Tornano nuovamente i due musicisti barcellonesi Pablo Selnik e Vasco Trilla con un nuovo EP e una nuova band.

Questa volta tocca ai ''Sordid Details'' che formatesi a Barcellona nel 2012 arrivano alla prima incisione ufficiale alla fine del 2016 con questo mini album dal titolo omonimo.

Diciamo subito che ci troviamo davanti ad una formazione non convenzionale: difatti oltre a Pablo Selnik che oltre ai fiati in questo caso si presta anche come voce e Vasco Trilla alla batteria, troviamo Miguel Serna e Rubén Alcazar entrambi al basso.

Proprio Selnik  aveva desiderato proporre una band priva di chitarra dove fosse l’insieme e l’amalgama dei due bassi a creare il sound e l’impatto sonoro voluto, fa testo il contenuto piuttosto ridotto delle parti fiatistiche (in questo caso il flauto), rimpiazzate dalla voce di Selnik che oltretutto dimostra una ottima capacità di canto.

L’opera in questione comprende quattro brani: tre composizioni originali e una cover.

Il primo brano (a mio giudizio uno dei migliori del lotto) è ‘’Who is she’’. Un suono distorto creato dai due bassi di chiara matrice stoner, prosegue con un ritmo pesante e cadenzato, aprendo il brano dotato di un particolare cantato, a mio dire molto azzeccato che da al pezzo un sapore ancora più stoner rock senza perdere di vista la parte melodica. Arriva poi il turno del flauto che prosegue  lo stile free jazz, caro ai nostri, che ci porta alla memoria i Soft  Machine  dei primi anni settanta. Il brano si conclude con la voce del cantante che diventa più gutturale, cosa che da un’aggiunta all'aurea maniacale di cui è pervaso il pezzo.

‘’Psycholabis ’’ è la seconda traccia  che si struttura in maniera diversa dal brano precedente. Il ritmo è  più veloce e il cantato molto piacevole e sempre melodico, si colloca molto vicino a quello dei gruppi crossover metal del passato (Faith No More in primis) , mentre nella parte centrale il cantato muta in una versione attuale dei cori umoristici del Frank Zappa ottantiano.

‘’Soulseller ‘’ invece parte con dei giri di basso funk metal molto alla  Red Hot ChilI Peppers, mentre  la voce si  porta dalle parti degli Alice in Chains , dimostrando ancora una volta le forti  influenze crossover metal e grunge sul gruppo.

Infine il brano ‘’ Over my head’’ che chiude il mini album.

Il pezzo è  una cover degli statunitensi  King’s X , tratta dal loro album del 1989 ‘’Gretchen goes to Nebraska’’  suonata in maniera più lenta e pesante dell’originale, dando così un’aurea leggermente stoner al pezzo con tanto di breve assolo di basso iniziale.

A mio dire è un peccato che anche questa volta il duo di musicisti-autori  spagnoli abbia optato per un EP anziché un album intero, visto l’alta qualità dei prodotti che ci consegnano.

Le loro composizioni continuano ad essere il risultato di una miscela di vari generi, qui in particolare: Black Sabbath + crossover metal anni 80-90 e ovviamente il free jazz senza però cadere nella trappola della scopiazzatura nuda e cruda, ma piuttosto un perfetto gusto nel creare sonorità che richiamano i generi di derivazione  senza mai perdere in originalità e freschezza.

Ovviamente consigliato.

 

Triplax

80/100