16 GENNAIO 2018

I BRAIN DAMAGED sono una band colombiana formatasi nel 2007 che raggiunge una formazione stabile nel 2012 con il trio composto da: Alejandro Reyes Peña – Bass, Cesar Andres Lozano Clavijo – Guitar & Vocals, Nicolás Velandia Triana – Drums.

Propongono il loro primo album NACION INFECTA (registrato alla fine del 2016), che come il titolo lascia presumere, contiene liriche in spagnolo. Il trio di Bogotà propone un buon thrash senza compromessi, privo di virtuosismi ma molto pungente. L’insolita copertina raffigura i nostri seduti in una “sala del potere” che sorseggiano “rum”. Il disco inizia con l’intro SATURNUS, una marcetta densa di atmosfere malvagie che vaticina il male che sta per abbattersi su l’ascoltatore. FALSOS PROFETAS, la seconda traccia, ne è la dimostrazione sonora. Come se non bastasse, la terza traccia, MUERTO EN VIDA (che parte con un melodico arpeggio) è un'altra mazzata. La quarta traccia invece è un geniale rifacimento in chiave thrash di mess around del grande Ray Charles, riproposta con il titolo THRASH AROUND. Vi sconvolgerà i padiglioni auricolari (e poi non dite che non eravate stati avvertiti). Quando vorresti rifiatare arriva la quinta traccia MANIPULACION che contiene riff di chiara ispirazione slayeriana. TERRORISMO SIN CONTROL è un altro pezzo molto potente e brutale in puro old school thrash e la successiva HOLOCAUSTO non è da meno, quasi 3 minuti di cattiveria un vero e proprio “olocausto” sonoro. Siamo quasi alla fine ma i BRAIN DAMEGED non hanno assolutamente intenzione di rallentare. Ed infatti parte REO 666 brano che ai più nostalgici potrebbe ricordare i Kreator dei primi anni ed a pensarci bene CESAR (che non si risparmia mai) con la sua voce graffiante ricorda molto il buon Mille Petrozza dei tempi d’oro. VIENTOS DE GUERRA (penultima traccia) non tradisce le aspettative, partenza “melodica” per poi tornare alla solita cattiveria a cui i nostri ormai ci hanno abituato dall’inizio di questa registrazione, martellanti e graffianti. Cesar “vomita” le sue liriche con molta più cattiveria rispetto agli altri brani, sembra quasi che questo brano lo coinvolga particolarmente. Il disco si conclude con un vero e proprio inno al thrash DOSIS DE METAL che più che una dose è una vera e propria overdose di metal, costringerà l’ascoltatore ad un headbanging violento ed incondizionato. Questo brano può tranquillamente candidarsi a loro futuro cavallo di battaglia, decisamente una spanna In più rispetto a tutti gli altri (da ascoltare rigorosamente a volume altissimo). Le uniche pecche di questa release, a mio modesto parere, sono la produzione (suona come un demo thrash di fine anni 80) ed il batterista Nicolas, non sempre all’altezza.

 

Pietro Pitale

70/100