1 SETTEMBRE 2017

Gli Avelion sono senza dubbio una delle migliori realtà che il metallo italiano offre. Il progetto è nato a Parma, nell'ormai lontano 2008, e da lì in poi il quintetto ne ha fatta di strada. La band suona un prog metal impeccabile, con influenze power e moderne. Il merito va a William Verderi (voce), Oreste Giacomini (tastiere), Leonardi Freggi (chitarra), Danilo Arsisi (basso) e Alessandro Ponzi (batteria), che compongono attualmente gli Avelion. Sono tutti dei musicisti di altissimo livello e ben amalgamati tra loro. Il quintetto può vantare un curriculum di tutto rispetto in sede live (hanno suonato assieme ai Seventh Wonder, Tommy Kaverik e Kamelot), e ha pubblicato due EP. I tempi ora sono più che maturi, ormai, per un primo vero e proprio album. 

La prima fatica degli Avelion è uscita lo scorso 7 aprile, con l'etichetta Revalve Records, e si intitola "Illusion Of Transparency". 

Fin dalle primissime note di "Fading Out", prima traccia dell'album, si rimane colpiti dalla qualità della produzione, che è praticamente perfetta. Il pezzo è ben costruito, sostenuto da una sezione ritmica impeccabile. La voce melodica e molto power di Verderi è ottima. "Echoes And Fragrance" parte molto bene, con ritmiche moderne, ma purtroppo le ottime promesse non vengono mantenute per tutto il pezzo, penalizzato soprattutto da un ritornello che è un po' troppo complesso. "Burst Inside" è molto meglio. Ottima la parte di tastiera, ed in generale l'arrangiamento. Il ritornello è più semplice della traccia precedente, e scorre decisamente meglio. Esaltante la parte centrale, che offre risalto ai virtuosismi di chitarra e tastiera. La successiva "Derailed Trails Of Life" è molto sontuosa e ben costruita, soprattutto armonicamente. Mediamente è un pezzo più lento dei precedenti, ma ugualmente incisivo. Molto bello l'assolo centrale di chitarra. "Falling Down", quinta traccia di "Illusion Of Transparency", ha un approccio molto power, soprattutto nell'impatto iniziale e nei versi. C'è anche un po' di dubstep, forse un po' inutile. Ma è la componente power che può penalizzare di più il brano, se si preferiscono le influenze più prog e moderne. "Innocence Dies" ci riporta in terreni più moderni (e più interessanti). Molto belle le ritmiche di chitarre ed il ritornello davvero interessante armonicamente. Purtroppo, però, c'è poco altro. Il pezzo è il più breve dell'album, durando 3,12 minuti che bastano e un pochino avanzano. "La seguente Waste My Time", un pezzo molto djent, è invece un'altra canzone ben riuscita, soprattutto grazie ad un ottimo arrangiamento. "Anche Open Your Eyes" ha un'importante componente djent. Molto belli il ritornello e le parti solistiche. "In Ain't No Dawn" c'è di nuovo una piccola componente dubstep. Il pezzo in generale è molto vario ed interessante. "Never Wanted" chiude "Illusion Of Transparency", caratterizzato da un altro ritornello molto riuscito. Il resto, ormai, sembra ordinaria amministrazione.

Che dire, senza dubbio abbiamo di fronte un album di alto livello sotto più punti di vista. In particolare la produzione è a dir poco spettacolare, mentre il livello tecnico degli Avelion è davvero eccelso. C'è veramente tanta musica in queste dieci tracce, tante soluzioni armoniche interessanti. Forse, la ricerca, probabilmente faticosa, per trovarle a volte ha limitato la fluidità dei pezzi. Anche a causa del genere, non sempre le canzoni sono apprezzabili subito. Serve più di un ascolto per “capire" l'album. "Illusion Of Transparency" non è un disco perfetto, ma questo, essendo il primo album, è un bene. Un paio di tracce non sono riuscitissime, mentre le altre, per quanto belle, hanno comunque un qualcosa di ancora non maturo al cento per cento. Gli Avelion possono e devono migliorare il tiro, ma non sono lontani dal bersaglio. "Illusion Of Transparency" è un disco impressionante per essere un esordio. Si può guardare con estrema fiducia al futuro.

 

Tracklist:

Fading Out

Echoes And Fragrance

Burst Inside

Derailed Trails Of Life

Falling Down

Innocence Dies

Waste My Time

Open Your Eyes

Ain't No Dawn

Never Wanted

 

Formazione:

William Verder: voce

Oreste Giacomini: tastiere

Leonardo Freggi: chitarra

Danilo Arisi: basso

Alessandro Ponzi: batteria

 

Giovanni Casareto

80/100