7 AGOSTO 2017

Il progetto Astarium è una one-man-band russa di Novosibirsk, creato nel 2005 dal polistrumentista Sin,  che nonostante la sua giovane età ha già all’attivo numerose demo e split aldilà dei 6 full-length ufficiali. Il genere è un Symphonic Black molto sperimentale, dove spesso possiamo trovare numerose altre influenze come Doom, Atmospheric Black, elementi di Groove e di Dark Ambient,ecc. Infatti nell’ultimo album proposto dagli Astarium, intitolato “Drum-Ghoul” troviamo uno stile molto strano, che oscilla tra un Atmospheric Black con chitarre Raw in stile Darktrhrone ed un Doom sperimentale, molto melodico e strano, in stile Nocturnum Tenebris, ed una specie di Funeral Doom molto secco e cupo in stile Until Death Overtakes Me. In confronto ai lavori precedenti, questo delude un po’ per via della produzione (molto grezza) nonchè della composizione, la quale non riesce a sorprendere, in quanto sembra molto monotona ed a momenti noiosa, persino parecchio prevedibile. Nonostante tutto ciò Sin riesce ad esprimere molto bene i suoi sentimenti, le sue sensazioni, in quanto in ognuna delle 4 tracce riusciamo a percepire tutta l’agonia e l’oscurità in cui viaggia l’esistenza astrale di Sin. Ciascun brano rappresenta un simbolo, un stato d’animo di quest’artista incompreso, è un modo di esteriorizzare ciò che vive e ciò che affligge la sua anima nera e triste. Forse quel suono grezzo è stato usato proprio per accentuare questi sentimenti ed emozioni oscuri, a discapito di tutto il resto. Scelta discutibile, in quanto il pubblico potrebbe non gradire questo tipo di trasgressioni musicali. In primis, si dovrebbe prestare attenzione al livello della composizione, perche i pezzi troppo lunghi e monotoni spesso possono irritare il pubblico e spingerlo a non proseguire nell’ascolto. I sentimenti e le sensazioni possono essere trasmesse anche in maniera più elegante, curando di più gli aspetti tecnici dell’album, in modo da dare qualità e un senso profondo allo stesso tempo. Ad esempio, la batteria sembra troppo “sintetica” e conferisce un feeling di una batteria fatta con un software usato nella pre-produzione, insomma è come un disegno dalla sagoma anche ben visibile, ma mancante di profondità. Il basso e le chitare hanno un suono troppo grezzo, in stile Darkthrone o Celtic Frost (e vorrei ricordare che non siamo più negli anni ’90). Ci vorrebbe più profondità nel suono, più “grasso che cola” altrimenti durante l’ascolto si avrà la percezione di uno stereo che ha solo una cassa funzionante. Si salva soltanto la terza traccia, dalle sonorità decisamente Funeral Doom e in cui si riesce a percepire un po’ più di poliedricità, in quanto viene usato un assetto ed un’accordatura più bassa. Lo scream è particolare , come anche la sua metrica e spesso è proprio questo a spezzare la monotonia delle tracce. Carini gli effetti di tastiera e synth, forse introdotti in maniera meno ripetitiva darebbero più consistenza alle tracce, specialmente l’effetto organo “ecclesiastico”. Nota di merito anche per gli effetti ambient. Il lavoro raggiunge di certo la sufficienza, ma è questo ciò a cui aspira l’artista?

In conclusione, quest’album si può considerare come un esperimento introverso di questo spirito incompreso chiamato Sin, ed in attesa di nuove notizie non ci resta che cercare di scoprire l’uscita dal labirinto di Astarium cercando di guardare oltre, nel profondo di un spirito triste e molto combattuto, incatenato forse alle sue paure e follie più nascoste.

 

Dmitriy Palamariuc  
66/100