23 DICEMBRE 2017

DOMANDE A CURA DI VALERIA CAMPAGNALE

Benvenuti sulle pagine di Insane Voices Labirynth De La Muerte!

 

Il vostro nome è sicuramente caratteristico, direi proprio di cominciare da questo moniker legato al culto della Santa Morte. Anche se è probabilmente una domanda a cui più volte avete risposto, volete spiegarci da cosa nasce proprio l’idea del vostro nome?

 

Ciao, ben trovati. Questa è una domanda molto frequente proprio perché il nostro nome suscita curiosità, ma è indubbiamente sempre un piacere rispondere. Ti dirò che la scelta di questo nome è stata principalmente fatta dal nostro cantante Gianluca Mastrangelo, il quale da molti anni è un grande appassionato di cultura messicana dove il culto della Santa Muerte è sentito e praticato. Diciamo che “l’illuminazione” per questo nome è partita anche un po’ dalla nascita di quello che è stato il nostro prima brano in assoluto “desaparecido”, tratto dal nostro primo ed omonimo album. Come ho personalmente detto in altre interviste, la nostra proposta musicale nel suo insieme nasce da un mondo visionario che spesso può essere “aperto” da un idea prettamente musicale o concettuale e quindi trovare sfogo poi nella realizzazione di un singolo brano o di un intero lavoro.

 

La band è nata nel 2014, avete pubblicato un  debut album omonimo. Quali sono state le vostre esperienze musicali fino ad ora?

 

Si esatto, la band nasce nel 2014 ma tutti noi veniamo da esperienze precedenti, chi più chi meno, tutti abbiamo avuto e abbiamo altre situazioni musicali, alcuni di noi hanno anche inciso altri dischi. Parlando però dei De La Muerte, dopo la pubblicazione del primo album abbiamo avuto l’opportunità di esibirci in tantissimi club italiani e alcuni festival da nord a sud dove siamo stati molto ben accolti e apprezzati.  Circa un anno fa ci è stata offerta la possibilità di suonare in tour con il buon Russell Allen, voce dei Symphony x, Adrenaline Mob e Transiberian Orchestra, ed è stata un’esperienza a dir poco grandiosa e unica nel suo genere anche perché si girava a supporto di un associazione che raccoglie fondi per bambini autistici. In definitiva siamo soddisfatti delle esperienze avute finora e non vediamo l’ora di portare in giro il novo album.

 

Il vostro album “Venganza”, è uscito questo mese di dicembre via Revalve, è stata complessa la ricerca di una label per l’uscita del vostro lavoro, oppure è stato più semplice di quanto si possa pensare?

 

Venganza è uscito pochi giorni fa via Revalve Records e già ci riteniamo soddisfatti dell’operato di questa label in grado anzitutto di condividere fin dal primo momento con noi il forte entusiasmo che c’è dietro questo lavoro, nonché di offrirci grande professionalità e serietà come ormai troppo poco spesso capita. La ricerca non è stata per niente lunga ne complessa, dopo aver mandato in giro il nuovo materiale, nel giro di pochi giorni abbiamo ricevuto alcune proposte di contratto che abbiamo declinato a favore dei ragazzi della Revalve che già in passato avevano mostrato interesse nei nostri confronti e a quanto pare finora abbiamo fatto la scelta migliore. 

 

Se poteste descrivere il vostro album, come lo delineereste?

 

Il nostro è un album di musica Hard n Heavy dove al suo interno puoi trovarci tante sfumature differenti che però vanno a confluire tutte in unico punto che ruota intorno all’intensità delle melodie e dei testi. E’ un lavoro maturo che affronta con maggiore consapevolezza ogni singola nota e parola che trovi al suo interno; si parla ancora una volta delle dannate avventure del nostro Mariachi maledetto El Tequila e il resto è difficile spiegarlo a parole. Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta Simone Mularoni che nei suoi Domination Studios è stato nuovamente in grado di carpire ed esaltare al meglio le nostre intenzioni musicali.

 

Chi di voi si occupa dei testi, e quali sono i soggetti che preferite esprimere in musica?

 

I testi sono tutti ad opera di Gianluca Mastrangelo (voce) il quale ha ideato fin dal principio la figura di questo Mariachi che viene messo a dura prova non solo da vivo ma anche da morto. Ogni volta che nasce un testo tra di noi, principalmente me (Gianluca Quinto) e Chris D’Alessandro se ne parla per far in modo che questo poi possa influenzare in qualche modo la stesura stessa del brano e della musica, questo è il motivo per il quale sentirai sempre delle parole supportate da una musica adeguata e viceversa. Detto ciò, più che soggetti, quello che si predilige esprimere in musica è lo stato d’animo del nostro personaggio che potrebbe tranquillamente rispecchiare quello di ognuno di noi in diversi momenti e situazioni della propria vita. Nel caso specifico si parla di senso di vendetta ma anche di molto altro, vi invitiamo quindi ad ascoltare il disco e trovare la vostra posizione all’interno di questo.

 

Da chi vi sentite ispirati musicalmente? Da quali influenze proviene il vostro sound?

