In questi anni,dove il metal va ridefinendo sé stesso a suon di nuove etichette e definizioni,ogni tanto spunta qualcosa che colpisce per l’assoluta concretezza e sapore di ‘vecchia scuola’.

Gli Hair Balls entrano in questa definizione,e il loro full lenght del 2013,ristampato e ridato alle stampe nel 2016 dalla Zombie Records,colpisce come un calcio nei denti,riportando l’ascoltatore indietro nel tempo,tempestando le orecchie con un sound moderno che poggia su basi rigorosamente trash old school e con uno spirito punk/metal che non ha nulla da invidiare ai grossi nomi del genere.

Il quartetto russo riesce nella prova discografica,condensando 30 minuti in 8 canzoni mantenendo il livello della tensione sempre alto,dando sfoggio di tecnica e bravura da vendere,condendo il tutto con testi duri e diretti che parlano di vita di tutti giorni ed accompagnandoli con una buona dose di sapore grottesco ed ironia.

Ascoltando pezzo dopo pezzo “Atomic Cucumber”,l’idea che mi balza alla mente mi riconduce ad un gruppo su tutti : Nuclear Assault.Non che gli Hair Balls scimmiottino o tentino l’imitazione,ma la commistione di trash ed ironia punk,le ritmiche serrate,le sciabolate chitarristiche e ritmiche,e soprattutto la splendida copertina street-comic-oriented (che sembra riprendere quella di “Game Over”,ma in maniera più scherzosa),mi rimandano al combo di Dan Lilker.

Il brano d’apertura,”Brain Collapse” è un biglietto da visita più che ben congeniato,e dà le coordinate della band : voce aggressiva e duttile che arriva a spostarsi su tonalità epic,sezione ritmica senza freni,chitarre motosega e melodie che mischiano trash e tradizione (soprattutto negli assoli);la successiva “This Is Just Fight” segue la falsariga della precedente,accentuando molto le sfumature metal,soprattutto negli assoli sviscerati dalle mani sapienti di Alexander Shschepin,che si dimostra essere un ottimo performer.

“Militarization” si apre con un riff impetuoso di chitarra seguito da una ritmica durissima al comando del drumming di Anton Kuznetson che spinge il pezzo a mille.L’intermezzo con conseguente assolo di chitarra sono molto azzeccati e sfociano in una semi-variante che picchia al punto giusto e ci porta in un finale al cardiopalma.Ma niente a confronto della ferocia di “Married To A Beer”,che nella strofa mi ricordano anche qualcosa dei Mordred nelle loro parti più trash;la voce di Kikita Nikitin è soprendentemente melodica,ma conserva quel sapore di vecchia scuola che mi rimandano ancora ai Nuclear Assault,…ma il fantasma dell’imitazione e coverizzazione è ben lontano.

In questo brano ogni strumento funziona perfettamente,ogni membro ha la sua parte e nessuno spunta sull’altro,confezionando il pezzo migliore dell’album,dove spunta bene il lavoro di basso di Mikhail Ivankin.Drumming potentissimo,chitarre falcianti e dritte in-your-face che confezionano un perfetto bilanciamento tra melodia,aggressività e tecnica…praticamente una vera e propria bomba sonora!

Il bell’intro minaccioso di “Furious Matador” ci portano in un altro pezzo a rotta di collo,dove le tonalità delle vocals e il timbro arrivano a sfumature dal sapore power ben mantenendo la potenza a nell’incedere più scream.Bella anche la variante che spazia in direzione metal mantenendo la durezza del trash,mentre la cavalcata di “Social Dynamite” aggiunge poco a quello che si è sentito,se non per qualche sfumatura di stoner che aleggia soprattutto nella parte finale grazie ad un suono di basso bello sporco e distorto che dà un tocco in più ad un pezzo ‘lento’ per i canoni del disco,e forse un po’ meno bello dei suoi precedenti.

“Atomic Cucumber” ci riporta all’alta velocità,ed è una title-track che mette ben in evidenza la chitarra di Shchepin che sfoggia l’assolo più trash del disco,e che vede Nikitin poggiare su un registro decisamente più contenuto che culmina però in un urlo conclusivo d’effetto.

La conclusiva “Hungry Man” è un buon pezzo che combina aggressività e melodia e dà al disco un’ideale finale ristabilendo la quiete dopo le bordate appena ascoltate.

Non c’è davvero niente di sbagliato in questo disco.

Se è vero che l’originalità (a dire il vero) un po’ latita,è altrettanto vero che questo disco è ottimamente suonato,ben prodotto,e davvero ‘divertente’…spesso capita di sentire cose davvero originali,ma che spesso scarseggiano di buone produzioni o di ‘anima’,ecco,con gli Hair Balls questo non capita.

Anzi,il combo russo spacca che è una meraviglia,e questa re-issue è assai interessante,perché riporta,a chi se lo fosse perso,un buon esempio di come possa funzionare bene la ‘vecchia scuola’,maturando nel sound ma riscoprendo quelle radici fondamentali del genere (in questo caso trash),senza il piglio del revival e con una bella attitudine.

Insomma,”Atomic Cucumber” è da avere!

 

TRACKLIST:

1. Brain Collapse

2. This Is Just Fight

3. Militarization

4. Married To A Beer

5. Furious Matador

6. Social Dynamite

7. Atomic Cucumber

8. Hungry Man

 

LINE-UP:

Mikhail Ivankin – Bass

Anton Kuntznetson – Drums

Alexander Shchepin – Guitar

Nikita Nikitin – Vocals

 

 

Ed

87/100