25 FEBBRAIO 2018

Il “77 Gianky Project” è un progetto solista creato da Giancarlo Capicotto con l’intento di dare vita ai propri brani in chiave pop-punk, punk melodico.

Giancarlo Capicotto è il chitarrista della storica band punk calabrese “Meat For Dogs” attiva dal 1993, e proprio due compagni di quella band, Eugenio Pullano (cantante e chitarrista dei Meat For Dogs) e Simone Matarese (batterista), si uniscono a lui rispettivamente al basso ed alla batteria.

Questo album “Non mi fermerò mai” è l’album di esordio della band ed uscirà il 10 Marzo 2018 per Overdrive Records, Duff Records e Scatti Vorticosi Records.

 

Il nome dell’album così come la copertina sembrano anticipare quello che ascolteremo nei circa trenta minuti divisi nelle sette tracce che compongono il disco. La copertina infatti ritrae un particolare della giacca di jeans che ha accompagnato Gianky durante tutta la sua carriera musicale (arrivata al ventitreesimo anno di attività) e, come suggerisce il titolo, lo accompagnerà ancora per molto tempo.

Come ha dichiarato lo stesso Giancarlo, questo lavoro è stata influenzato in maniera importante dalla band di Bob Mould, gli Hüsker Dü. 

Tutti questi indizi: la copertina con la storica giacca di jeans, l’influenza degli Hüsker Dü, ed infine la scelta della cover (“Nessuna Verità” degli Impact del 1990) ci suggeriscono che stiamo per ascoltare un album dal sapore fortemente punk anni ’80/’90.

Le aspettative vengono rispettate: “Non mi fermerò mai” è un album punk in tutto e per tutto: le sonorità, la struttura delle canzoni, le scelte melodiche ed i testi si inseriscono perfettamente nel genere di riferimento. 

Quest’aspetto è sicuramente un’arma a doppio taglio: da una parte non deluderà chi cerca punk nostrano semplice e diretto, dall’altra farà storcere il naso a chi si aspetta qualcosa di maggiormente moderno e con qualche influenza in più che possa arricchire l’ascolto.

 

Io personalmente mi colloco nella seconda metà, durante l’ascolto ho avuto difficoltà ad apprezzare completamente il lavoro svolto dai 77 Gianky Project. Mi è sembrato un po' anacronistico ascoltare nel 2018 un album che trae troppo ispirazione da un movimento nato più di trentacinque anni fa; per quanto, ahimè, i temi trattati siano attuali, ho trovato il lavoro estremamente ancorato al genere di riferimento. Onestamente dovendo ascoltare un album punk e trovandomi di fronte un disco appartenente alla scena punk italiana degli anni 80/90 e questo, sceglierei il primo. Nel prossimo lavoro dei ‘77 Gianky Project mi piacerebbe trovare delle idee e degli spunti più moderni che possano impreziosire ed esaltare le canzoni di Gianky rendendole più contemporanee, senza allontanarsi eccessivamente dal genere di partenza.

 

Claudio Buricchi

60/100