2 MARZO 2018

Ci puoi dire da dove deriva il nome della band e cosa significa?

 

Il nome della band è casuale, non rappresenta nulla sinceramente, suonava bene quando lo abbiamo scelto, ci piaceva e così abbiamo deciso di chiamare la band “Mad Agony”. 

 

Chi sono i membri della band e da dove provengono?

 

Samael Von Martin, lead guitar, proviene da diverse realtà del black metal, Evol in primis, non ha certo bisogno di presentazioni, anche se è nato come musicista con la prima formazione dei Mad Agony nel 1991. Demian De Saba, drums, lo ha sempre affiancato nei suoi progetti (Evol, Death Dies ecc.), anche lui è conosciuto nell’ambito black metal. Babetz, rhythm guitar, ha un passato hardcore con gli Hippy Killers mentre Dani D3vine, bass guitar, viene dai Sex Addiction, una band sleaze del panorama metal padovano. Mad Max, vocals, ha un passato con gli Strong Revenge e altre bands minori del metal patavino, prima di approdare definitivamente ai Mad Agony. 

 

Ci racconti qualcosa del vostro ultimo lavoro? 

 

“Mad Patrol” è sicuramente un album più attuale e maturo rispetto al suo predecessore “Chernobitch” che raccoglieva molti brani del passato dei Mad Agony, pur avendo molti richiami all’heavy metal ottantiano. “Mad Patrol” è prodotto dalla band ma si avvale del mixing e mastering di Alex De Rosso, ex-chitarrista dei Dokken. Siamo molto orgogliosi di questo lavoro! 

 

Quali sono le vostre influenze musicali?

 

Ognuno di noi ha giocoforza delle influenze musicali, è quasi impossibile per un musicista non averne. Possiamo affermare di avere influenze molto varie, non ristretta all’ambito metal. Ascoltiamo un po’ di tutto, se la musica è buona, il genere non conta. 

 

Ci parli del vostro songwriting e da cosa nascono vostri testi? 

 

Il songwriting è principalmente curato da Samael, anche se occasionalmente, anche gli altri membri della band compongono canzoni. I testi li ha finora scritti esclusivamente Max, adattandoli e modificandoli a volte dietro suggerimento di altri componenti dei Mad Agony. Parlano di un po’ di tutto, di attualità, della vita quotidiana, di sesso, alcol e anche un po’ di politica, anche se ci teniamo a ribadire che i Mad Agony non sono politicamente schierati, sarebbe impossibile, la pensiamo ognuno in maniera diversa dall’altro! Ahahah! 

 

 Come è nato l’artwork? Chi l’ha creato e di che cosa si tratta?

 

L’artwork dei nostri lavori è curato dalla bravissima Maira Pedroni. La cover di “Chernobitch” l’aveva nel suo catalogo, ci è piaciuta e l’abbiamo scelta per questo primo cd. Per “Mad Patrol” invece, ha creato dal nulla una cover veramente bella, ispirandosi, seguendo le nostre indicazioni, su cover di bands come Sodom e Judas Priest. 

 

Cantate in inglese o in qualche altra lingua? Come mai questa scelta?

 

I primi due album sono cantati esclusivamente in inglese, perché fino a ieri ci era sembrata la lingua più adatta per il nostro genere musicale. Nel prossimo cd ci saranno dei pezzi cantati in italiano. Il tutto è nato un po’ per gioco, non eravamo convinti che potesse funzionare e invece ci siamo accorti, felicemente sorpresi, che il cantato in italiano si adatta alla perfezione al nuovo materiale della band.

 

Dove create la vostra musica?

 

La nostra musica viene composta nelle nostre case, prendiamo lo strumento in mano, ci giochiamo, lo suoniamo e quando salta fuori qualcosa di interessante, ci lavoriamo sopra, lo proponiamo agli altri componenti della band che alla fine ci mettono qualcosa di loro e così nasce il brano. 

 

Ci puoi dire qualcosa sulle vostre esperienze dal vivo? Com’è il vostro approccio con il pubblico?

 

Abbiamo all’attivo decine di concerti nei luoghi più diversi: dal bar di periferia, ai palchi dei festival. I Mad Agony sono animali da palco, amiamo suonare dal vivo e sfruttiamo ogni buona occasione per farlo. Il pubblico si è sempre dimostrato reattivo e coinvolto dalla nostra musica e questo ci fa sempre un enorme piacere! 

 

Potete per favore darci qualche informazione sui vostri lavori?

 

Abbiamo un 4-track demo “The only way to die” che è stato registrato nel 1992, seguito dopo due decenni (in cui la band è stata parzialmente inattiva) dal primo full-lenght “Chernobitch” nel 2013 e da “Mad Patrol” nel 2018. 

 

Quali sono le caratteristiche musicali che differenziano le vostre release, in caso di precedenti pubblicazioni?

 

Sostanzialmente, nei primi due lavori potete ascoltare del sano heavy metal old school, con venature thrash e, in misura minore, black. Il prossimo lavoro, che vedrà la luce tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2019, restando pur sempre heavy metal, risente pesantemente di influenze punk e hardcore. 

 

In Italia ci sono moti gruppi metal, puoi esprimere la tua opinione sulla musica della scena odierna nel nostro paese?

 

Nel nostro paese ci sono bands eccellenti, in ogni categoria dell’heavy metal. Purtroppo questa eccellenza non trova spesso riscontro nel numero di fans. Diverse bands italiane sono conosciutissime e seguitissime in altri paesi mentre in patria fanno letteralmente la fame. Il metallaro medio italiano tende sempre a guardare alle grandi bands, non ha la curiosità, l’intelligenza e spesso nemmeno la voglia, di spendere qualche ora del suo tempo ascoltando e cercando di capire ed apprezzare gruppi a lui sconosciuti.

 

Qual è la ragione per cui hai deciso di suonare uno strumento specifico?

 

La risposta a questa domanda è facile: lo spirito di emulazione verso i grandi musicisti prima, e la volontà di creare qualcosa di proprio e formare una band poi. 

 

Se doveste scegliere di far parte di una band famosa, per ciascuno di voi, quale sarebbe?

 

Bella domanda. A cui rispondiamo all’unisono: amiamo quello che facciamo, ci crediamo pienamente e quindi diciamo: “Mad Agony”!!! 

 

Puoi terminare l'intervista come preferisci...

 

Provate ad ascoltarci, acquistate i nostri cd e non ve ne pentirete! Se poi non vi piacciamo proprio, pazienza, ci avrete dato una chance! Anche se siamo sicuri che, essendo la nostra musica piuttosto eterogenea, siamo in grado di soddisfare anche i palati più raffinati e i gusti più difficili! Sostenete la buona musica e keep on rockin’ brothers!