15 AGOSTO 2017

Il progetto italiano Black Metal Agonia Black Vomit scaturisce nel 2010 dalla mente di Marco Rosati, in arte Agonia, curioso musicista che sembra inseguire novità ed innovazioni ricercando evoluzione in sonorità e tematiche. Sin da subito, il 2 novembre dell’anno di fondazione, Agonia Black Vomit riversa la sua perfidia, malvagità e cattiveria in un primo demo self-production, dal titolo “Rites Of Unholy seed”, nella quale vi sono presenti sei tracks di puro Raw Black Metal che garantiscono 27:40 minuti d’ascolto. Il primo album non tarda ad arrivare, infatti solo un anno dopo, nel 2011, il duo italiano rilascia un full-length oscuro ed occulto, dal titolo “Satanic Black Vomit”, avente in se dieci tracce di pura cattiveria, crudeltà e distruzione durante 47:14 minuti. Il 22 maggio 2014, Agonia Black Vomit collaborano ad uno split insieme ad altre tre band italiane: Tundra, Soulstalker ed Under. Il titolo della raccolta é “Operazione paura”, contiene ben quindici tracce ispirate al film horror italiano “La casa dalle finestre che ridono” ed ha una durata complessiva di 56:41 minuti. Nel 2015 il progetto romano produce un altro split in collaborazione con Under, dal titolo “A-U.7983”, un concept basato sullo spazio e sul suo lato oscuro. Ciò che però interessa veramente é il presente della band, che da poco, il 20 giugno del 2017 ha creato un nuovo full-length intitolato “Cosmosatanic Wisdom”, contenente sette tracce che garantiscono un ascolto di 42:15 minuti. Questo ultimo album di Agonia Black Vomit é incentrato sull’oscurità che annovera tra l’universo e la vita presente nel globo terracqueo denominato Terra. “Cosmosatanic Wisdom” parte subito con il suono reo di tastiere, che si amalgama poi a parti ben più pesanti per passare all’oscurità di un potente Black Metal, che presenta una voce molto sinistra, malvagia, glaciale e riff di chitarra taglienti come lame affilate che affondano in carni umane. Il mix e mastering sembra essere ben fatto, e si presenta un Black Metal  simile a quello che ha dato i natali al genere, proveniente dagli anni ’90. La batteria è autorevole, e le parti lente miste ad altre più rapide portano nell' anima dell’ascoltatore un forte senso di smarrimento nel vuoto infinito, grazie a ciò le tracce possiedono anche una certa melodia. Il tremolo piking si fa ben sentire durante i riff di chitarra, e dona un tocco molto crudo e maligno alle tracce, tipico del Raw Black Metal. Questa novità scaturita dalla mente di Agonia Black Vomit risulta essere ricca di sorprese, l’andamento delle tracce non è mai quello che ci si aspetterebbe, le soluzioni non mancano di fantasia, e riportano ai vecchi fasti del primo Bleck Metal. Si sente un po’ di tono arido emergente dall’ impronta mediterranea, non si sente la glacialità secca tipica dei paesi scandinavi o comunque é poco chiara, ma in se il lavoro sembra essere discreto. Tuttavia ogni vittoria va sudata da chi vuole ottenerla, Ci si deve allenare costantemente nonostante la bravura e le capacità che si hanno. Agonia Black Vomit é sicuramente un progetto che merita e che può competere per essere premiato, ma ci sono ancora alcune cose da imparare e perfezionare prima di raggiungere vittoriosi il traguardo. Continuare il percorso intrapreso é un obiettivo nobile, e continuando con questo passo il duo italiano riuscirà sicuramente a scalare la vetta. Per ora un bel richiamo agli amanti del Black Metal, questo album merita attenzione!!

 

Giulia De Antonis

76/100