Finalmente un gruppo per cui posso esprimermi come si deve e con le giuste competenze!

Cerco sempre di essere professionale e obbiettivo nelle mie recensioni, valutando la proposta a tutto tondo ma, a volte, i generi che recensisco non sono di mio gradimento o di mia competenza; quindi devo dare un giudizio troppo chirurgico sull'operato delle band

Stavolta invece entriamo nel mio campo(o come si dice a Genova veniamo nel mio carrugio)

La band che mi appresto a recensire è un'ottimo esempio di Death Metal di stampo Europeo, con una brevissima storia alle spalle , ma con capacità degne di nomi molto più altisonanti.

Parliamo dei Nordwitch , gruppo che ha le sue origini in Ucraina (anche se il batterista è Ungherese) e che ci propone un disco dalle fortissime tinte oscure e malvagie, dove si sentono distintamente la Vena Polacca del genere nelle parti "feroci" e quella Scandinava in quelle più melodiche .

Altra prerogativa della band è che, al primo ascolto, difficilmente capirete che dietro growl e scream belluini si trova una bellissima fanciulla(che personalmente non farei arrabbiare) dall'ottima tecnica in tutte le sfumature del suo cantato estremo.

Ammetto di essere arrivato titubante all'ascolto dopo aver letto che la band si è formata all'inizio del 2015, visto che non mi piacciono le cose fatte di fretta solo per uscire, ma le competenze e il gusto di questi ragazzi ha subito messo in chiaro che si tratta di ottimi professionisti con alle spalle un background che fa sentire il suo peso nell'esperienza e nelle capacità compositive.

 

Bando alle ciance e passiamo al disco.

 

1) Mork Profeti ( Intro )

La prima traccia è un intro suonato dalle atmosfere cupe e melodiche , che fa da apripista a quello che ci dimostreranno a brevis i Nordwitch , adoro gli intro suonati perché creano quel giusto feeling che prepara a un'esibizione Live.

Nel pezzo come già detto si sente un piccolo estratto compressato di quello che ci proporranno nel disco, un ottimo mix e un bel master permettono di apprezzare ogni strumento.

Unica pecca, ma quello e per un discorso di gusti, il livello di trigger sulla cassa che rende il suono di quest'ultima un pò troppo plasticoso, anche se molte volte il mercato richiede questo, sarei andato su un mix più "acustico" della batteria.

 

2) Dominion

Il pezzo parte con un intro di batteria cadenzato in cui le chitarre danno quel sapore di "Marzialità" che non guasta.

Finalmente entra la voce con un growl semi profondo, e ben scandito. Le chitarre trovano spazio aprendo il pezzo a qualcosa di più melodico, con un assolo di gusto che richiama la scuola svedese.ma le cose belle devono lasciare il posto alla cattiveria, sopratutto in questo genere, ed ecco tornare le sfuriate che preparano all'apertura sul ritornello, quasi cantabile.

Pezzo di ottima fattura e orecchiabilità che in questo genere non guasta ma il finale è lasciato a un intreccio armonizzato di chitarre prima di tornare a sfuriare.

 

3) Walker From The Shade

Un bel mid tempo apre questo pezzo, lasciando alle chitarre il compito di creare atmosfera, la testa comincia ad andare su e giù seguendo il cantato, un pezzo dalle sonorità doom su un tappeto di doppia cassa che non ci lascia fino a un'apertura marziale in cui i nostri fanno notare che sono pronti alla guerra, chiudendo il pezzo con doppia cassa   e chitarre dissonanti.

 

4) Lady Evil

Questo pezzo, vuoi per la melodicità vuoi per il caso, è quello che ho sentito di più (sembrava che piacesse al mio lettore più che a me).

La chitarra atmosferica apre un pezzo che evoca visioni infernali. Sopra un up tempo, la nostra agguerrita Masha ci invita nel suo regno del male, un classico pezzo death metal che non sfigurerebbe in quel movimento death/cblack scandinavo di cui abbiamo amato gruppi ormai sciolti.

