MACHACACHAKRAS-MASAK MAVDIL EP-2016 (Antinomia Records)

 

Machacachakras è uno dei vari progetti musicali di Pablo Selnik e Vasco Trilla provenienti dalla Spagna.

Pablo Selnik è un flautista catalano legato ad ogni forma di jazz moderno che passi da John Coltrane fino a John Zorn e ad elementi di rock d’avanguardia come Frank Zappa et similia.

Vasco Trilla è un batterista che al pari del suo compagno d'arte, suona in vari progetti di jazz sperimentale ed in particolare nel suo gruppo principale  gli October Equus Quartet.

Nel primo EP  Psycholabis del 2012,  si erano presentati come quintetto dove mostravano un’amalgama composta da free jazz ed elementi metal, mentre in questo secondo EP, diventati un duo, incidono un disco di musica più propriamente jazz priva di contaminazioni moderne.

 

L’EP è composto da un’unica sezione musicale  divisa in quattro parti.

La prima parte, semplicemente intitolata col numero romano  I,  inizia immediatamente  con il flauto che sembra improvvisare un motivo seguito dalle percussioni, il pezzo continua imbastendo  vari motivi, comunque, sempre piacevoli ed orecchiabili , rendendo l’ascolto meno difficile di come normalmente succede  in questo tipo di esperimenti .

In alcuni punti troviamo  parti  vocali che ricordano lo  scat  tipico di certi jazz-singer  e più avanti delle parti cantate  che sembrano ricordare le improvvisazioni vocali di John Wetton sull’album Starless and bible black dei King Crimson .

Il brano dal titolo II inizia  con delle percussioni squillanti  mentre  il flauto  sembra giocare ad entrare ed uscire dalla scena, dove i musicisti si fermano in brevi pause e ripartono .

Il brano dal titolo III prosegue con un motivo simile all’inizio del primo brano ma decisamente più irruente .

Infine, l’ultimo brano che curiosamente non segue la normale numerazione ma si intitola  CCCXXXIII, continua direttamente dal motivo del brano precedente diventando sempre più veloce con suoni tortuosi accompagnati dalla fedele batteria  e dove ogni tanto riemergono i vocalizzi. Il flauto  inizia,  poi,  un motivo che ricorda molto certi motivi degli anni settanta , mentre il brano sembra sempre più dirigersi verso il mondo sonoro delle Mothers of Invention del periodo attorno a 200 Motels.

 

In conclusione possiamo dire di trovarci  davanti ad un’opera musicale veramente interessante che pur guardando al passato riesce ad essere moderna e allo stesso tempo avere un suono fresco e mai stancante.

Ovviamente il disco non è adatto ai metallari puristi.

 

 

Triplax

70/100