17 OTTOBRE 2018

Non avrei mai pensato d' avere a che fare con un gruppo tanto divertente quanto gli Hordes of Apocalypse. Svedesi, nati nel 2015 riescono a dare forma e spessore a tre degli ambiti più cari all' underground: cinefilia, musica, fumettistica. È impossibile collocare la produzione musicale di Thomas e Greigh in un ambito preciso, l' idea originaria, era quella di creare un gruppo che suonasse Thrash utilizzando sample di b-horror movie, testi e mood pertinenti, ma allo stesso tempo “leggeri" ed umoristici; in realtà in 3 anni il duo ha avuto modo di lanciare in pasto al pubblico otto album completi, tredici ep, due collaborazioni ed un album live, per un numero di brani  psychobilly, black metal, death metal, speed metal, jazz, blues, crust, hardcore intorno ai 250. Per entrare in maniera completa nello spirito del progetto e valutarlo senza peccare di superficialità sarebbe necessario focalizzarsi su alcuni  elementi. Primo tra tutti il nome della band, omaggio meraviglioso ai mutanti, ipercinetici e trashissimi del film culto “Incubo sulla città Incontaminata" di Umberto Lenzi. Secondo punto l' improvvisazione e l' utilizzo di mezzi a basso costo. I due amici vivono a 5 ore di distanza, collaborano tramite file-sharing registrando su microfoni incorporati di un Mac pro e di uno smartphone di fascia media ( a mio avviso con un risultato migliore rispetto ad alcune produzioni di famose sale di registrazione). Senza dilungarci già queste premesse permettono d' apprezzare la coerenza e la passione disinteressata rispetto al profitto economico, un esempio concreto di come sia possibile avviare e portare a termine progetti validi con pochi mezzi.  “Now They Are Everywhere, There is No Escape"(altro palese riferimento al film di Lenzi) nasce in appena due settimane, lanciato su Spotify ed in rete, dovrà attendere almeno un anno e l' intervento delle etichette Fila Sophiae di Tim Nordsted (designer del logo della band) e Symbol of Domination Prod costola della russa Satanath Records per trasformarsi in copia fisica.  La cover art è stata creata in poche ore durante il periodo natalizio (chiaro no?!?) da Richard Molander della SNUFF EM comics. Sono quattordici pezzi, velocissimi, da boccale pieno, pop corn, volume spaccatimpani e dvd a portata di mano. “Into the Nightmare” prima traccia si presenta massiccia e tagliente, growl sporco e greve, indossando con fascino e noncuranza una magliettaccia logora dei Morbid Angel adatta a dare il benvenuto al più restio degli ascoltatori, “Hordes of Apocalypse" riff incalzante, scream,ritornello catchy è il riassunto dell' attitudine spensierata e gore necessaria ad affrontare 35 minuti e 05 secondi d' ascolto, “Steve Da King” è un elemento sorpresa, voce direttamente dagli inferi crust veloce ed indolore, ottimo escamotage adatto a  trainare il lavoro in una parabola ascendente  sempre più tendente allo  speed metal esattamente come “Lustful Joyriding" che ne segna invece la discesa e la conclusione. 

“Nihilistic Nirvana" e “Night of the Cult" catapultano l' attenzione in un universo parallelo dove gli assoli, la velocità e lo stile vocale sembrino incoronare Lemmy Kilmister come imperatore assoluto e figura emblematica data la proverbiale disponibilità in cameo ad uso e consumo della Troma (e non solo).  La vera perla comunque a mio avviso è la cover di “Necronos the Tower of Doom" di Schnaas (sì, proprio il regista) e Trinkhaus: le parole sono approssimative, non corrispondono volutamente al testo reale ( in pratica il mio approccio a qualsiasi canzone dagli anni 80 in poi). “Chainsaw scumfuck" si discosta completamente dai brani precedenti, voce scream a tratti black e motosega come chiusura e benservito, tanto per scomodare riferimenti vari.  Un gruppo spontaneo, senza troppe pretese. Idee e parte strumentale solide anche se ingenue, voce un po' sottotono rispetto alle potenzialità d' un progetto ottimo e del quale spero di sentire parlare molto, soprattutto in alcuni eventi legati a  festival horror dato il grande interesse dei ragazzi anche per il cinema Italiano. 

 

Alessandra Varla Paboli

75/100