9 LUGLIO 2017

Da Ekaterinburg (Russia) arriva una nuova band, nata nel 2014, chiamata Ungraved Apparition che dopo piccoli assestamenti di line-up ed una chiara idea su quale sarà la via sonora da seguire pubblica il qui presente album Pulse_0. Il gruppo è ovviamente underground a livello totale, non ci sono particolari info sulla storia del collettivo. Musicalmente loro si identificano come dark metal ma a conti fatti i generi da cui attingono sono diversi, che si andranno poi ad analizzare meglio nel corso della recensione. 

Prima cosa strana o meglio incomprensibile è l’aver scelto di piazzare delle intro totalmente inutili prima di ogni brano. Il problema è che non aggiungono nulla allungando a dismisura la tracklist, quindi si tenga conto di sette tracce effettive di musica, il resto può essere tranquillamente ignorato. Principalmente ci si trova in ambito estremo, un doom-death metal tendente al funeral-doom con un cantato in bilico tra lo scream ed il growl (l’opener “Кома” ne è un chiaro esempio) con decise iniezioni melodiche davvero ben fatte. Solo in due occasioni il quintetto preme sull’acceleratore, ossia l’opprimente “Спаси!” e la sincopata “Гангрена”, dove emergono delle pieghe più death/black metal. Non si capisce come mai entrambe le tracce si interrompano in maniera fin troppo improvvisa troncando tutto e facendo finire la musica troppo presto. A parte queste piccole imperfezioni le rimanenti quattro tracce sono dei piccoli gioiellini sonori, magari grezzi ma pregni di una piccola lucentezza. Il lavoro chitarristico è lentissimo e sfibrante, plumbeo ed impenetrabile, supportato una sezione ritmica precisa e sufficientemente potente. In “Тот, кто не дышит” si ha a che fare con un certo gothic metal epico e crudo ma che riesce comunque ad emozionare con un bonus grazie al finale etereo. Da menzionare anche il lavoro melodico e solistico delle due asce presente soprattutto negli arpeggi delicati di “Неумершее явление” (sempre comunque inseriti in un contesto doom), nelle cesellature melodiche di “Гнилостные бактерии” volte a descrivere un mood triste e morenti ed infine nel pregevole guitar solo nell’epos di “Пыль” altro brano titanico e malvagio, un viaggio in un tunnel senza fine.

Tutto funziona bene nella maggior parte del disco, tutto è ben registrato e suonato (cantato rigorosamente in lingua madre) ed il risultato scorre molto bene. Una piccola perla nera che non mancherà di appassionare i cultori dell’estremo più di nicchia. Consigliatissimo!!!

 

Enzo 'Falc' Prenotto

75/100