pochi secondi per goderci questa pausa e prendere la carica giusta per affrontare la battaglia che ci aspetta ancora. Una volta rifocillati i nostri eroi vanno ad incontrare la loro crudele sorte, preferendo una morte da leoni ad un'esistenza da schiavo e da succube, senza onore e dignità innanzi ai suoi successori ed alle future generazioni. Le parti melodiche di chitarra acustica accompagnate da un parlato quasi spento rendono ancora di più l’idea di un eroe ferito, che muore in gloria sopra i corpi dei suoi nemici, con il sorriso sulle labbra e con spada sempre vicino a se, aspettando la sua barca ardente che lo porterà nelle terre di Valhalla.

Insomma l’EP si presenta come un bel racconto in stile scandinavo, senza però dimenticare l’appartenenza naturale, le atmosfere, le sonorità e le molteplici influenze che non fanno altro che accentuare questo gioiello ferrico. Le canzoni sono molto belle e se non fosse per la produzione, che ha le sue lacune per quanto riguarda il mix ed il mastering delle canzoni, possiamo dire che questo primo passo di VIS é valido, un cammino intrapreso nella direzione giusta, che sicuramente verrà apprezzato dal pubblico. In attesa di nuove notizie da parte di questa band non possiamo fare altro che gustarci in pieno questo primo EP, molto promettente, nonostante abbia vasti margini di miglioramento.

 

Dmitriy Palamariuc

 76/100