19 FEBBRAIO 2018 / 9 FEBBRAIO 2018

Tra le più longeve realtà black metal turche, I The Sarcophagus prendono vita nel lontano 1996 fondati da Burak Sümer che attualmente si occupa di chitarra e synth. La band esordì nel 1997 con il demo “Pagan Storm”, seguito nel 2003 dall’EP “Infernal Hordes of the Ancient Times”. 

Ma è il 2009 l’anno della loro consacrazione: con l’ingresso tra le loro file di Niklas Kvarforth alla voce e Ozan Yıldırım al basso (quest’ultimo tutt’ora presente), i The Sarcophagus firmano con la Osmose Prodcution, per cui uscirà l’EP  “Hate Cult” e finalmente, il primo full-lenght “Towards the Eternal Chaos”. 

Niklas abbandona i nostri dopo due anni a favore di Mørkbeast (Todestriebe), e ad otto anni di distanza vede la luce l’ultima loro fatica, “Beyond This World's Illusion” sotto Satanath Records. 

L’artwork, a cura del talentuosissimo Paolo Girardi, riprende perfettamente le atmosfere presenti nel CD, catapultando il “futuro” ascoltatore in un mondo brutale e violento.

Il full si apre con “Reign Of Chaos” che non lascia spazio a preamboli od intro proponendo immediatamente blast-beat, riff taglienti e lo scream rauco di Mørkbeast (che non fa rimpiangere la voce sporca di Kvarforth) a metter subito le carte in tavola e mostrare le potenzialità tecniche del gruppo. Si prosegue con “Ain Sof” dalle atmosfere più melodiche, cupe ed evocative quasi da rituale, mentre con “Dymadiel” torniamo ai ritmi più “raw” e feroci. Si va avanti così, alternando ferocia a metà tra raw e black/death a melodie “arabeggianti” e ritualistiche, creando una sensazione di omogeneità e similarità, non essendoci gran differenza tra una canzone e l’altra. 

Ci troviamo davanti ad un disco ben mixato, dai suoni puliti e strumenti e voce ben amalgamati tra loro, senza rivaleggiare o sovrapporsi. Con “Beyond This World's Illusion” i nostri proseguono la scelta stilistica di abbandonare la tastiera già presentata nel precedente lavoro “Towards the Eternal Chaos”, passando da un black sinfonico e simil - primi Dimmu Borgir a favore di un sapiente mix di melodic black, atmosfere ritualistiche a tratti orientaleggianti e riff feroci. 

Un disco che non aggiunge niente di nuovo nel vasto panorama black metal, ma che si lascia ascoltare con piacere. 

 

Alessia “VikingAle” Pierpaoli

75/100


THE SARCOPHAGUS sono una black metal band turca (da non confondere con gli omonimi statunitensi) attivi dal 1996, esordirono con lo sconvolgente demo PAGAN STORM l’anno successivo. Durante questo tempo ci hanno regalato due EP ed un FULL LENGTH cattivissimo dal titolo TOWARDS THE ETERNAL CHAOS, disco uscito per la OSMOSE (garanzia di qualità di black metal genuino). Correva l’anno 2009 dopo di che un lungo silenzio fino al 2016. Un nuovo cantante si aggiunge alla band ovvero MORKBEAST proveniente dalla black metal band russa TODESTRIEBE. Con questo cambio di line up i THE SARCOPHAGUS registrano BEYOND THIS WORLD’S ILLUSION nel 2017 risultando decisamente ancora più aggressivi rispetto al passato senza però disprezzare passaggi melodici di chitarra.

Questo disco si fregia di una copertina fantastica, opera del grandissimo artista PAOLO GIRARDI (uno degli artisti più richiesti in questo periodo, autore di numerosissime copertine tra cui INQUISITION e molti altri).

Musicalmente questa registrazione parte subito a cannone con la lanciatissima REIGN OF CHAOS (il titolo è tutto un programma) 5:22 minuti di puro male, riff taglienti e malefici con cantati degni del miglior PROSCIPTOR. La seconda traccia AIN SOF non è da meno ma fortunatamente concede di rifiatare a chi l’ascolta con un finale leggermente più “melodico”. La successiva DYMADIEL riporta i limiti di malvagità ad altissimi livelli, sembra quasi di percepire l’odore di zolfo di una imminente satanica apparizione. Quando sembra che un breve e tenero arpeggio ci liberi dall’ira del demonio questa si rivela solo una illusiva sensazione perchè THE PROFANITY RITES è un vero e proprio rito di profanazione dove le più recondite oscurità interiori si manifestano. SAPREMIA OF EARTHLY CREATURE (5° traccia) è un altro tagliente brano che lascerà profonde lacerazioni ai vostri timpani mentre la seguente traccia TRIUMPHANT DIVINE TERROR ve li farà sanguinare, l’oscurità si impadronirà dei vostri brandelli di anima rimanenti. ARMOURED DEATH vomita odio nota dopo nota regalandovi un riffone finale da sturbo. FLAMING KEY TO DIVINE WISDOM prende a schiaffi l’ascoltatore come del resto hanno fatto anche le precedenti tracce.

L’ultima APOCALYPTIC BEAST è l’invocazione finale del demonio, aggressiva e pungente adorazione del maligno, invocato dalla malefica voce di MORKBEAST.

Secondo me questo disco è un grandissimo ritorno da parte del combo turco che ha trovato la fiducia della SATANATH RECORDS che è pronta a diffonderlo nei più remoti anfratti dell’inferno. Con questa uscita la band ci sbatte in faccia la loro

visione di musica estrema. E’ un disco che ogni amante del genere dovrebbe possedere. Abissale e terrorizzante.

 

Pietro Pitale

90/100