Quando il metal si fa duro, gli Sharks In Your Mouth cominciano a sfondare! La band metalcore di Ancona debutta con il loro primo energico full-length “Promises”, conquistando la fama e il supporto del loro pubblico, varcando le soglie del successo e cavalcando l’onda dei grandi: non per nulla hanno condiviso molteplici stage con band come Suicide Silence, Lasting Traces e No Omega. Con questo primo album, la band da prova del potenziale che possiede, dando vita ad un lavoro ben realizzato e mostrando la profonda passione radicata in ognuno dei cinque energici membri.

Un profondo ambient strumentale da vita a “Run”: un eccellente intro provocatrice dove la suspance prende forma, aumentando a dismisura la voglia di scoprire cosa la band ha in serbo per noi.

Un inaspettata esplosione sonora spiana la via a “Louder”: il toccante scream del frontman fa tremare gli animi più profondi, mentre l’ adrenalinica band accende il fuoco del metalcore più ardente, e piccole ma sentite parti cantate acquietano il cuore dell’ascoltatore.

Le prime note di “Everything Ends” caricano per bene il pubblico, prima che le mordenti sonorità della track inondino i loro animi, dando vita ad un movimentato groove: riff marcati e pesanti break riempiono idilliacamente l’intero pezzo rendendolo eccezionalmente unico.

Il riff iniziale di “Your Ghost” riporta alla mente gli ormai conosciutissimi August Burns Red, con una ritmica eccellente ed i classici cambi di tempo degni di un rispettoso metalcore. La dote vocale del frontman non fa una piega, mostrandosi all’altezza di tale autorevole sound.

I rimbombi di una batteria pesantemente heavy aprono a “Say It To My Face”: l’intera track è il manifesto marcato della band, sul quale si nota il marchio infuocato di un rovente metalcore. Questi ragazzi dimostrano di avere una riserva energetica priva di eguali da sprigionare come se non ci fosse un domani.

Si apre elegantemente la possente “Insanity”: leggiadre sonorità creano un ottima intro/ambient che accompagna il pubblico verso le porte dell’inferno sonoro; Le atomiche sganciate dai riff di una mostruosa chitarra e le vibrazioni emanate da un possente basso scavano profondi solchi sul terreno delineato da una ritmica meravigliosamente strutturata.

E si arriva alla title track “Promises”: qui abbiamo una traccia completamente strumentale che funge da ‘pausa’ tra la prima e la seconda parte del disco; Ma ciò non impedisce alla band di mostrare le proprie abilità, cimentandosi in 1:36 minuti di idilliaco sound.

Si apre velocemente e senza presentazioni “#TrustNoBitch”, un pezzo che fonde perfettamente break, cori, scream e headbang; Un pezzo che se suonato in live diverrebbe il masterpiece del caos! Eccellente struttura e magnifica corposità.

Ed è qui che viene fuori il lato tenero della band con “Forgive”: molti di voi avrebbero da ridire sapendo di una leggiadra ballad in un album metalcore, ma credetemi sulla parola se vi dico che questo pezzo si centra perfettamente nel progetto: una limpida goccia d’acqua in un oceano di petrolio! Strabiliante.

Ma per tutti coloro che non avessero voglia di ‘canticchiare’ ma solo di scatenarsi, arriva la prorompente “The Storm”: un pezzo che manda in overdose sonoro l’intero pubblico; Con un sound spinto che da vita ad un enfasi emotivamente profonda, contornato dagli estremi scream del preparato frontman.

E in un batter d’occhio si arriva alla fine di questo idilliaco progetto con “In Sanctity”: un accostamento perfetto tra ‘Drum’n Bass’ e scream metalcore che chiude l’album in maniera esemplare; Una track degna di nota.

Ebbene, sembra che gli Sharks In Your Mouth abbiano già spianato la strada verso il loro futuro, e ascoltando “Promises” non ci vuole molto a dedurre dove li porterà! Il loro debutto è strabiliante, colmo dell’energia che qualsiasi fan del genere si aspetta di ricevere. Un album studiato nei minimi dettagli, dettagli che l’hanno reso un eccellente lavoro. Un armonioso futuro attende questi cinque ragazzi che, grazie alla loro inventiva, alla loro voglia di crescere e diventare qualcuno, si prospetta ricco di ottime sorprese e meritato successo. 

 

 

Marco Durst

82/100