1 NOVEMBRE 2017

Il metal slovacco torna malignamente a colpire, e lo fa per mano dei Necroheresy, quintetto che ci getta in faccia un death thrash metal crudo e violento con influenze black. La band si è formata nel 2012, e lo scorso 16 giugno ha partorito il suo primo album, intitolato "Asylum". In questi cinque anni, abbiamo avuto anche il demo "Chram Pomsti" e l'EP "Divine Betrayal". La spina dorsale dei Necroheresy è formata da Witcher (chitarra, controcanti) e Sadist (basso), che sono i membri fondatori del progetto. Le due menti diaboliche sono affiancate da Kazatel (voce), Agressor (chitarra) e Askold (batteria). Con questa infernale formazione, i Necroheresy ci presentano "Asylum". L'album, edito da Symbol Of Domination / Wings Of Destruction / Darknagar Record, purtroppo non

parte benissimo. I Necroheresy ci introducono ad "Asylum" con un'atmosferica intro, nella quale sentiamo una disturbata e distorta recitazione di messa, con sottofondo rumori poco rassicuranti, campane ed un pianto di bambino. In se non è una brutta idea, ma dura decisamente troppo, più di tre noiosi minuti che potevano benissimo essere tagliati. L'intro, poi non è nemmeno ben collegata con la traccia successiva, intitolata "Silence Before The Storm". La canzone non è troppo memorabile, è caratterizzata da riffs veloci, incollati e suonati in maniera un po' troppo caotica. Anche la voce è alquanto confusionaria e poco chiara.

Tutto perde molto impatto fin da subito perché il sound non è efficace. La canzone seguente, "Four Rooms Of Sanatorium", è caratterizzata da riffs più semplici, ma che hanno un groove decisamente più riuscito, almeno all'inizio. Tuttavia, andando avanti con l'ascolto della traccia, emergono gli stessi difetti di "Silence Before The Storm". "Consecration" sembra essere un attimo più ordinata, soprattutto a livello di sound, ed anche il suo sviluppo sembra molto più maturo, pur mantenendo uno stile decisamente veloce e violento. Sulla stessa linea si comporta "Battle Of Sokolovo". L'album sembra aver trovato un equilibrio decente, che fa meglio sperare a questo punto. La successiva "Mortal Addiction" inizia con un efficace riff thrash, che sostiene gran parte della canzone. Sul finire c'è anche un interessante assolo di chitarra, fatto con molto più criterio rispetto alle parti solistiche presenti nelle tracce precedenti. Anche "Blind Monk" è un pezzo molto thrashizzante, perfetto per far scapocciare le teste nei live, nei pub o anche in camera. Anche qui c'è un assolo carino che chiude il pezzo. Successivamente arriva il momento di "Satan My Master", cover dei Bathory. Il pezzo, per quanto eseguito bene, suona un po' come un riempitivo, pertanto aggiunge poco a quanto detto fin'ora. Ad aggiungere nuova carne al fuoco è la title track, che è davvero una piacevole sorpresa. Si tratta di un cupo arpeggio in pulito su cui una chitarra solista suona una triste melodia. Niente di nuovo, ma non per questo brutto e non degno di ascolto. "Asylum" si chiude con "Portent", introdotta da dei riffs davvero interessanti e maligni. L'album di debutto dei Necroheresy non dura molto, circa una mezz'oretta. I pezzi sono tutti abbastanza brevi, e a parte la velocità e l'impeto, non c'è molta sostanza. Ma, "Asylum" è un po' come il pezzo che porta questo nome: sicuramente non è originale, ma non per questo è brutto o comunque inascoltabile.

Nonostante una partenza falsa, l'album riesce a riprendersi e a far fruttare come meglio può le proprie caratteristiche. Sembra quasi che le prime due canzoni siano state registrate in un altro momento precedente rispetto a quelle successive. A conti fatti, "Asylum" viene promosso, ma per raggiungere un livello e una maturazione superiori, bisogna ancora farne di strada.

 

Formazione:

Kazatel: voce

Witcher: chitarra, controcanti

Agressor: chitarra

Sadist: basso

Askold: batteria

 

Tracklist:

Intro

Silence Before The Storm

Four Rooms Of Sanatorium

Consecration

Battle Of Sokolovo

Mortal Addiction

Blind Monk

Satan My Master (Bathory cover)

Asylum

Portent

 

Giovanni Casareto

60/100