Dagli oscuri meandri della città di Torino, precisamente dagli studi della ‘Northern Darkness Records’, vaporose sonorità black metal vengono fuori dagli apocalittici strumenti dei Maldoror. Con un tetro full-length (1998) alle spalle e tre demo ben realizzate, nell’anno 2000 la band da alla luce un nuovo album con sonorità travolgentemente cupe, con un cuore totalmente black dal quale sgorga il sound più estremo della scena underground italiana. L’album in questione è il tenebroso “In Saturn Mystique”: un lavoro impeccabile e ben realizzato, con temi riguardanti l’esoterismo più estremo e l’occultismo più profondo. Un viaggio mistico attraverso gli inferi sonori, nei quali risiede la parte più cupa dell’animo della band.

Una macabra “Intro”, colma di inquietudine ed irrequietezza, si apre con un coro gotico, contornato da lievi sonorità orchestrali, un organo apocalittico che apre le porte a “Eon Mysterium”; I cancelli dell’Inferno vengono brutalmente spalancati da un rovente cumulo di suoni colmi di eccentrica energia: una batteria palesemente black spara un energico doppio pedale, mentre degli armoniosi giri di pianoforte vengono affiancati da un buio organo, spingendo il pubblico verso il nucleo dell’album. Scream possenti e growl gutturali narrano ciò che l’ascoltatore sta per ricevere. Si continua a camminare attraverso queste strade infuocate con “Transcendence”, dove un lugubre ambient disegna nella mente dell’uditore un carcere infernale attraverso i lamenti dei dannati, mentre un orazione latina continua ad essere dettata dal frontman. Passeggiando tra queste brutali sonorità arriviamo al quarto girone dell’inferno con “Osiris Elettro Mantrum”, dove l’eco degli scream si accentua, la band sprigiona eccessiva adrenalina e le tastiere continuano ad incorniciare questo oscuro quadro. Un synth ci trasporta nel quinto girone con “Nera Celebrazione Egoica”; Sonorità più morbide e maggiormente delineate, con una struttura tecnica più elevata rispetto al resto dell’album. Dei profondi ambient sbucano di tanto in tanto, prima che il puro black torni a riempire il pezzo; Nella seconda metà della track la velocità aumenta, e dalle viscere sbuca una devastante scarica ritmica, esageratamente spinta. Si procede lentamente verso il sesto girone infernale, dove ad attenderci c’è la possente “Quinto Arcano”; Anche qui il sound black è ben strutturato e l’energia eccentrica di un lugubre synth ci accompagna durante l’intero percorso. La ritmica deviata scava solchi musicali dove scorre la sanguinosa voce del frontman, mentre possenti riff e profondi giri di basso contornano il disegno della track; Verso gli undici minuti il pezzo si conclude, ma attendendo un minuto di silenzio, si potrà scoprire una ghost track, in cui a prevalere sono suoni campionati e synth delineati, accompagnati da voci infernali e orazioni a tema. E arriviamo all’ultimo girone con “HOD”, dove un intro per nulla male da il via ad una massacrante onda black, ricca di scambi ritmici e colpi di scena. Una track ampiamente studiata, dove l’essenza black vive, e i sette minuti di scenicità sonora ne danno prova.

Un disco ben studiato per gli amanti del genere, con un percorso ben strutturato per chi volesse immergersi nel mondo del black metal. “In Saturn Mystique” ha molte sfaccettature da saper cogliere, una propria essenza con sonorità ben radicate. I Maldoror hanno dato prova di sapere con certezza quello che i loro fan vogliono, dando vita ad un lavoro studiato a tema e ben realizzato.

 

 

Marco Durst

70/100