25 GIUGNO 2018

I Taiga sono un duo russo di Tomsk, nati nel 2013 e nonostante la giovane età del progetto hanno già all’attivo un enorme palmares, tra cui 4 EP, 5 single e 4 full-length. Proprio di uno di questi full-length, precisamente “Sky”, che ha visto la luce nel 2016, parlaremmo in maniera più approfondita.

In questo disco il duo russo continua a proporre un Depressive Black Metal, che spesso tende verso il Suicidal o addirittura verso il Doom, che trova la propria forza principalmente nel suono cupo delle chitarre, sempre in grado di generare sensazioni negative con riff semplici, ma demenziali, in cui le parti elettriche ed acustiche creano un mix micidiale. Grazie anche ad un’ottima produzione, i passaggi più massicci riescono pienamente ad esprimere la disperazione con la quale la mente umana cade nel proprio abisso, cercando in vanno una salvezza che non troverà mai, o almeno non in questo mondo e non in questa vita effimera. Gli interlude melodici, dove troviamo alle tastiere il grande produttore Aleksey Korolyov, sembrano rappresentare i momenti in cui ogni forza viene a mancare, lasciando spazio al completo abbandono. Mettere del Dark Ambient alla fine di ogni singola traccia per poi sparire per il resto del disco è una scelta che può essere efficace, ma non vincente quando si esagera, perchè si rischia di annoiare l’ascoltatore. In ogni caso è questione di scelte che fa ogni artista e non possiamo fare altro che accettarle così come la sua mente ce le presenta.

L’uso della batteria elettronica, che presenta tanti limiti notevoli per quanto riguarda la naturalezza del sound, in questo caso è una scelta azzeccata , poichè dona maggiore enfasi ad entrambe le facce della medaglia, sia alle parti veloci che a quelle più lente, senza mai rinunciare al nervosismo palpabile in tutto il disco. In generale, le ritmiche sono abbastanza variegate e sono un altro elemento vincente dell'album. Inoltre, possiamo notare un netto miglioramento delle parti di basso, molto profondo ed espressivo, che in più di un'occasione rendono l'ascolto più gradevole e contribuiscono a rafforzare le emozioni espresse dalla musica.

Buona la voce, sia la parte parlata, che lo scream isterico in perfetto stile Xasthur, che da ai brani la sensazione di paura e di desolazione, e ci descrive le varie sfaccetatture della solitudine e dei pensieri oscuri delle anime turbate dai loro dolori interni, che le consumano giorno per giorno.

Per quanto riguarda il songwriting ed i testi si percepisce un lavoro assiduo dei membri sulla loro strada verso la perfezione, poichè nell’album troviamo dei netti miglioramenti rispetto agli album precedenti, riguardanti la varietà e la fantasia di ogni singolo passaggio, in modo da valorizzare al massimo ogni brano proposto.

Insomma, i Taiga hanno pubblicato un buon disco, nella vera tradizione dello stile proposto, ma  senza cadere nella banalità spesso tipica del loro genere. Sicuramente un valido acquisto per la Satanath e per ogni amante dei riff rei ed allo stesso tempo desolanti, affondati in una malinconia melodica pilù dolce della morte stessa.

 

Dmitriy Palamariuc

79/100