 

Ognuno di noi ha un background musicale molto variegato che va dalla musica classica al metal, dalla musica tradizionale folk al soul e funky. Essenzialmente però siamo tutti accomunati dall’amore per alcune grandi “rock” band del panorama mondiale come Iron Maiden, Black Sabbath, Dio, Queensryche, Extreme, Queen, Motorhead, Dream Theater, Fates warning, Malmsteen, Symphony X, fino ad arrivare a bands più moderne come Animals as Leaders, Periphery, Between the Buried and me ecc ecc. Abbiamo vedute molto ampie e ciò che suoniamo con i De La Muerte è quanto di più spontaneo e naturale ci viene, chiaramente all’interno della nostra musica è inevitabile trovarci alcune influenze più o meno marcate di alcuni degli artisti che noi amiamo, ma quando scriviamo una nuova canzone, cerchiamo di partire da un punto zero e dare il meglio, tenendo assolutamente conto del fatto che narriamo storie di un personaggio originario del Messico e che come in questo caso è affamato di vendetta! Il resto viene da se naturalmente.

 

L’undergound italiano, come sappiamo tutti, è molto prolifico, da che cosa in particolare, un ascoltatore può catalizzarsi su di voi? Qual è la scintilla che scatena l’attenzione?

 

Grazie, domanda molto interessante. A prescindere dal fatto che ogni individuo reagisce diversamente a quella che è una proposta musicale o altro, potrei elencarti alcune cose, vediamo. Noi siamo forse una di quelle poche band italiane che non propone power metal e affini?...in noi certamente puoi trovare aspetti sinfonici e maestosi ma allo stesso tempo un approccio alla canzone diretto e se vogliamo scherzoso, nonostante trattiamo comunque tematiche seriose e “incazzate”. Questi sono alcuni elementi che a mio avviso caratterizzano il nostro modo di fare musica e che potrebbero far nascere la scintilla in chi si avvicina per la prima volta alla nostra musica. 

 

La foto che ritrae i membri della band, vestiti da messicani, mi ha dato l’idea, a colpo d’occhio, di banditi. È questa l'immaginane che volete proporre? Come in tutte le culture, il “cattivo” ha sempre un grande fascino.

 

Auhauha si in effetti non il cattivo ha sempre un fascino più intrigante del buono, ma devi sapere che il nostro personaggio nasce come un “buono” soltanto in seguito alle sue vicissitudini è diventato il cattivo, noi ovviamente siamo la sua banda!

 

La vostra versione di “Malagueña Salerosa”, che tra l’altro troviamo anche nel vostro debut album, è veramente molto bella, ha sempre quella caratteristica aria malinconica. La scelta di riprendere questo brano, da cosa nasce?

 

Grazie, si tratta di una canzone popolare messicana che poi è stata utilizzata anche come colonna sonora del film Kill Bill, prima di questo però si tratta di una canzone tra le preferite in assoluto del nostro cantante Gianluca. Quindi lui ha fortemente voluto ri-arrangiarla in versione heavy cercando di dargli un tocco come dici tu quasi malinconico ed alla fine abbiamo deciso di inserirla nel primo album. Ad oggi è una canzone che i nostri fan ci richiedono spesso di suonare e che diverte molto.

 

Musica nell’era di internet, un male o un bene? Cosa si è perso e cosa si è guadagnato?

 

La musica nell’era di internet riteniamo che sia un bene per le bands emergenti, ormai sono trascorsi così tanti anni da quando internet ha spopolato che possiamo dire oggi di non saper più immaginare un mondo dove per ascoltare un cd devi necessariamente reperirlo originale e metterti alla ricerca in qualsiasi parte del mondo tu sia. Con tutte le band che esistono in giro è una fortuna poter arrivare subito all’utente, dopotutto nel nostro settore se la tua musica piace troverai sempre qualcuno disposto a comprare i tuoi dischi e questo non può che essere un guadagno per l’emergente e allo stesso tempo non è una grave perdita per i grossi nomi che hanno una schiera così enorme di fan che acquisteranno sempre e comunque. Ovviamente poi se analizzi sotto altre prospettive questo discorso troverai anche cose sfavorevoli ma in sostanza cambia molto poco, se suoni musica senza compromessi e non passi dalle TV nazionali i tuoi supporter varieranno di poco ed allo stesso modo invece, se hai il supporto delle TV e di tutte le radio nazionali e non solo il tuo pubblico sarà maggiore e sempre in proporzione, nonché “manipolato” a comprare sempre e comunque la musica che ama.

 

Ringraziandovi per il vostro tempo, potete chiudere l’intervista come volete, avete tutto lo spazio a disposizione.

 

Bene, grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso e grazie a quanti avranno letto fino a qui questa intervista. Vi invitiamo ad ascoltare il nostro nuovo album Venganza e a supportarci. Trovate tutte le info sul nostro sito internet (www.delamuerte.net) nonché sulla nostra pagina facebook (www.facebook.com/delamuerteband).

Scriveteci se volete, risponderemo a tutti come sempre!