Difficile togliersi della testa le linee di chitarra che  ti si insinuano nell'anima portandoti quel brivido che tanto piace a noi brutti e sporchi metallari!!!

Si, questo è proprio il pezzo perfetto per la nostra Lady Evil Masha.

 

5) The Call To An Ancient Evil

Le armonizzazione delle chitarre ci riconducono nuovamente in un oscuro e maligno regno in cui ad accoglierci c'è un a batteria furiosa e le lyric evocativamente malvagie della nostra Strega dietro il microfono, quando la batteria decide di lasciarci respirare lo fa con qualche secondo di stacco che lascia spazio ad un up tempo di qualche battuta prima che la chitarra ci imprigioni in una ragnatela fatta di sweep e terrore. Quando riparte la corsa speriamo di essere usciti da un incubo, ma ci pensa il lato più nero delle chitarre a costruire un'altra riff "mortale " tra il black e il death che ormai si insinua nel cranio fino alla chiusura , in cui si riprende la furia della doppia cassa accompagnata dalle chitarre che armonizzano questo antico male che sembra sbucato da chissà quale angolo oscuro della musica!

 

6) To Nord Gods

Nuovamente brividi e melodia aprono questo brano, le chitarre acustiche ci portano in un viaggio nelle atmosfere del profondo nord. Un death metal di stampo vichingo che piacerà a chi si perde tra mitologia norrena e l'eredità migliore di Quorthon.

L'anima Black metal dei nostri con le reminiscenze di quello che fu a cavallo degli anni 90 in Svezia ,ci fa perde in un pezzo tanto evocativo quanto maligno ed epico.

Ho poche parole per questo brano, che va ascoltato a occhi chiusi per perdersi nelle vallate e nei boschi dove gli dei del nord vivevano e venivano omaggiati. Le chitarre a sfumare in chiusura sono un tocco di classe.

 

7) No Regret

Chitarre evocative e dissonanti aprono un pezzo che poco dopo lascia strisciare sotto un riffe di stampo black un doppia cassa incalzante.

L'arrivo della voce che ricama sulle chitarre accompagnandone la melodia ci distrae prima di un'altro colpo tra il black e il death , in cui i Nostri si destreggiano fin troppo bene, a metà del pezzo le aperture melodiche e la cassa cadenzata ci fanno respirare tutta l'atmosfera malignamente epica del pezzo, ma la parte più black non è mai doma e quindi si riprende la scena , anche se l'ascoltatore viene rapito spesso dalle chitarre e dal ritornello epico del mid tempo.a chiudere le chitarre armonizzate preparano ad una sfuriata di doppia cassa e del growl mai leggero della nostra Cantante.

 

8) Messiah Of death

Chitarre nere come la pece in apertura e una sfuriata degna della migliore scena norvegese sono gli ingredienti di cui si compone l'avvento di questo "Messia di morte" e qui l'intenzione è chiara, far capire che tra sfuriate e parti cadenzate , la scena Polacca non è troppo distante!

Le strofe sono dei veri pugni in bocca come velocità e cattiveria, mentre il ritornello nasce per essere cantato scapocciando e scagliando le braccia al cielo.

la chiusura comunque e affidata a una sfuriata death vecchia scuola e un ritornello che non delude, in cui le chitarre riprendono e armonizzano l'intro.

 

 

In conclusione posso affermare che questo è un'ottimo disco per tutti gli amanti del Death Metal Europeo e per chi cerca qualcosa di realmente " dedicato " alle atmosfere degli Æsir.

Ci troviamo difronte a un lavoro estremamente professionale e maturo , che non rispecchia assolutamente l'età della band , ma più quella dei suoi componenti.

Un prodotto Professionale e ben arrangiato a cui mi sento solo di essere in disaccordo sui suoni della cassa, ma solo per un discorso personale.

Un ascolto stra consigliato per chi ,nelle sere calde che ci attendono , vuole sentire ancora il brivido di quel gelo che Bathory Dissection ci hanno insegnato da amare.

 

 

Robert Lucifer

85/100