25 GIUGNO 2018

Un avviso per i seguaci della musica estrema amanti delle produzioni bombastiche e cristalline: STATE LONTANI DA QUESTO MCD!!! D'altra parte, quando si legge “genere: death/black metal” e “provenienza: Colombia” si può essere abbastanza certi che ciò che si andrà ad ascoltare sarà estremo, macilento e grezzo come poche altre cose al mondo, dato l'approccio che generalmente le band provenienti da quell'area del globo hanno nei confronti di un certo tipo di musica. Non fanno eccezione questi The Satan's Scourge, arrivati col presente Threads Of Subconscious Torment al secondo ep della loro carriera, che vede alcuni split e la partecipazione a compilations, ma ancora nessun full-lenght. L'ep, originariamente pubblicato in sud america nel 2016, viene stampato nella versione qui analizzata dall'etichetta Terror From Hell per il mercato europeo nel 2017, arricchito con una cover dei Bathory (You Don't Move Me - I Don't Give A Fuck) non presente nell'edizione sudamericana, e non è altro che un concentrato blasfemo di grezzissimo death black metal per 20 minuti di attacco frontale putrido e senza compromessi che non potrà non compiacere totalmente gli amanti di tale approccio a queste sonorità, produzione lo-fi (per usare un eufemismo) compresa. Dopo l'inquietante intro Hammer Of Chaos Bell il terzetto colombiano, composto da Cesar Avila Royert alla voce e chitarra, Paolo S. Bucci al basso e Carlos Castro alla batteria, attacca subito a tavoletta con la devastante, grezzissima title track, dove si sprecano echi dei primi Bathory, Blasphemy e Impaled Nazarene, il tutto in salsa sud america, quindi portato all'estremo in quanto a ferocia e oltranzismo. L'impatto è annichilente, la chitarra macina riff sporchissimi, il basso è slabbratissimo e la batteria un martello incessante impegnato a distruggere tutto ciò che incontra sul suo cammino. L'ascolto non lascia un attimo di respiro e così si passa da brevi interludi come (guarda caso) a interludio ad assalti all'arma bianca come Betwitx Pestiferous Beast senza soluzione di continuità. La band non fa nulla per suonare originale o per rendere la propria proposta almeno parzialmente accessibile, ma ha dalla sua l'inconfutabile capacità di saper scrivere brani annichilenti ma comunque molto godibili e, nei limiti del genere, vari a livello di tempi e dinamiche, con frequenti rallentamenti, stop and go e ripartenze al limite del black più oltranzista (ricordando in questo anche i maestri Aura Noir) che rendono l'ascolto molto coinvolgente, se si è amanti del genere. Non tragga in inganno l'anima strumentale di un brano come Uncontrolled Bloody Desires, non si tratta che dell'ennesimo brano tritatutto votato alla distruzione totale, come tutti gli altri brani dell'ep, con l'unica differenza di essere privo di parti vocali. A volte è l'approccio maggiormente thrashy a prendere il sopravvento, come nell'implacabile Vejacion Maldita, altre volte invece spetta all'approccio black slabbrato tanto caro ai Impaled Nazarene menare le danze, come nella scheggia impazzita Tortured Down In The Crypt, bissata dalla terrificante Hypnotizad Decomposition, col suo alternarsi di cupe marce di morte e folli esplosioni in blast beat quasi fuori controllo (si potrebbe anche togliere il “quasi”, in effetti), prima che la sconquassante Saw Of Alive giunga a porre fine ai brani originali presenti in questo lavoro col suo minuto e mezzo scarso di efferatezze sonore. C'è ancora spazio per due cover, come ciliegina sulla torta di questo massacro sonico; Trattasi nello specifico di The Crucified degli Impaled Nazarene periodo Tol Cormpt Norz Norz Norz, resa qui se possibile ancora più marcia e slabbrata, e della summenzionata You Don't Move Me (I Don't Give A Fuck) dei Bathory, tratta dal controverso Jubileum, che col suo approccio thrash & roll calza a pennello con l'attitudine laida e senza fronzoli della band (che si prende anche la libertà di registrare il brano con le chitarre non proprio perfettamente accordate, il che aumenta ancor di più l'impatto “punk” e strafottente del pezzo), e va a suggellare un ep destinato a entusiasmare i seguaci di questo modo di concepire, suonare e registrare musica estrema. D'altra parte, questo tipo di prodotto è pensato esclusivamente in quest'ottica, e quindi non si può che affermare che l'obbiettivo è stato pienamente centrato. Se corrispondete a tale identikit, questo ep potrebbe darvi più di un brivido, oltre a mettere a serio repentaglio le vostre vertebre cervicali. Se invece non corrispondete a tale descrizione, fareste meglio a passare ad altro. Infernali.

 

Edoardo Goi

75/100