22 FEBBRAIO 2018

I Khatano si formano a Ostrava, in Repubblica Ceca, nel 2012, l'anno successivo registrano la loro demo “Against This System” e nel 2017 registrano lo “split” “Czech Madness” con la formazione Kundořez per la label Symbol of Domination Prod. La line up dei Khatano e composta da: Hary Basso, Mija Batteria, Pery Chitarra e Petre Voce. Il loro stile è un death metal mischiato con Hardcore. I Kundořez si formano a Ostrava in Repubblica Ceca del 2004 il loro sound è un Hardcore Death. Nel 2017 registrano insieme alla band Khatano lo “split” “Czech Madness”. Sufficiente album di Hardcore death, split che contiene un totale di 18 tracce e un minutaggio di 48 minuti e 52 secondi. L' artwork presenta uno sfondo bianco e rosso sangue con in primo piano un teschio con la calotta cranica aperta e il cervello in vista. Ai due lati del teschio i loghi delle due band partecipanti. La durata dei diversi brani non supera quasi mai i 4 minuti. Il loro stile “death Hardcore è uno stile molto particolare. L'album si apre con “Khatano – Kill”: intro di campionatura di rumori industriali e, dopo pochi secondi, entrano tutti gli strumenti e la voce; la velocità è medio bassa. Un bridge strumentale, la strofa riprende subito dopo. La batteria secca e quasi meccanica si amalgama bene con gli atri strumenti. La voce in quasi pulito per tutto il brano fa sì che si avvicini più all’hardcore che al death metal. L'album prosegue con “Khatano - Infection Madness”: intro con il cantante che grida il titolo del brano e a seguire entrano tutti gli altri strumenti; la velocità del brano è medio bassa. Un riff di basso fa da bridge alle due strofe e al ritornello, le pause spezzano un po' il ritmo della canzone. Il terzo brano è “Khatano - New Generation”: intro di chitarra e batteria e subito dopo entrano la voce e il basso. La velocità rispetto ai brani precedenti è leggermente più elevata, un rallentamento sostanziale di velocità spezza il ritmo e l'ascoltatore si ritrova spaesato. Verso il finale la velocità ritorna quella della parte iniziale. La quarta traccia è “Khatano - Black Doves”: canzone senza intro, parte subito con tutti gli strumenti a velocità bassa. L'ascoltatore si annoia all'ascolto di questo brano, i blast beat sono lenti e la batteria  rende l'ascolto quasi intollerabile. La quinta traccia è “Khatano - Cross and Halfmoon”: intro di batteria e basso, la voce in parlato e pochi secondi entrano il cantato e la chitarra. La velocità è medio bassa con un riff di chitarra banale. Verso la fine la velocità aumenta ma la noia ha ormai preso il sopravvento. La sesta traccia è “Khatano – God”: intro già in cantato e con tutti gli strumenti. La velocità è leggermente più alta rispetto ai brani precedenti, i blast beat sono precisi ma dopo poco la velocità rallenta insieme alla precisione dei colpi. La settima traccia è “Khatano - My Life”: intro con tutti gli strumenti a velocità alta. La precisione dell’esecuzione è quasi perfetta e l'ascoltatore riprende la carica. In questa traccia il “death metal” si sente e non poco. Un piccolo rallentamento verso la fine per far riprendere fiato a chi ascolta, I Khatano chiudono la loro parte dello “split” con l' ottava traccia dal titolo “Khatano – Hell”: intro con tutti gli strumenti, la voce che entra prepotentemente e una velocità medio bassa. L’ascoltatore è confuso, i rallentamenti e le melodie stucchevoli che la band ci propone in questo brano sono noiose e anche il finale è stucchevole.

La seconda parte dell’album si apre con il primo brano dei Kundořez dal titolo “Intro”: con intro in parlato per un minuto e ventisette secondi. La decima traccia dell’album è “Kundořez - Namrdní Amen”: intro di chitarra distorta e batteria, con la voce in “growl” che fa capolino nelle orecchie dell’ascoltatore ed una velocità medio alta. I blast beat precisi e potenti vengono amalgamati perfettamente con gli altri strumenti. Ci sono un assolo di chitarra di sottofondo e un piccolo rallentamento. Verso la parte finale la velocità aumenta e abbiamo un assolo che chiude il brano.

L'undicesima traccia è “Kundořez - Necro Man”: canzone senza intro che viene sparata con violenza per tutti gli strumenti a velocità medio bassa. Il “growl scream” del cantante non si amalgama bene con i rallentamenti e la melodia stucchevole che ci propone nel ritornello è peggiorata ulteriormente dalla linea di basso. La dodicesima traccia è “Kundořez - Manzelska Krizze”: intro di batteria e poco dopo entrano gli altri strumenti e la voce. La velocità è medio bassa e il “growl” si trasforma in voce pulita in alcuni passaggi del brano. Un aumento esponenziale avviene nell'assolo di chitarra tagliente e le urla in scream lasciano il posto al growl verso il finale. Il tredicesimo brano è “Kundořez - Kreccova Zilla”: intro di chitarra distorta e batteria con la voce che entra poco dopo. la velocità e bassa, con un piccolo aumento nel ritornello. L'ascoltatore si annoia e non è minimamente coinvolto dalla musica. La quattordicesima traccia è quella con il minutaggio più alto dell’album con i suoi 4 minuti e 18 secondi, dal titolo “Kundořez - Mrdak Menzessní”: intro con tutti gli strumenti e velocità media. Lo “scream che propone questa traccia è acido e il “growl cacofonico, con le chitarre taglienti. L'ascoltatore si sveglia rispetto ai più noiosi brani precedenti. Il riff di chitarra si amalgama benissimo con il tappeto di note proposto dagli altri strumenti fino al finale. La quindicesima traccia è “ Kundořez - Marrass Marrass”: intro velocissima e la voce entra prepotentemente delle orecchie dell’ascoltatore mentre la velocità generale del brano è abbastanza lenta. La velocità aumenta leggermente verso il finale. La terzultima traccia è “Kundořez – Kunda”: intro inesistente, con la voce che fa capolino nelle orecchie dell'ascoltatore ad una velocità medio alta. La canzone è monotona senza troppi cambi di velocità o passaggi, è una canzone profondamente lineare. La penultima traccia è “Kundořez - Kundí Vred”: intro di batteria e chitarra e basso a velocità bassa, la voce della cantante sembra uscita dall'oltretomba e l'ascoltatore è ormai assonnato. L'ultima traccia è“Kundořez – Outro”: intro in parlato per due minuti e 11 secondi con campionamenti di pioggia. Album di pura noia con dentro delle idee interessanti che però scompaiono per la noia che assale chi ascolta. Lo stile non è “deathcore” ma quasi Hardcore allo stato puro. La registrazione è troppo pulita e, anche se va bene il minutaggio dei brani, la velocità di esecuzione è comunque troppo lenta. Solo gli amanti accaniti del genere potrebbero trovarlo un po' interessante.

 

Daniele Blandino

45/100