3 SETTEMBRE 2017

I Kashgar sono un gruppo Black/Death di Kyrgyzstan, nato nel 2014 a Bishkek e hanno all’attivo un full-length intitolato "Kashgar", che comprende 6 traccie molto diverse fra di loro, uscito dopo due anni di incertezze e cambi continui di line-up. Nonostante la breve esistenza sulla scena del Metal e quindi la breve esperienza nel settore, l’album ha un sound molto buono e delle sonorità abbastanza incandescenti e tetre, con delle atmosfere decisamente Stoner/Sludge alle quali vanno ad aggiungersi un mix particolare di Black Metal grezzo e di Death Metal in stile anni ‘80-’90, molto tagliente ed incisivo, con leggere influenze Doom e Post-Black, specialmente nelle parti di clean e nei brevi interludi melodici. La produzione è molto buona, come sono molto valide anche le idee a livello di sonwriting. La batteria è molto cadenzata e molto precisa, a momenti forse anche un po’ troppo e rischia di togliere naturalezza al suono, rendendolo troppo “costruito". Il basso è molto “rotondo" e “grasso" e dà sicuramente una marcia in più alla cadenza della batteria ed alle chitarre taglienti ed aggressive, con delle influenze Progressive e Post-Black, specialmente nelle parti di clean, dove possiamo rilevare anche delle sonorità Doom molto piacevoli, accompagnati da un vocale particolare molto ruvido e molto voluminoso.

Tra i temi abbordati nei testi dell’album troviamo lo sciamanesimo, il folklore e la storia dei popoli del’Asia Centrale, l’occulto e lo spiritismo, quindi delle tematiche specifiche a quelle terre e quei popoli esotici.

Bisogna però anche dire che l’album è organizzato in modo particolare, a forma di “panino”, in modo che le prime due traccie e le ultime due abbiamo un Stoner/Sludge molto particolare e cupo, con molte influenze Progressive e Post-Black, ed invece la terza e quarta traccia presentano un Black/Death molto violento e reo, con un suono molto grezzo e crepuscolare, come una laida bestia fella e malvagia. Da ciò si potrebbe dedurre una certa incertezza ed indecisione in quanto riguarda lo stile abbordato, forse dovuto alla giovane età della band oppure ai numerosi gusti musicali dei suoi componenti. Sarebbero da chiarire un po’ di cose? Perchè etichettarsi come una band Death/Black se alla fine fai anche altri stili fuori dal contesto dato? Oppure perchè fare un full-length dove suoni più stili invece che magari fare 2 EP con dei stili ben distinti in modo da non confondere gli ascoltatori? Non avranno fatto un passo più lungo del dovuto, visto che sono solo all’inizio? E la domanda principale, si prospetta un’identità musicale ben distinta almeno per il futuro o la band rimarrà nella selva oscura e mistica dei “senza clichè"? Sicuramente quest’album non sarà un capolavoro che lascia chiunque a bocca aperta, cosa molto prevedibile in quanto è un primo approccio con questo mondo Metal, molto dinamico ed in continuo cambiamento, ma è un buon inizio che lascia intravedere dei bei traguardi e soddisfazione che regaleranno i Kashgar nel futuro ai fan fedeli di questi stili che hanno abbordato nel full-length.

 

Dmitriy Palamariuc

 73/100