17 GIUGNO 2018

Arriva su Revalve Records il nuovo lavoro dei marchigiani Walls Of Babylon, che segue,a tre anni di distanza, l’autoproduzione “The Dark Embrace”(2015). In questo “A Portrait Of Memories”, il combo di Ancona ci porta attraverso uno stile di base prog,condito con elementi power ed a tratti alternative,anche se l’abilità dei singoli componenti rende difficile l’inquadratura del genere,fluttuando a metà strada tra diversi stili,senza per questo risultare altalenanti o inconcludenti. L’inizale “Oblivion” apre il lavoro con un sapore horror in stile Goblin : traccia strumentale ed atipica,non rivela molto delle vere intenzioni della band,ma proprio per questo introduce l’ascolto con curiosità. Ed infatti “Starving Soul”,già spiazza l’orecchio : a metà strada tra i Lacuna Coil dell’ultimo periodo ed i Tool nella parte dove il prog entra di prepotenza,il brano fa perno sui riffs dei bravissimi Francesco Pellegrini e Fabiano Pietrini,nonché sulla potente voce di Valerio Gaoni,che troneggia un po’ su tutto il lavoro,anche se talvolta un certo senso di forzatura nell’impostazione vocale sembra appesantire un po’ le varie performances. “My Disguise” vibra di un bel power-prog accentuato nelle ritmiche dai precisi ed efficaci Matteo Carovana (Basso) e Marco Barbarossa (Batteria),mentre Gaoni mostra versatilità e duttilità (forse l’episodio dove la personalità del cantante si mostra più decisiva ed efficace). Arriviamo a “Burden”,pezzo forse un po’ troppo influenzato da certe sonorità degli ultimi Blind Guardian e forse episodio più debole del lotto,che,a dire il vero non aggiunge moltissimo a quanto già ascoltato e forse ripete un po’ gli schemi melodici dell’opener “Starving Soul”,ma arriva subito dopo “Forgotten Desires” e la sua ritmica precisa a risollevare il tutto : questa volta è la sezione ritmica del duo Carovana/Barbarossa a dettare legge,senza per questo mettere in secondo piano le chitarre azzeccatissime di Pellegrini e Petrini,che vibrano di un sound molto personale. “Let Me Try”,scelto come singolo e pieno di sfumature AOR,è un brano che mostra un’altra faccia dei Walls Of Babylon : meno in linea con le altri canzoni dell’album e più con l’occhio strizzato verso il radio-friendly,si pone come trait de union tra gli arrangiamenti fin ora ascoltati ed un piglio più diretto e ‘semplice’.

Se è vero che in questo pezzo viene meno un po’ la qualità rispetto al genere proposto della band,è altrettanto vero che il combo riesce ad incanalare perfettamente le proprie attitudini melodiche,magari sì sacrificando una certa ‘schematicità’ che è anche un’impronta del loro stile,ma anche tentando un esperimento ben riuscito in fatto di sound,il che rende questo episodio atipico e al contempo interessante. Insomma,la band cerca di spostare le proprie influenze al di là della ‘gabbia’ in cui potrebbe delinearsi il loro stile,cercando con coraggio (e comunque sempre con intelligenza,cosa non da poco davvero) di proporre una ‘variante sul tema’ senza per questo dover per forza rispettare un dettame non scritto in linea con il genere (quale poi,visto che il combo riesce a destreggiarsi benissimo in molte influenze?). La successiva “Sacred Terror”,uno degli episodi migliori del disco,arriva con prepotenza e stile,facendo tremare i muri ed impreziosendo la sua struttura con una parte quasi ambient dominata dal basso di Carovana.La voce di Gaoni qui è davvero presente ed efficace,ed anche le parti chitarristiche,in particolare il solo di Pellegrini,brillano per intensità ed arrangiamento.Molto bello e curato il lavoro delle tastiere. “Sudden Demon” introduce elementi alternative,quasi metalcore e continua la progressione di sound introdotta da “Sacred Terror”,quasi ad evolvere,verso la fine del disco,un’altra faccia della band,quella più aggressiva ed intensa dal punto di vista strutturale. Non per niente “Treason” (a parere di chi scrive uno degli apici del disco),arriva quasi a diventare un sutto della bravura e potenza degli Walls Of Babylon : ogni singolo membro della band dà l’idea di essere a proprio agio nel dosare influenze senza forzature,e la voce di Gaoni ha qui una performance davvero interessante e convincente. Chiude il disco “My Heaven”,ballata con parentesi acustiche che scioglierà i cuori anche ai più duri e puri,mettendo in evidenza una band capace di regalare emozioni anche quando sussurra (o meglio,frena sulla cattiveria e si apre alla dolcezza) una melodia che,a ben guardare,chiude in maniera dignitosissima il disco. Di certo non ci si trova davanti ad un capolavoro assoluto,ma la band regala 50 minuti di ascolto intenso,con emozioni altalenanti che rispecchiano un po’ la capacità degli Walls Of Babylon di gestire diversi stili e di accomunarli in un sound personale.La buonissima produzione,che offre un sound deciso,pulito e preciso,alza assai il livello delle canzoni,mettendo in rilievo (soprattutto nelle parti vocali e nel sound del basso),la versatilità dei 5,che danno prova di essere,oltre che ottimi performers,musicisti intelligenti e moderni,ma che hanno saputo imparare molto bene dai maestri del genere la capacità di saper dosare anche gli elementi tastieristici,senza per questo limitare l’uso dello strumento alla sola matrice prog. Un bel lavoro questo “A Portait Of Memories”,che mette le basi per una promettente carriera. Da ascoltare con attenzione,farsi coinvolgere non sarà immediato,ma andando avanti convincerà sempre di più.

Aldo Artina

72/100