13 OTTOBRE 2017

Nome: Mouldered

Genere: Brutal Death Metal 

Provenienza: Colombia

Formato: Full-length

Titolo: Chronology Of A Rotten Mind

 

Tracce:

1. I’m legion

2. Death

3. Mind Control

4. Succubus

5. Prision

6. Zombiefication

7. Genocide

8. Chronology of a rotten mind

 

Ci troviamo nel continente dove putridume e brutalità appartengono all’ indole musicale della propria scena underground; esso prende il nome di Sud America. In particolare siamo tenuti ad analizzare nella costa nord della Colombia la “scena del crimine" dei Mouldered, scoperta nel 2013. Tutto comincia grazie ai primi due carnefici del gruppo che sono Hermes Martìnez, chitarra solista, e Cristian Martinez, ex batterista, e in seguito ne prende parte Hammer Quintero come chitarra ritmica. La conseguente crescita strumentale e il miglioramento dei suoni portano ad accogliere quella che tutt’ora è la voce brutale e il possente basso della band, Mauricio De La Rosa e Jhonatan Ariza, ma anche alla sostituzione della batteria originaria da parte di Jonathan Pineiro. Nel 2016 danno vita ad un piccolo, mediocre ed  omonimo massacro di quella che sarà una abbastanza grande carneficina che marchierà di sangue il territorio nel 2017, “ Chronology Of A Rotten Mind", il quale risultato è un Brutal Death Metal basilare senza tanti compromessi ma macabramente piacevole. Dall’ascolto l’intro sembra sia caratterizzato dal dialogo di un esorcismo il che centra poco con il tutto, basato sulla brutalità dell’essere umano e su luridi piani esistenziali, ma incute timore al fine di preparare l’ascoltatore alla conseguente violenza psicologica favorita da ritmi lenti di batteria e chitarra, seguiti ovviamente dal basso, presenti maggiormente in tutta la durata del disco e rafforzati dall’estrema voce gutturale, la quale svolge la stessa funzione nelle parti veloci caratterizzate da un blast beat protagonista e da riff di scala principalmente cromatica da parte degli strumenti a corda. Gli assoli di chitarra sono influenzati dall’alternanza tra uno stile melodico ed uno “thrashettone" scorrevole. Tutto sommato, è un bel massacro abbastanza soddisfacente nonostante presenta la durata di soli venti minuti. 

La band ha lasciato il suo zampino insanguinato anche all’ interno del paese, oltre che sulla costa, con importanti presentazioni a vari eventi e festival dividendo il palco con grandi band della scena nazionale.

Chissà se la sudamericana scia di sangue riuscirà ad essere un marchio indelebile per la propria scena ed anche per la nostra?

 

Michael Rossi

78/100