7 LUGLIO 2018

I Nihili Locus sono una cult  band nostrana attiva sin dal 1990 nati dalle ceneri degli Omicidio. Il moniker Nihili Locus è preso dall’antica denominazione della città natale della band, cioè Nichelino in provincia di Torino. Il loro primo lavoro è stato il 7” "Sub Hyerosolyma..." uscito nel 1992 per la cult label nostrana specializzata in metal estremo Obscure Plasma. L’etichetta maneghina è celebre per aver avuto nel proprio roster band del calibro di Rotting Christ, Ophtalamia, Sadist e dulcis in fundo di aver avuto il merito di dare alle stampe il celebre Live in Leipzig dei fondamentali Mayhem! Questo la dice lunga sulla considerazione goduta dai Nihili Locus. I nostri sono dediti ad un death doom venato di black intriso di lugubri atmosfere. In effetti il combo piemontese può essere considerato uno dei prime movers del genere in anticipo su altre band ben più blasonate. Successivamente al debut album è uscito nel 1994 il demo “...Advesperascit..” nel 1996 il mini “..Nihilum Recidunt Omnia” e il più recente album “Mors” edito nel 2010.Il 2018 è l’anno in cui viene dato alle stampe la raccolta “Lyaeus Nebularum” su Terror from hell records che racchiude interamente i primi 3 lavori della band con l’aggiunta di due tracce inedite “Lugubri Lai” e “La notte eterna”. La prima traccia “Memorian Tenere” si apre con un bell’intro atmosferico con pregevoli tastiere e chitarre pulite che lasciano spazio ad  un possente doom death che ricorda i primissimi Paradise Lost. Successivamente il brano, acquisisce velocità virando verso una sfuriata tipicamente Black alternando l’ottimo growl con uno scream davvero malato. Verso la metà del brano troviamo un nuovo stacco atmosferico con flauti che riportano la mente a paesaggi bucolici che vengono prontamente spazzati via da una nuova sferzata di black death tiratissimo. Il pezzo è piuttosto complesso e vive di diverse fasi che racchiudono ottimamente le varie sfaccettature del sound dei Nihili Locus. Dove anche le tastiere trovano la giusta collocazione donando atmosfera ai brani evitando di cadere nel tranello della pomposità.

La seconda traccia “Silvara” si sviluppa su un sound molto più atmosferico con un bel tappeto di tastiera con la chitarra in primo piano per un pezzo molto melodico e dark, dove si fa mostra anche la buona tecnica individuale della band. La voce passa dallo scream a parti quasi sussurrate, per un traccia originale e personale. Nella terza traccia “Memorian Tenere rigor mortis” compare anche la voce femminile con una bella prova della chitarrista e cantante Valeria deBenedictis. Anche questo pezzo si sviluppa su sonorità molto oscure melodiche e evocative dove fanno anche la comparsa comparsa flauti che danno un sapore medievaleggiante al pezzo. La 4 e 5 traccia “Ancient Beliefs Forgotten” e “Deathly Silence Nebulae” provengono dall’EP di debutto della band dove il suono della band risultava più roccioso e compatto in pieno doom death con ottimi riff di chitarra. Vengono alternate con maestria parti più lente e funeree tipicamente doom con sfuriate tipicamente death Black, senza disdegnare la melodia. E Questa è la ricetta collaudata della band.

Si continua con i brani tratti dal demo autoprodotto “... Advesperascit…” come la tracce “Gloomy Theatre of Ruins” e “Canto” in cui le idee alla band non mancano come non manca la qualità dei brani proposti. 

Purtroppo a mancare è la produzione ( il demo in oggetto è autoprodotto) che penalizza i brani, sempre in buon equilibrio tra melodia e violenza sonora. C’è anche spazio all’interno dell’album a due brevi intermezzi strumentali come la title track molto notturna, che gira attorno ad un bel pezzo di chitarra acustica dal sapore folk. “Buio/XII Touches” è un buon pezzo dove spicca il veloce riff di chitarra nella parte iniziale del brano.

“Lugubri Lai” e “La Notte Eterna” sono le due tracce inedite presenti nella raccolta ma in questo caso la produzione penalizza eccessivamente i brani. Lyaeus Nebularum in definitiva è una bella raccolta che permette di conoscere ai più una vera cult band italiana che sicuramente avrebbe dovuto ricevere maggior visibilità, con un sound personale e definito in bilico tra doom death sprazzi di black e melodia. Inoltre un merito non da poco dei Nihili Locus è quello di essere in anticipo sui tempi con la propria proposta musicale che verrà sviluppata da diverse altre band negli anni successivi. Molto bello e minimale anche l’artwork di copertina

 

Claudio Cerutti 

75/100