Ormai è un dato di fatto che la Revalve Records lanci gruppi di un certo livello; Ancora una volta l’etichetta è riuscita a dare ciò che il pubblico attende costantemente, e a partorire l’ennesimo ottimo lavoro del gruppo ormai noto Subliminal Crusher: “Darketype”. Un full-length adrenalinico, elettrizzante, con un ottimo studio alle spalle e un buon risultato tra le mani. Con progetti passati e ben realizzati come “Antithesis” e “Newmanity” la band non ha bisogno di presentazioni: dall’epicentro di Terni (Umbria), cinque ragazzi hanno dato vita ad un terremoto risalente al 2002; Ma il magnitudo della scala thrash metal non ha mai toccato livelli così alti, provocando onde sonore percepite su tutto il territorio nazionale. E nel 2016, l’ennesima scossa sismica nominata “Darketype” ha provocato un assestamento nella loro carriera, un assestamento che trascinerà con se ottimi risultati!

Non a caso la track che spalanca le porte di questo sonoro massacro è “Violence”, non difficile immaginare l’adrenalina che contiene un pezzo con questo titolo! Il primo pugno viene serrato da una lunga e graffiante nota di chitarra che, a rallentatore, porta all’incontro del puro thrash della band, accompagnato da scream di tutto rispetto che danno una sonora carica al pezzo. Ma non è solamente il thrash a dar animo al disco: una miriade di profonde sonorità death si alternano tra le track, come la ferocissima “Archetype”, che con i suoi ritmi graffianti e riff di eccentrica aggressività spezzano le catene della monotonia per dare spazio all’energia metal più profonda. Un mix letale che dona vita ad un lavoro con i fiocchi. E dell’accattivante riff iniziale di “…And Then The Darkness Came” ne vogliamo parlare? Una fionda infuocata che lancia l’ascoltatore dritto verso le roventi sonorità della track: un basso privo di eguali con una durezza non indifferente, con l’accompagno di una batteria intenta a dar vita ad una base profondamente incandescente; Una perenne discesa verso la valle del thrash/death più estremi. Non c’è spazio per i deboli di cuore in quest’album, ma qualora ce ne fossero consiglio vivamente di non ascoltare la carica esplosiva sprigionata da “Ashes Of Mankind”! Una sonora sveglia composta da imponenti break accende l’animo dei fan, incitandoli a micidiali headbang senza sosta; Il pezzo perfetto per chi ama l'headbanging! Ma la band ne ha per tutti i gusti, e per chi non venera sonorità lente e possenti, può tranquillamente lanciarsi in un intenso pogo provocato dall’elettrizzante “Condemned To Exile, un pezzo dedicato a chi non riesce a placare la sete di movimento; Un meteorite sonoro che si schianta su questo progetto, lasciando una scia musicale che contamina alla perfezione l’intero lavoro. E a darci prova di questa contaminazione è “The Jester Who Rules The World”, che come un corpo estraneo si infiltra nell’album integrandosi alla perfezione nelle sonorità e mostrando i segni di un thrash profondamente ‘malato’, che porta i fan in uno stato di eccitante groove ormonale. Solamente ascoltando “Eternal And Hollow” si scopre che una cura non esiste, e che forse non vogliamo sia inventata! Un poderoso sound emanato da questi cinque ragazzi straripanti di energia sgorga da ogni strumento, rendendo il pubblico maledettamente assuefatto e assetato di sonorità sempre più aggressive. E come possono i Subliminal Crusher togliere questo parassita dal corpo dei loro fan? In nessun modo, anzi, somministrano sempre più adrenalina con il loro prestante thrash, alimentando la sua sete musicale con un esilarante “Vermin’s Choirs”; Un ritmo spinto, pieno, provoca dipendenza e aumenta il bisogno e la voglia di rimanere ‘alienati’ da tanta imponenza sonora. E infatti subentra la penetrante qualità ritmica di “No Future For You Head”; Il thrash più possente risiede nelle viscere di questa track, con varie sfaccettature di un death degno di nota e ben radicato in essa. Ancora una volta la dote vocale del frontman accalappia il pubblico, rendendolo schiavo dei suoi profondi scream, mentre meravigliose armonizzazioni enfatizzano e plasmano la mente dei fan. Giungendo verso la fine di questo lavoro ben studiato e con ottime capacità tecniche troviamo l’essenza energetica del gruppo con la vigorosa “Obscure Path” che chiude in maniera perfetta un progetto colmo di autorità, prestigio e influenza, doti essenziali che portano quest’album a livelli esorbitanti.

Cinque strabilianti membri di una band di tutto rispetto sono riusciti a trovare un piccolo pezzo del puzzle nella storia del thrash metal, hanno scritto il loro nome su di esso e lo hanno incastonato nel muro del suono. Impossibile non strappare un sonoro plauso a coloro che hanno dato vita a tanta energia con un album come “Darketype”. I Subliminal Crusher sono tornati!

 

Marco Durst

80/100