Provenienti da El Salvador,e con una discografia ben solida che dal 2003 gli ha portati ai giorni nostri, arrivano i Conceived By Hate con il loro nuovo album “Death & Beyond”(edito dalla cooperazione tra Morbid Skull Records e Satanath Records),un lavoro di tutto rispetto che  segue i buoni risultati del precedente lavoro “Coalition Of Death” (split interessantissimo con gli Akheron) e che con la sua bordata di death/trash metal è pronto a sciogliervi sino ai minimi termini.

 

Sebbene il lavoro non presenti una ventata di novità all’interno del genere,c’è da dire che il disco si difende benissimo nel suo stile ‘fedele alla linea’,rifacendosi a diversi mostri sacri del genere,ma presentandosi anche con una personalità di tutto rispetto e ben collaudata.

 

L’influenza della vecchia scuola trash/death è ovunque in questo disco,partendo dalla copertina (curata ma stilisticamente anni ’80,quel misto tra maligno e ‘fumettoso’ che ben fa intendere le intenzioni della band) e arrivando alla produzione,che e ben pompata ed esalta tantissimo il lavoro del basso,e,ahimè,penalizza un po’ il lavoro delle voci (con quell’ambiente che ricorda un po’ i primi lavori del death americano),che rispetto allo strumentale sembrano relegate in secondo piano.Nonostante questa pecca,il disco ha una sua identità ben precisa e comunque trascina nell’ascolto.

Ma,come la vecchia scuola insegna,al bando le frivolezze e le introduzioni,al diavolo le patinature : qui c’è solo musica pronta a rompervi le ossa,prendervi a calci e incastrarvi per bene al tappeto;qui ci sono 46 minuti di totale distruzione farcita di lyrics che portano alla luce solitudine,società,senso di vendetta e vacuità del nostro mondo,il tutto a ritmo frenetico e spacca-cranio.

 

L’apertura è affidata a “Crossroads Of Fire”,frenetica dal riff oscuro e tritacarne,dove il basso ben presente di C.B. delinea un pezzo senza sosta,segue la  corsa all’impazzata di “This Is Underground”,con un bel riff e un solo che ben si amalgamano anche un certo piglio hardcore.

“Chaos Upon Us” è forse uno dei pezzi migliori dell’album,con i suoi cambi di tempo e un notevole tasso tecnico nell’esecuzione (molto bello il lavoro di V.K. dietro le pelli),rimandando sia ai Carcass prima maniera che a certe cose degli Arch Enemy.Interessante la variante del pezzo (intervento delle tastiere ad opera di T.M.),e molto vive le chitarre ad opera di R.V. e del singer M.Q.,che di certo non inventa niente di nuovo con la voce,ma che ha la sua presenza e che riesce nel buon intento di far capire quello che dice (pecca di molte bands,quella di ‘bragiare’ senza farsi capire!),specialmente nella successiva “The Underdog”,dove dove accanto ad un arrangiamento ritmico davvero molto azzeccato si avverte anche una certa impronta melodica sia nella partitura strumentale che vocale.

 

“We Choose Who Suffers” rallenta questa sequela di cattiveria per riprendere i concetti melodici espressi in “In The Underdog” e li modella in una specie di marcia schiacciasassi infarcita di dimezzamenti e tastiere,innestando una componente nuova all’interno dell’album e confezionando un altro bel brano,anche se,a dire il vero,sia la batteria che il basso risultano un po’ ‘caotici’ nello svolgimento del brano,soprattutto nell’ultima fase della parte centrale che va a svolgersi nel finale.

Si riprende la corsa con “Worship The Old Ways”,a dire il vero un po’ ripetitiva,ma che conserva la vena melodica dei precedenti brani e che si riprende un po’ nel bel finale.

 

Le tastiere sono invece protagoniste in “Below The Pale Sky”,episodio non proprio riuscitissimo,dove probabilmente la band tenta di coniugare troppa melodia (tempi in levare forse troppo ‘new school’ per il genere) con la pesantezza alla quale i brani ci hanno sinora abituato.Soprattutto nello svolgersi del pezzo,sembra di non capire da quale parte si stiano dirigendo i Conceived By Hate…inspiegabilmente avverto qualcosa di dark,benché M.Q. non si sposti mai dal suo registro abituale.Il pezzo in sé non è affatto male,ma stona all’interno del disco,e il piglio assai ‘mainstream’ di certi arrangiamenti lo discosta assai dal mood dell’album,sia musicalmente che a livello di atmosfera.

 

“Summoning The Graves” ci riporta sui binari collaudati del trash/death con un buon brano spaccaossa.Qui la batteria un po’ caotica di V.K. non rende troppa giustizia al brano,ma un buon assolo e una bella ritmica serrata la fanno da padroni.

 

“Death & Beyond”,pezzo finale del disco,è invece un buonissimo pezzo,che respira qualcosa di nuovo nella strofa portata avanti da basso,voce e batteria.Ottimo il bilanciamento tra melodia del brano e la voce di M.Q.,che non spostano la canzone troppo fuori dallo stile generale del disco e che,da buona title-track che si rispetti nella vecchia scuola,ci regala un riassunto della band.Forse un po’ troppo alti i solo in questo brano,ma comunque è una degna conclusione al disco.

 

Con una carriera lunga e prolifica i Conceived By Hate danno alle stampe un buon prodotto,che nonostante non brilli per originalità contiene qualche apprezzabile spunto,e che comunque mostra una buonissima band in grado anche di spaesare positivamente all’ascolto grazie ad innesti melodici non proprio caratteristici del genere.

 

TRACKLIST :

Crossroads Of Fire

This Is Underground

Chaos Upon Us

The Underdog

We Choose Who Suffers

Worship The Old Ways

Below The Pale Sky

Summoning The Graves

Death & Beyond

 

LINE-UP :

C.B. – Bass

M.Q. – Guitars,Vocals

T.M. – Keyboards

R.V. – Guitars

V.K. – Drums

 

 

Ed

73/100