Dopo oltre dieci anni di attività e full length come “Nuclear War for Rescue” e “Era II: Deserts fo Ashes”, il duo black metal ucraino Balance Interruption torna a sorprenderci con le loro oscure note sperimentali, rilasciando il loro ultimo lavoro “Door 218”: un mix elettronico, fuso alla perfezione con del sano black metal, che riesce a dar vita ad un lavoro di estrema eleganza e studiato nei minimi dettagli.

L’album si apre con un overdose di adrenalina, iniettata da “Last Sunset Without Sun”: un pezzo profondamente alternativo, con blast beat mischiati ad un possente death metal, con accenni ambient perfettamente incastonati in questo rigoroso pezzo; un mix letale di sonorità estreme che non può far altro che incuriosire l’ascoltatore.

L’atmosfera si appesantisce con l’ingresso di “Door 218”, mostrando completamente l’elegante struttura sonora che la costituisce: non manca l’uso del campionatore che riesce ad elargire un imponente impero altisonante, attenuandosi di tanto in tanto per dar spazio ai regolari e pittoreschi ambient.

I Balance Interruption non annoiano il loro pubblico, servendo “Not Survived to the Sentencing” su un piatto d’argento: la band riesce a dar prova delle loro abilità tecniche cimentandosi in un pezzo con sonorità palesemente orientate verso un massiccio death metal, che spalancano le porte ad un fracassante headbang ‘adrenaline effect’.

A parer mio, “D.U.S.T.” possiede una delle più belle introduzioni che abbia sentito fin ora: ritmiche lente e ben marcate, accompagnate da suoni campionati che contornano un quadro meravigliosamente realizzato; la maestosità di un mordente basso si fa strada tra i soliti percorsi death/black; immancabile la tromba che realizza break atmosferici eccellenti.

“Suicidealer” scaraventa l’ascoltatore in un universo parallelo, dove l’estremo e la ritmica prendono vita: un terremoto di riff ben composti che vanno a braccetto con roventi percussioni e giochi vocali privi di eguali; una track simbolica che mostra la pura essenza della band.

Un ingresso alla Gojira per “Incubatum Convertor”, che senza esitazione mostra la sua forma sonora migliore, prima di sparare un possente black, accompagnato da un cuore sgorgante di elettronica, che trasforma questo pezzo in una pesante esplosione emotiva.

È il momento di “Morbid Soul Shelter”, che fa il suo ingresso con eterna grazia, lasciandosi dietro una scia di piacere sonoro che allieta la mente e regolarizza il flusso sanguigno, dando vita ad una profonda pace interiore poco prima che l’orchestra dia il via all’ennesimo pezzo alternative black perfettamente impostato.

E non poteva esistere pezzo migliore per chiudere l’album se non “Hypnotik Eye Kvlt Terror”: è proprio qui che si concentra lo spirito oscuro della band, mostrando sonorità di eterna potenza, dipinte da ambient elettronici che rendono vivida la fine di un album maledettamente entusiasmante.

Ancora una volta i Balance Interruption riescono a marchiare il loro sound con il proprio spirito, prendendo il loro “Door 218” per immergerlo nel loro calderone di fluidi sperimentali, per poi tirarne fuori l’essenza della loro originale musica. Un album che, a mio parere personale, riesce a prendere l’ascoltatore, riesce a farlo entrare in questo mondo, incuriosito da ogni singolo attimo e da ogni minima nota; posso garantirvi che io ci sono entrato, e non voglio più uscirne!

 

 

Marco 'Durst' Campoli

85/100