19 AGOSTO 2017

I Darkflight sono un gruppo bulgaro di Varna, nati nel 2000, che suonano un mix di Blackened Doom Metal molto melodico, e testi in stile Fantasy in cui musicano la notte, e quelle pacifiche ed immobili sensazioni che riesce sempre a portare. Le loro composizioni sono come le nuvole che scorrono davanti alla luna che un po’ si soffermano prima di scomparire, spinte dal vento e da sbadati pensieri e sogni. Hanno all’attivo 4 demo e 4 full-length, tra cui l’ultimo album intitolato “The Hereafter”, prodotto dalla label americana Black Plague Records.
In quest’album, dopo un lungo cammino nel mondo del melodico e del lento, la band ha irrobustito ed aridito ancora di più la propria musica, lasciandoci intendere un sottile accento di progressione che, sicuramente, richiederà qualche ascolto in più rispetto alle altre creazioni passate, maggiormente dominate dal cliché dello stile abbastanza rigido di cui fanno parte.
Infatti, in quest’album la componente Black viene quasi trascurata, per lasciare maggiori spazi all’atmosfera ed alle sonorita di un Doom tenebroso e reo, in cui si respira molta sofferenza ed una profonda desolazione, richiedendo un ascolto molto attento e ripetuto, non tanto con il cervello quanto con il cuore e con l’anima, guardando oltre con tanta attenzione e distacco, rischiando di perdersi su qualche divagazione portata nei pressi di pericolosi limiti di spazi e tempi astrali.
La produzione e molto buona, ed a livello di composizione i Darkflight sono molto bravi.
La voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, si percepisce in maniera molto forte, e nell’ascolto aldilà della una leggera influenza progressive, sentiamo anche uno spettro vocale molto vario. Nonostante queste divagazioni, rimangono pur sempre fedeli al loro stile che hanno costruito ormai da anni, con molta cognizione ed attenzione alle particolarità. Le tracce sono tutte ben fatte, forse in alcune possiamo notare qualche colpo di genio e fantasia, come in “Giving Up” e “Crushed”, un po’ più piatti gli altri brani, però sicuramente saranno graditi dagli ascoltatori fedeli del genere. Da notare anche il grande lavoro di chitarre eseguito in quest’album, che riescono a fare affondare l’anima dell’ascoltatore in una tristezza sempre più pungente e più dolorosa, e lo scream tagliente colpisce come una spada dritta nel cuore di chi ascolta. La voce pulita e le tastiere danno ancora più magia, più tristezza e disperazione, portando l’anima dell’ascoltatore, sul lungo fiume di Acheronte, accompagnati da pianti, lacrime, e dai lamenti eterni.
Insomma, l’album è una saga con temi Fantasy, ma con sonorità e atmosfere funeree, da un mondo parallelo, triste e cupo chiamato Purgatorio o l’oltretomba, dove lo spietato Ade, con la sua voce macabra e cadenzata, manda le anime condannate in un ultimo viaggio per purificarsi o a prepararsi per il castigo eterno.
Delle anime disperate che si trascinano, lasciate sole, inermi, alla deriva del fiume Acheronte, a fare loro compagnia c’è solo Caronte, con il suo fedele Cerbero, i suoi demoni profondi e null’altro. Questo è lo scenario aperto e lasciato progredire dall’ascolto di “The Hereafter”, il quarto sofferto capitolo della creatura bulgara Darkflight. Sicuramente un diamante oscuro e raro che verrà apprezzato dal pubblico fedele di questo genere pieno di disperazione e lamenti eterni.

 

Dmitriy Palamariuc 
79/100