Tetre sonorità underground vengono fuori dai remoti angoli della Russia, precisamente da San Pietroburgo. È da qui che provengono i Daat, una black metal band che ha esalato pesanti nubi di oscurità dalle quali è partorito il loro primo EP nell’Ottobre del 2015: “There Are None So Blind As Those That Will Not See”, complessivamente composto da cinque tracce. La band russa ha molte affinità con l’occulto, letteratura e filosofia antica; Loro stessi hanno rivelato che ‘Daat’ è il nome della brillante scintilla di Lucifero, simbolo di conoscenza assoluta. Non a caso, infatti, le tipologie di testo che inseriscono nei loro pezzi variano dal luciferismo, all’ antic-cosmic e l’occulto più profondo.

Dopo questa breve e macabra introduzione, diamo una sbirciata nel loro mondo!

L’Ep si apre in maniera demoniaca con “From The Sheer Void And Nothingness” Un orchestra sinistra riecheggia durante l’intero pezzo. Se è suggestione, angoscia e malinconia ciò che i Daat voglio trasmettere con questa sinfonia, ci riescono alla grande. Con questa introduzione il goth e il black più profondi prendono forma, quasi da poterli toccare con mano, fissano gli occhi dell’uditore e con le loro mani scheletriche indicano la direzione che porta al secondo pezzo: “Alterare Of The Greatest Abyss”. È qui che si scatena l’inferno. Note di chitarra profondamente lunghe, seguite da ritmici crash aprono un varco nel terreno: l’ingresso nell’album. Da questo rimbomba il black metal più malvagio, il cantato in growl richiama a se tutte le anime degli ascoltatori, mentre il sound rovente fa da traghettatore verso il suo mondo. Una batteria posseduta vomita raffiche di percussioni, con un basso sempre fedele che si accoda ad essa, mentre monotoni accordi di chitarra continuano diretti fino al capolinea del pezzo. Si va verso la terza track, si scende verso il terzo piano dell’inferno, dove risiede la potente “Ascended Above All Humanity”. Un growl tenebrosamente oscuro e maledettamente duro fa provare la sensazione dell’ardore delle fiamme emanate da questo pezzo, mentre l’intera band tiene vivo questo rogo, emanando aria dai loro strumenti che avvampono le braci di questo fuoco nero. La seconda parte della track diventa sempre più adrenalinica, è qui che esplode una guerra infernale dove si scatenano sonorità black metal molto più radicate, mentre riff e esplosioni di batteria accendono l’intero scenario. La chiusura in output del pezzo fa sembrare che tutto stesse scemando, ma non è così. Ecco che l’ascensore riparte continuando a scendere, fino ad arrivare al piano di “Illuminating Whereas Withering”. Un sound estremamente energico scompone la voce del frontman, sdoppiandola: la prima profondamente gutturale, mentre la seconda sembra quasi un parlato femminile. Un demone blackster risiede nell’animo del cantante, un demone che ha radicato tutta la sua efferatezza e che sprigiona in questo pezzo. Sei minuti del metal black più oscuro, con un mix di sonorità strumentali colme di dinamicità: più picchiano e più ne danno. Il finale ci lascia respirare quando l’eco del growl si allontana. Il viaggio termina al quinto piano degli inferi, dove alloggia l’orchestrale “Scarlet Down Of Obsolete Aeon”. Il pezzo strumentale dona quiete all’animo ormai martoriato dai profondi segni procurati dal black metal. Gli occhi si chiudono e le orecchie smettono di vibrare, accompagnati da questa leggiadra sinfonia che delicatamente riporta queste anime nel loro mondo, esauste ma appagate dalla profondità energetica trasmessa da tutto questo viaggio sonoro. Ora possono tornare a casa raccontando: “Abbiamo visto l’inferno, e ci è piaciuto”.

L’intero album è ben strutturato, la prefazione sonora è degna di nota, in egual modo lo è la postfazione. Il corpo dell’intero EP è dinamico, con forme sinuosamente eccezionali per gli amanti di questo genere. Un viaggio musicale ben descritto nel mondo Daat, un immersione nell’oscurità più tetra accompagnati da sonorità mordenti e di un aggressività non indifferente. Un buon inizio per il black metal di questa band russa che, in questa scena, a parer mio avrà buoni risultati.

 

Marco Durst

70/100